Carlo Rescigno – Progetto Antica Kroton: ricerche nell’area di Gravina (2025)

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloProgetto antica Kroton: ricerche nell’area di Gravina
Autore(i)
Data rilascio05-10-2025
Contenitore, TitoloQuaderni ACMA "Lo spazio del sacro"
TipoArticolo di periodico specializzato
Riferimentin. 3/2025, DOI: https://doi.org/10.69590/80j8tt61
Casa editriceScuola Superiore Meridionale, Napoli
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ID Archivio: 17262
Data inserimento: 09-10-2025 19:49
Data ultima revisione: 10-10-2025 01:08
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/carlo-rescigno-progetto-antica-kroton-ricerche-nellarea-di-gravina-2025/

Quaderni di ACMA’ è collana di pubblicazioni scientifiche destinata ad accogliere le discussioni innescate dalle attività didattiche e di ricerca dell’area Archeologia e Culture del Mediterraneo Antico della Scuola Superiore Meridionale (SSM), un istituto di istruzione universitaria di alta formazione e ricerca, ad ordinamento speciale, istituita nel 2019 presso l’Università degli Studi di Napoli Federico I 1.

Abstract

Con il presente e i successivi contributi si forniscono prime informazioni scientifiche sugli scavi in corso a Crotone (condotti nel 2024) nell’ambito del progetto “Antica Kroton”. 

Gli scavi sono stati avviati a giugno 2024.
A Novembre lo scavo è stato presentato al pubblico ed alla stampa nell’iniziativa “Cantieri aperti”.

I. Gli scavi nell’ambito del progetto “Antica Kroton”

I.1. Il Programma Antica Kroton: Visione e finalità strategiche

Il Progetto Antica Kroton rappresenta un’iniziativa strategica volta a superare il tradizionale concetto di mero scavo archeologico, mirando a un modello integrato di trasformazione urbana. L’obiettivo primario è duplice: mettere in evidenza l’eccezionale patrimonio archeologico e storico della città e, contestualmente, valorizzarlo attraverso la narrazione del suo passato, rendendolo accessibile e fruibile al cittadino 2. La filosofia del progetto non si limita al recupero dei beni materiali, ma enfatizza il loro ruolo come elementi fondanti della storia urbana 3.

L’intervento specifico nell’area Gravina è finanziato nell’ambito del Cluster 3 del programma, con un investimento significativo di 1.200.000 euro destinato alle operazioni di scavo, restauro e successiva valorizzazione. Elemento concettuale centrale, individuato per collegare tutti i sotto-interventi del programma, è il cosiddetto “nastro narrante“: un elemento lavorato in bassorilievo e ad incisione che sarà inserito nella pavimentazione, sviluppandosi lungo i percorsi pedonali per garantire una lettura pubblica e coesa dell’impianto antico. Dal punto di vista della pianificazione territoriale, il sito archeologico di Gravina sarà integrato nel circuito del parco archeologico urbano a rete della città, con l’obiettivo di interconnetterlo con l’esistente o il previsto percorso archeologico sospeso, realizzato sul vecchio tracciato della ferrovia Calabro-Lucana.

I.2. Determinazione cronologica dell’avvio delle indagini archeologiche

L’individuazione del periodo di avvio degli scavi recenti nell’area Gravina è essenziale per la contestualizzazione del ritrovamento. L’area Gravina è stata identificata come il secondo cantiere a prendere il via nell’ambito della vasta campagna di lavori promossa dal programma Antica Kroton. Gli scavi sono stati avviati a giugno 2024. La rapida sequenza temporale – scavo estate-autunno, la presentazione di novembre, e la divulgazione nella primavera successiva, come la lezione al Corso di Archeologia e Storia del Gruppo Archeologico Krotoniate del 24 aprile 2025 e la pubblicazione di Rescigno di ottobre 2025 – indica non solo l’alta priorità istituzionale del progetto, ma anche lo scopo di supportare la narrativa di trasformazione urbana attiva, essenziale per la logica di valorizzazione pubblica del programma.

