Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloIl pericolo turco e le torri di guardia in Calabria
Data rilascio2018
TipoArticolo di periodico specializzato
Classificazioni Biblioteca GAK
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Altre Informazioni Biblioteca GAK
ID Archivio: 6792
Data inserimento: 07-04-2020 18:20
Data ultima revisione 08-04-2020 02:55
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/armando-orlando-il-pericolo-turco-e-le-torri-di-guardia-in-calabria-2018/

ABSTRACT. Il 29 maggio 1453 il sultano ottomano Maometto II conquista Costantinopoli, entra nella chiesa di Santa Sofia, considerata allora la cattedrale più grande del mondo, ed un guerriero turco sale sulla torre più alta dell’edificio per proclamare la fede islamica. Qualche anno dopo una flotta turca giunge nelle acque di Otranto, in Puglia, assedia la città per mare e per terra, la occupa ed i guerrieri fanno strage degli abitanti. La strage di Otranto scuote l’opinione pubblica occidentale, il Papa Sisto IV promuove una Lega per una crociata contro i turchi, ed inizia una lungo periodo di scontri e di battaglie. Per la sua posizione geografica, la Calabria costituisce una testa di ponte ed è per questo che la regione diventa il bersaglio preferito della guerra di corsa, che nelle intenzioni dei barbareschi di Tunisi e di Algeri doveva fiaccare, con lo stillicidio delle incursioni, la potenza e l’economia del mondo cristiano. È l’inizio di un periodo di terrore che interessa il Mediterraneo e che colpisce le coste italiane fino ai primi anni del XIX secolo: alle verdi bandiere del Profeta sventolate dai saraceni nel passato succedono i vessilli rossi con la Mezzaluna dell’Impero Ottomano, e bisognerà aspettare l’occupazione Francese dell’Algeria per veder finire, nel 1830, mille anni di sofferenza, di drammi umani, di tragedie, di saccheggi, di schiavitù.

RECENSIONE. E’ un documento divulgativo che sintetizza in maniera semplice e chiara, non solo come l’impero Ottomano influenzò le politiche difensive nel Regno di Napoli, ma come esso condizionò la vita delle Città Calabresi. Non mancano brevi riferimenti agli episodi riguardanti Crotone ed il crotonese. Unica pecca è la mancanza di note e di una bibliografica di supporto.