Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloRaccolta Atti
Autore(i)
Data rilascio2007
Contenitore, TitoloConvegni del Progetto Musei del Mare e Dei Miti
Casa editricehttp://museomaremiti.provincia.crotone.it/
TipoAtto di convegno
Classificazioni Biblioteca GAK
Categorie
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Altre Informazioni Biblioteca GAK
ID Archivio: 8511
Data inserimento: 29-07-2020 18:56
Data ultima revisione 29-07-2020 19:13
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/aa-vv-raccolta-atti-convegni-del-progetto-musei-del-mare-e-dei-miti-2007/

Introduzione

Il progetto del Museo del Mare dei Miti, promosso dalla fondazione “Maggio Crotonese” nel primo decennio del 2020, ha inteso realizzare una esposizione all’aperto di opere artistiche lungo l’area costiera compresa tra Le Castella e Capo Colonna.

Tra le attività immateriali vi sono stati 4 conferenze:

14-07-2007
“Il mito delle sirene”,
Prof. Giovanni Sole
docente di antropologia religiosa dell’Università della Calabria.

29-08-2007
“La Calabria e il mare: miti e realtà”
Prof. Vito Teti
docente di Etnologia all’Università della Calabria

26-09-2007
“Mediterraneo di oggi tra realta’ e mito”
Prof. Predrag Matvejevic
docente di letterature slave all ‘Università “La Sapienza” di Roma al tema

11-12-2007
“Simboli politici e il mare: il caso Crotone”
Archeologo Alfredo Ruga
Collaboratore della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Calabria

Crotone, Museo del Mare e dei Miti, alcune Opere
Crotone, Museo del Mare e dei Miti, alcune Opere

Prima Conferenza: “Il Mito delle sirene”

“La logica del mythos non è quella del logos, è la logica della polarità, della contraddizione e del doppio. Il mito, come dice Lévi-Strauss, attinge e riadopera materiali, utilizza residui e frammenti di eventi, appare come una forma di “bricolage” intellettuale. Per certi versi tende all’occultamento e alla mistificazione del reale, opera sotterfugi, è vago e contraddittorio, per natura non risponde a delle domande e non dà spiegazioni.

Vi è un’arbitrarietà nella narrazione mitica, il racconto non è soggetto ad alcuna regola logica. Il mito è ambiguo, spesso il suo senso non risiede in ciò che racconta, ma in qualcosa che non racconta. Rende manifesti certi meccanismi fondamentali della mente umana, ma non per questo li significa. Il suo fine non è quello di chiarire, ma ingannare, infittire le oscurità intorno a sé, deformare; non è quello di persuadere ma affascinare, non di spiegare ma fondare, non di porre domande ma dare risposte.”

“È il viaggio nell’immenso mare o nel grande universo che spinge l’uomo a
costruire l’esistenza di mostri mitici, ma il suo fine ultimo è quello di entrare in contatto con essi per diventare mitico egli stesso, per sollevarsi dalla sua condizione di uomo.”

Giovanni Sole

Seconda Conferenza: “La Calabria e il mare: miti e realtà”

“I luoghi, le città vengono fondate in base a un’ indicazione profetica delle divinità, c’è un rapporto indissolubile tra luoghi , abitanti e divinità. Siamo persone che apparteniamo ai luoghi e questo significa avere un rapporto con le persone che hanno fondato i luoghi , un rapporto con le divinità, con i defunti”.
“L’abbandono dei paesi interni non è mai definitivo, perché le persone fanno sempre i conti con la loro storia, noi siamo luoghi di mare e di terra, c’è il bisogno di abbracciare e di riconoscere i luoghi, in particolare le città
di mare hanno un senso se riescono a dialogare con le zone interne. La Calabria riuscirà a riscattarsi se metterà in dialogo i suoi territori, se unirà realtà e miti, zone interne e mare, se diventerà protagonista ed artefice del proprio destino”.

Vito Teti

Terza Conferenza: “Il Mediterraneo di oggi fra realtà e mito”

“« Il Mediterraneo esiste al di là del nostro immaginario?» ci si domanda al
sud come al nord, a ponente come a levante. Eppure esistono modi di essere e maniere di vivere comuni o avvicinabili, a dispetto delle scissioni e dei conflitti che vive o subisce questa parte del mondo.
Percepire il Mediterraneo partendo solamente dal suo passato rimane un’abitudine tenace, tanto sul litorale quanto nell’entroterra. Mitologie che essa stessa ha generato o che altri hanno nutrito. Questo spazio ricco di storia è stato vittima degli storicismi.
La tendenza a confondere la rappresentazione della realtà con la realtà stessa si perpetua: l’immagine del Mediterraneo e il Mediterraneo reale non s’identificano affatto.
Un’identità dell’essere, amplificandosi, eclissa o respinge un’identità del fare, mal definita. La retrospettiva continua ad avere la meglio sulla prospettiva. Ed è cosi che lo stesso pensiero rimane prigioniero degli stereotipi”.

Predag Matvejevic

Quarta Conferenza: “Simboli politici e il mare: il caso Crotone”

“Le poleis greche adottarono dei simboli facilmente riconoscibili e che le rappresentassero, rifacendosi a tradizioni mitiche legate alla fondazione, a
particolarità geografiche od altro.
In questo contesto si spiega l’adozione di tipologie particolari legate al mare e ai suoi miti, a divinità maggiori e secondarie, eroi ed animali significativi da parte delle città che volevano anche rappresentare il rapporto privilegiato con il mare, luogo di transito di idee e culture, uomini e merci.
Crotone, nel ribadire il suo rapporto privilegiato con Delfi ed Apollo Delfinio ed al contempo “archeghete” scelse il delfino, che riveste particolari valenze simboliche, legato com’è ai miti di fondazione del santuario delfico e di altre polis (per esempio Taranto).
Kroton, non solo sulla monetazione, adotterà nel tempo tipi e simboli che alludono al mare (delfini, eroe sul delfino, conchiglie, polpo … ), segno di un rapporto continuo e vicendevole, che lega la nostra città alla sua risorsa principale dalle glorie del passato greco all’età moderna e contemporanea”.

Alfredo Ruga


Testi ed informazioni sono tratte dalla Brochure di presentazione del progetto

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