II. Sintesi delle tesi Scientifiche del Prof. Carlo Rescigno (2025)

Ecco una sintesi dei principali risultati archeologici e delle interpretazioni relative all’area di Gravina (Via Foscolo) a Crotone:

II-1. Contesto e obiettivi dello scavo

Lo scavo nell’area di Gravina si inserisce nel Progetto Antica Kroton, che mira alla valorizzazione del patrimonio, alla creazione di una carta archeologica digitale e alla rigenerazione urbana. L’area indagata si trova nel quartiere centrale dell’antica città, in una zona precedentemente ipotizzata come sede dell’agorà (piazza pubblica). L’indagine è stata avviata in un’ampia particella che non era mai stata toccata da scavi precedenti.

II.2. Stratigrafia e fasi di frequentazione

La matrice dominante del giacimento è costituita da strati limosi e argillosi. La stratigrafia rivela un salto temporale, procedendo dal contemporaneo all’età ellenistica. L’area è stata frequentata in maniera documentata almeno dal VII al III secolo a.C..

  • Fase di abbandono (III secolo a.C.): La frequentazione ordinaria dell’area cessa nel corso del III secolo a.C., lasciando spazio a un probabile utilizzo agricolo o naturale. Questi sono definiti i “livelli di abbandono”.

II.3. I Rinvenimenti del III Secolo a.C. (livelli di abbandono)

Le testimonianze più recenti sono correlate a un repentino cambiamento funzionale dell’area, interpretato come una cesura o una distruzione parziale/totale.

  • La grande fossa circolare: È stata riportata alla luce una grande fossa del diametro di circa 3 metri.
    • Contenuto: Il riempimento è costituito da una notevole quantità di ceramica (da fuoco, da mensa, o comune), spesso integra e con repertorio di forme ripetitivo.
    • Sono stati rinvenuti anche elementi fittili e litici, resti ossei (inclusi un bovide, deposto per parti) e metallici, tra cui monete bronzee e d’argento.
    • Interpretazione: La fossa è databile al III secolo a.C.. La ripetitività delle forme e la presenza di ossa suggeriscono un’attività rituale, forse un rito di espiazione o di bonifica per la dismissione di un grande edificio (che era stato luogo di pasti comuni) dopo una fase di distruzione, possibilmente in seguito all’assedio di Agatocle all’inizio del III secolo a.C..
  • Altre evidenze di abbandono: Sono stati trovati alcuni tagli quadrangolari (ancora di incerta interpretazione: tombe o attività produttive) nel settore occidentale. Inoltre, un lungo cavo con riempimento simile ai limi alluvionali, lungo il limite occidentale, è stato identificato come il risultato dello spoglio di una struttura preesistente in direzione Nord-Sud.

II.4. Strutture murarie e edifici antichi

Al di sotto dei livelli di abbandono sono emerse strutture murarie pertinenti alle ultime fasi di vita della polis greca, databili tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C..

  • Edifici del IV-III secolo a.C.: Lungo il limite orientale sono stati identificati i resti di un edificio con due ambienti quadrangolari successivi. Un altro ambiente quadrangolare, realizzato con blocchi calcarei riutilizzati, si trova lungo il limite meridionale. Queste strutture sono realizzate in elementi litici calcarei e, in alcuni casi, fittili.
  • Strutture Arcaiche e Classiche: Si individua una sequenza di costruzioni e distruzioni:
    • Una lunga muratura, forse una stoa (D), databile alla prima metà del IV secolo a.C., potenzialmente associata a frammenti di tegole con sime rampanti.
    • Due edifici (C, E) di V secolo a.C., uno probabilmente un piccolo sacello. A questa fase è attribuibile un tetto con antefisse a palmetta.
    • Strutture (A, B) risalenti al VII-VI secolo a.C., forse recinti piuttosto che edifici, documentati perlopiù in negativo. È stato rinvenuto un frammento di sima laterale di tipo acheo (prima metà del VI secolo a.C.), traccia di un edificio molto antico.
  • Scarico di terracotte architettoniche: In prossimità di un muro spogliato, è stato rinvenuto uno scarico di terrecotte architettoniche che appartengono a coperture databili tra il V e la prima metà del IV secolo a.C., inclusi frammenti di sime rampanti e un’antefissa a trofeo vegetale.

