Alessandro Cristofori – I motivi della colonizzazione romana della Magna Grecia agli inizi del II sec. a.C. (2009)

Fenici e Italici, Cartagine e la Magna Grecia. Popoli a contatto, culture a confronto. Atti del convegno internazionale. Cosenza, 27-28 maggio 2008

La ricerca nasce da un riesame complessivo del programma di colonizzazione intrapreso da Roma in Italia meridionale agli inizi del II sec. a.C., programma che
coinvolse anche numerose comunità di origine greca o comunque ellenizzate. Il saggio si concentra su di un singolo tema, peraltro basilare per l’intera ricerca: le motivazioni del programma di colonizzazione.
I limiti dell’indagine dal punto di vista geografico sono le colonie fondate nei territori di vecchie poleis greche o di comunità che erano state oggetto di una forte inluenza culturale o politica ellenica. La ricerca dunque è stata condotta in particolare sugli insediamenti romani nei territori di Dikearchia, Pyxus, Temesa, Hipponion, Kroton e Thurioi, senza tuttavia escludere del tutto la considerazione delle coeve colonie di Liternum, Volturnum, Salernum e Sipontum.
Dal punto di vista cronologico la ricerca si concentra sui pochi anni che vanno dal 197 a.C. (quando fu votata la fondazione delle cinque colonie romane di Puteoli, Liternum, Volturnum, Salernum e Buxentum) e il 186 a.C..
Il progetto di deduzioni in Magna Grecia degli inizi del II sec. a.C. trova la sua motivazione principale nella volontà da parte di Roma di creare, in una prospettiva di lungo periodo, caposaldi per il controllo di comunità ancora potenzialmente ostili che potevano divenire alleate di Filippo V o di Antioco III, come di fatto si era verificato ai tempi delle invasioni di Pirro e di Annibale.