Abstract
Nel quadro delle ricerche effettuate tra il 2024 e il 2025 nell’area Gravina di Crotone, è stato individuato un contesto chiuso di particolare interesse, una fossa colma di materiali struttivi e ceramici. Nel presente contributo se ne indagano i termini cronologici e si discute circa significato e funzione del contesto.
Per un inquadramento generale dello scavo vedere:
Carlo Rescigno – Progetto Antica Kroton: ricerche nell’area di Gravina (2025)
Sintesi (da notebooklm)
L’articolo di Elisa Conca e Marcella Leone si concentra sull’analisi di un significativo contesto chiuso di età ellenistica, una grande fossa sub-circolare (US 042), scoperta nell’area Gravina durante gli scavi del progetto Antica Kroton.
Caratteristiche e Contenuto del Deposito:
- Struttura: La fossa, con un diametro di circa 3-3,20 metri e una profondità di 1,10 metri, presentava al suo interno uno spazio “vuoto” decentrato, forse originariamente occupato da un’installazione in materiale deperibile (come legno).
- Materiali: Lo scarico consisteva in una notevole quantità di materiali eterogenei, per un totale di oltre 22.000 frammenti.
- La ceramica era la classe più rappresentata, in particolare la vernice nera, la ceramica comune e quella da cucina, con forme che costituivano veri e propri servizi da mensa e cucina. La grande dimensione dei contenitori da fuoco suggerisce la preparazione di cibi per grandi quantità di persone.
- Sono stati rinvenuti anche elementi metallici (tra cui tre monete di bronzo e una d’argento), frammenti architettonici (tegole e sime) e resti ossei di animali, inclusi un corno di bovide e due crani di cane interi.
Cronologia e Interpretazione:
- Datazione: La maggior parte dei reperti ceramici è omogenea e databile tra la fine del IV e la prima metà del III secolo a.C., con una propensione per i primi decenni del III secolo a.C..
- Funzione: Il deposito è interpretato come un deposito di dismissione o rituale, che attesta una profonda modifica funzionale dell’area in quel periodo.
- Contesto Storico: Sulla base della datazione e della natura distruttiva dell’evento, si ipotizza che la chiusura del deposito possa essere ricondotta alla presa di Crotone da parte di Agatocle (296 a.C.). L’azione rituale, che includeva la sepoltura di stoviglie e parti di edifici, serviva probabilmente a “esaugurare” (togliere dal sacro) un’area che era stata pubblica o sacra, forse un edificio adibito a pasti collettivi o simposi.
Questa fossa è emersa in un ampio spazio aperto dell’area Gravina, che è stato identificato come un settore della piazza pubblica (agorà) o di un santuario urbano di Kroton.
C’è un aspetto in particolare di questo ritrovamento che ha suscitato la tua curiosità? Ad esempio, la sua interpretazione come rito di espiazione o i tipi di oggetti rinvenuti?
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