II.5. L’Interpretazione Topografica: Il Grande Spazio Aperto

La disposizione delle strutture murarie non suggerisce la presenza di insulae residenziali, ma piuttosto che gli edifici si affacciassero su un ampio spazio aperto.

  • Agorà o Santuario: Questo spazio, lungo circa 17 metri e privo di strutture, viene interpretato come una corte o piazza, un’articolazione dell’agorà o di uno dei santuari urbani di Kroton.
  • Contesto urbano: L’area si trova ai margini del possibile santuario identificato nello scavo della Cooperativa Uranio (1975), suggerendo che Gravina fosse parte di un complesso pubblico più ampio, forse un’area sacra dedicata a Hera e Apollo, simile all’articolazione degli spazi pubblici trovati a Metaponto e Poseidonia.
  • Connessione all’Esaro: Si ipotizza che questo spazio pubblico potesse estendersi verso Ovest fino all’Esaro, dove in possibile traguardo visivo, e grazie al rinvenimento di strutture perpendicolari, Rescigno propone la possibile presenza degli arsenali militari lungo il fiume.

II.6. Topografia di Kroton: Resilienza e Crisi

L’analisi stratigrafica supporta una comprensione sfumata dell’evoluzione topografica e socio-politica di Kroton. Sebbene l’area Gravina sia interpretata come il centro nevralgico della polis, i dati mostrano che la città attraversò un significativo processo di contrazione urbana prima della distruzione finale. La relazione preliminare indica che due stenopoi (assi viari) centrali, costeggianti l’area, furono abbandonati già nel IV secolo a.C..

L’abbandono di importanti infrastrutture viarie nel IV secolo a.C., un secolo prima che l’area fosse definitivamente obliterata, è un segnale di profondo degrado strutturale e di crisi politico-economica. Tale decadimento riflette probabilmente l’impatto delle turbolenze che colpirono la Magna Grecia in quel periodo, portando alla contrazione del centro civico e rendendo superflua la manutenzione delle vie principali. L’area Gravina fornisce, in questo senso, una sequenza completa che documenta non solo la magnificenza arcaica, ma anche la recessione classica ed ellenistica, offrendo un archivio stratigrafico delle trasformazioni della colonia greca.

II.7 Ricostruzione crononologica

Gli scavi a Gravina, condotti attraverso l’asportazione di imponenti strati alluvionali (limi e argille) che hanno sigillato e preservato i livelli antichi, hanno permesso di delineare una sequenza occupazionale che si estende dall’età arcaica all’ellenismo terminale.

II.7.1. Fasi di Impianto Arcaico e Sviluppo (VII – V Secolo a.C.)

Il nucleo più antico dell’occupazione nell’area Gravina si colloca nel Periodo Arcaico (VII-VI Secolo a.C.). Questi livelli profondi sono cruciali, poiché definiscono l’impianto iniziale della piazza pubblica e sono il target per la ricerca delle strutture monumentali in opera quadrata (Stoa o Sacello).9 L’integrità dei reperti di questa fase è fondamentale per comprendere l’organizzazione urbanistica della Kroton fondazionale.

Il Periodo Classico (V Secolo a.C.) rappresenta la fase di piena funzionalità dell’impianto urbano, in cui le strutture pubbliche e gli assi viari (prima del loro abbandono) erano attivamente in uso e mantenuti.11

II.7.2. La Crisi Strutturale e l’Abbandono Viario (IV Secolo a.C.)

Come precedentemente evidenziato, il IV secolo a.C. segna un punto di svolta. A questa fase si riferisce l’abbandono di due stenopoi centrali, costeggianti l’area.3 Questo evento è un indicatore archeologico di una contrazione urbana e di una potenziale incapacità del governo cittadino di sostenere le grandi opere infrastrutturali, preludendo al collasso finale.

