Domenico Marino – Insediamenti, antica metallurgia e primi contatti egeo-micenei nella Calabria centro-orientale tra XIX e XVI sec. a.C. (1995)

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Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloInsediamenti, antica metallurgia e primi contatti egeo-micenei nella Calabria centro-orientale tra XIX e XVI sec. a.C.
Autore(i)
Data rilascio1995
Contenitore, TitoloCassandra
TipoArticolo di periodico specializzato
Riferimentin. 3-4
🏷️ Classificazioni Biblioteca GAK
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ABSTRACT:

Lo studio ricostruisce la dinamica insediativa della Calabria ionica centrale tra il XIX e il XVI sec. a.C., mostrando una fase di forte riorganizzazione territoriale con nuovi insediamenti in aree costiere, collinari e montuose, l’intensificazione della metallurgia e le prime attestazioni di contatti con l’Egeo. Il caso più importante è Capo Piccolo, che offre insieme evidenze di produzione metallurgica e ceramiche di importazione egea, suggerendo un ruolo di snodo negli scambi a lunga distanza. L’autore collega questi dati a una struttura sociale gerarchizzata, capace di controllare risorse interne, vie di transito e rotte marittime.

SINTESI:

Nella prima parte, Marino descrive una rete di 9 siti per la fase avanzata del Bronzo antico nella Calabria centro-orientale, di cui 8 nuovi, con una distribuzione equilibrata tra costa e interno e con dimensioni insediative generalmente maggiori rispetto alla fase precedente. Viene sottolineata la continuità di Corazzo e la nascita di siti come Cozzo del Salto, Strongoli, Timparello dei Ladri, Timpone delle Rose, Sant’Antonino, Capo Piccolo, Telegrafo di S. Leonardo e Roccella.

La documentazione archeologica mostra un’accresciuta attività metallurgica, testimoniata da asce, alabarde, pugnali e depositi come quello del Timparello dei Ladri, interpretati come indicatori di prestigio e specializzazione tecnica. Il rinvenimento di una struttura abitativa al Timparello e di un corredo funerario a Timpone delle Rose rafforza l’idea di comunità articolate, con ruoli sociali differenziati e controllo strategico del territorio.

Per il Bronzo medio iniziale, il quadro cambia verso una maggiore concentrazione di insediamenti costieri: su 13 siti, 11 sono nuove attivazioni, mentre continuano a essere occupati Capo Piccolo e Corazzo. In questa fase domina l’interesse per il mare e per promontori naturalmente difesi, con siti orientati agli approdi e ai collegamenti marittimi.

Il dato decisivo è la comparsa a Capo Piccolo di ceramiche di importazione egea, considerate la più antica attestazione per la Calabria, e di tracce di lavorazione del rame. Per Marino, ciò indica l’inserimento della Calabria centro-orientale in una rete di scambi tra Egeo, Tirreno, Eolie e Italia meridionale, con Capo Piccolo forse funzionante come scalo intermedio e centro di mediazione.

LUOGHI CITATI:

  • Calabria centro-orientale.
  • Calabria ionica centrale.
  • Fiume Trionto.
  • Fiume Ancinale.
  • Corazzo.
  • Cozzo del Salto.
  • Strongoli.
  • Timparello dei Ladri.
  • Timpone delle Rose.
  • Sant’Antonino.
  • Capo Piccolo.
  • Telegrafo di S. Leonardo.
  • Roccella.
  • Capo Pellegrino.
  • Capo Alfiere.
  • Domine Maria.
  • Capo Cimiti.
  • Capo Rizzuto-Torre Tonda.
  • Le Castella.
  • Valle Carbonara.
  • Villaggio S. Andrea.
  • San Costantino.
  • Punta di Stalettì.
  • Gagliato.
  • Promontorio di Tropea.
  • Filicudi.
  • Lipari.
  • Capri / area egea e Peloponneso, citati come aree di riferimento per le importazioni.
  • Catanzaro-Tiriolo.
  • Area tirrenica del Savuto.
  • Longobucco.
  • Sibaritide meridionale.
  • Lago Ampollino.
  • Montagna silana.
  • Valle del Tacina.
  • Crotone.
  • Matera.