II.7.3. Ultime frequentazioni e la catastrofe del III secolo a.C.

Le indagini hanno focalizzato l’attenzione sulle ultime fasi di frequentazione dell’area, identificate come i “livelli di abbandono“. Questo contesto è chiaramente collocabile nel corso del III secolo a.C..

Il ritrovamento più significativo di questa fase è una grande fossa del diametro di circa 3 metri. Il riempimento di questa fossa è eccezionalmente ricco e consistente, includendo: una grande mole di ceramiche, spesso integre; resti ossei; oggetti metallici, tra cui monete bronzee e d’argento.

La presenza di ceramiche intatte in un contesto di getto massivo e l’elevata quantità di monete suggeriscono un evento traumatico o un sgombero rapido, piuttosto che un graduale abbandono. Questo strato rappresenta una testimonianza eccezionale della vita quotidiana dell’Antica Kroton e può essere interpretato come l’evidenza archeologica diretta di una catastrofe o di un assedio.

Precisamente, Rescigno ritiene che questo evento di distruzione violenta possa essere correlato alle campagne militari condotte da figure come Agatocle all’inizio del III secolo a.C. (295 a.C., di cui le le fonti ci raccontano l’assedio siracusano e la conseguente conquista e devastazione della città), che segnarono in modo definitivo la supremazia di Kroton in Magna Grecia e l’inizio di una forte decadenza con l’avanzare del secolo. Dopo la fine dell’aoccupazione di Agotocle (289 a.C.), Kroton dovette infatti subire il passaggio non indolore di Pirro e delle sue truppe (277 a.C.), e l’e ‘occupazione violenta del console romano Cornelio Rufino (277 a.C.), la distruzione ad opera dei Campani di Reggio (270 a.C.), gli eventi della seconda guerra punica (dal 218 a.C. al 202 a.C.), con il passaggio del carteginese Annibale, gli attacchi e l’occupazione dei Brettii.

Sono eventi per portano Kroton ad un processo di trasformazione, di destrutturazione dei vecchi spazi urbani ancora inclusi nel circuito delle mura, ma che diventano ‘non luoghi’ urbani, a seguito dei quali la vita sembra ormai restringersi nel vecchio quartiere meridionale, ai piedi della rocca poi occupata dal Castello di Carlo V. Per approfondire questi eventi, tra i diversi articoli e pubblicazioni in questo sito si segnala la sintesi storica in “L’Arx e la cinta muraria antica di Croto in Tito Livio” o per una più ampia ed accademica esposizione di Giovanna De Sensi, Maria Intrieri “Crotone in età greca e romana” (1992).

II.7.4. Schema Cronologico e correlazione Strati/Contesti Significativi (Area Gravina-Via Foscolo)

La sintesi dei dati cronologici è fondamentale per la comprensione dell’importanza di Gravina come archivio storico di Kroton.

Periodo CronologicoUnità Stratigrafica (US) RilevanteEvidenza Archeologica/Funzione UrbanaRilevanza Principale e Fonti
VII – VI Sec. a.C.Livelli Fondazionali Greci ArcaiciImpianto originario del centro civico; Ricerca di fondazioni in Opera Quadrata (Stoa/Sacello)Fase di monumentalità arcaica e fondazione della piazza
V Sec. a.C.Fasi di Piena Funzionalità ClassicaUtilizzo degli assi viari e manutenzione delle strutture pubbliche centrali.Periodo di massima integrità urbana
IV Sec. a.C.Strato di Abbandono ViarioInizio della crisi urbana e del degrado; Abbandono di due stenopoi centrali.Segnale di contrazione urbana e declino istituzionale
III Sec. a.C.Livelli di Abbandono Finale e FossaUltima frequentazione; Materiale quotidiano intatto; Monete bronzee e argentee.Evidenza di distruzione/sgombero rapido, correlabile ad eventi bellici (Ellenismo terminale)
Post-ClassicoStrati AlluvionaliLivelli di limo e argilla che hanno sigillato l’area.Conservazione ottimale dei livelli antichi

II.8 Valorizzazione e Impatto Urbano

Il Progetto Antica Kroton si impegna a garantire la valorizzazione e l’eventuale musealizzazione in situ dei ritrovamenti. L’area Gravina sarà equipaggiata con sistemi moderni per facilitare la fruizione pubblica. Saranno installati impianti di illuminazione ad alta efficienza che sfrutteranno energia rinnovabile, progettati specificamente per agevolare la lettura notturna dell’antico impianto abitativo. Inoltre, verrà predisposta apposita segnaletica e cartellonistica descrittiva e informativa (multilingua) sia all’interno del sito che lungo le principali arterie di collegamento.

Un aspetto cruciale della ricerca condotta dal Prof. Rescigno è l’integrazione dei risultati archeologici nella pianificazione urbana contemporanea. La valorizzazione non è fine a sé stessa, ma mira a stabilire un percorso che parta da Gravina e si affacci sull’Esaro, permettendo alla città di ristabilire il suo rapporto con il mare e con il fiume, spazi che sono stati in gran parte negati nella configurazione urbana attuale. L’archeologia, in questo contesto, agisce come uno strumento di ingegneria culturale, trasformando i resti dell’Agorà nel fulcro per il recupero di un legame storico-ambientale cruciale per l’identità civica. Il Comune di Crotone procederà, inoltre, all’ammodernamento di un edificio precedentemente destinato a Biblioteca, per adibirlo a Centro Polifunzionale, supportando la musealizzazione e il piano di valorizzazione generale.

III. Conclusioni

Il settore Gravina si configura come un’area di fondamentale importanza per la ricostruzione della topografia e della storia socio-politica dell’antica Kroton. Le ricerche, avviate nell’estate 2024nell’ambito del Progetto Antica Kroton, hanno già portato alla luce strati che coprono un arco cronologico esteso, dal VII al III secolo a.C.

Le tesi scientifiche promosse dal Prof. Carlo Rescigno identificano l’area come una porzione dell’Agorà, il centro civico della polis. Questa interpretazione è supportata dalla ricerca di evidenze di monumentalità (strutture in opera quadrata in strati arcaici) e dalla sequenza di utilizzo dell’area. L’analisi cronostratigrafica ha rivelato il picco di funzionalità nei periodi arcaico e classico, seguito da segnali di crisi nel IV secolo a.C. (abbandono degli stenopoi) e culminando in uno strato di distruzione/abbandono improvviso nel III secolo a.C., attestato dalla grande fossa ricca di ceramiche integre e monete.

L’integrazione di questi dati non solo arricchisce la conoscenza accademica della Magna Grecia, ma fornisce la base per un ambizioso progetto di valorizzazione che connette l’archeologia alla riqualificazione paesaggistica e alla riconquista dello spazio urbano da parte della comunità. I risultati degli scavi di Gravina sono destinati a diventare elementi monumentali permanenti, integrati nel Parco Archeologico Urbano a rete e supportati da infrastrutture espositive moderne.

Approfondimenti

Se l’articolo rappresenta il momento di sintesi scientifica degli scavi, molte altre informazioni di dettaglio, con foto degli scavi e dei reperti sono rinvenibili nella richiamata lezione dello stesso Prof. Carlo Rescigno lezione al Corso di Archeologia e Storia 2025 del Gruppo Archeologico Krotoniate tenuta il 24 aprile 2025 (GAK-CAS25 Lez. 16 Carlo Rescigno – Crotone greca: dati dalle nuove ricerche) e della quale è disponibile la registrazione video.

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Bibliografia, Note

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_Superiore_Meridionale[]
  2. Antica Kroton – Comune di Crotone,
    https://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13013[]
  3. Antica Kroton: al via il cantiere “Area Gravina” – Comune di Crotone,
    https://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12687[]