Laura Ambrosini – La sirena in Etruria, Grecia e Magna Grecia (2016)

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloLa sirena in Etruria, Grecia e Magna Grecia attraverso l’analisi del vasellame metallico configurato
Autore(i)
Data rilascio2016
Contenitore, TitoloSirene a cura di C. Pepe - C. Rescigno - F. Senatore
TipoAtto di convegno
Riferimentipp. 63-97. ISBN 978-88-6687-098-2
Casa editriceScienze e Lettere, Roma
Classificazioni Biblioteca GAK
Categorie Simboli e Mitologie |
Tag Sirene |
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ID Archivio: 11214
Data inserimento: 01-09-2021 01:38
Data ultima revisione: 16-04-2026 13:58
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/laura-ambrosini-la-sirena-in-etruria-grecia-e-magna-grecia-2016/
Sirene a cura di C. Pepe - C. Rescigno - F. Senatore

Abstract (introduzione dell’autore)

La figura mitologica della sirena appare strettamente conness alle opere di alta metallurgia un riflesso di questo legame può essere colto nel cratere a volute attico di Polion da Spina (fig. l), datato al 420 a.C., su un lato del quale sono raffigurati Dioniso sulla kline, Efesto con un satiro ed Hera in trono affiancata da una sirena con un flabello (ventaglio cerimoniale). Quest’ultima, secondo J.D. Beazley, rappresenterebbe un’opera metallica dell’artefice divino, un dono che il fabbro offre ad, Hera insieme al trono frutto della sua mirabile abilità tecnica. Pausania (1x,34,2) riferisce di un simulacro di Hera a Cheronea che recava su ambedue le mani sirene, e al quale due Perinzî dedicarono una sirena maschile d’argento (iscrizione da Samo). Lo studio si focalizza proprio sul vasellame metallico configurato a sirena tra Etruria, Grecia e Magna Grecia. Il testo è tratto da uno studio di piu ampio respiro (dello stesso autore), pubblicato sulla rivista olandese BABesch 88, 2013 (Ambrosini 2013), con aggiunte e aggiornamenti bibliografici.

Abstract (ricostruito)

Il contributo di Laura Ambrosini esamina la figura della sirena nell’arte e nella cultura di Etruria, Grecia e Magna Grecia, focalizzandosi sull’analisi del vasellame metallico configurato (principalmente bronzi a forma di sirena o con elementi sireneschi, come askoi, unguentari, o recipienti zoomorfi). Attraverso un approccio tipologico, stilistico e contestuale, l’autrice ricostruisce la diffusione di questo motivo iconografico, confrontando le produzioni greche (corinzie, laconiche e attiche) con quelle etrusche e magnogreche. Vengono evidenziate differenze nella resa formale, nelle tecniche di fusione e nelle funzioni del vasellame: dal simposio al contesto votivo o funerario. Il lavoro sottolinea i processi di ricezione, rielaborazione locale e possibile produzione autonoma in Etruria (ad esempio a Chiusi o in area campano-etrusca), nonché il valore simbolico della sirena come figura liminale, legata al mondo ultraterreno, alla seduzione e alla protezione. L’analisi si basa su un corpus di esemplari editi e inediti, con attenzione ai contesti di rinvenimento e alle dinamiche di scambio culturale nel Mediterraneo antico tra VIII e IV secolo a.C. Il contributo offre così un contributo significativo allo studio dell’iconografia mitologica applicata agli oggetti di lusso in metallo, illuminando le interazioni tra mondo greco e italico.

Indice

Introduzione (un paragrafo introduttivo non numerato, che collega la figura della sirena alle opere di alta metallurgia, cita il cratere di Polion e Pausania, e presenta l’obiettivo del lavoro: l’analisi del vasellame metallico configurato a sirena tra Etruria, Grecia e Magna Grecia. Si richiama anche al precedente studio dell’autrice del 2013).

1. L’oinochoe etrusca del British Museum (analisi dettagliatissima del vaso londinese: descrizione tecnica, tecniche di lavorazione – sphyrelaton, repoussé, fusione –, decorazione in foglia d’oro, confronti stilistici, attribuzione a produzione vulcente, datazione al secondo quarto del VI sec. a.C., storia collezionistica e restauro).

2. Gli askoi di bronzo dalla Grecia e Magna Grecia (esame di tre askoi configurati a sirena:

  • l’askos da Kynouria (Argolide);
  • l’askos dalla Piana di Sant’Anna presso Crotone;
  • l’askos dalle Murge di Strongoli (ex Getty, restituito all’Italia). Si discute provenienza, datazione, officine locali, confronti e una possibile copia moderna in oro).

3. L’iconografia (analisi tipologica e confronti tra sirene corinzie, greco-orientali e il vaso etrusco; distinzione tra tipi; ibridazione etrusca; confronti con scarabei e altri materiali).

4. Le oinochoai etrusche in bucchero configurate a sirena (studio del piccolo gruppo di tre oinochoai in bucchero pesante: Berlino da Vulci, New York dall’Etruria, Orvieto dalla necropoli di Crocefisso del Tufo; seriazione stilistico-cronologica proposta da Camporeale; rapporti con la metallotecnica).

5. Conclusioni (sintesi interpretativa: funzione del vaso londinese come oggetto di prestigio per il simposio aristocratico; valore simbolico della sirena in contesto etrusco; dinamiche di ricezione e rielaborazione tra Grecia, Magna Grecia ed Etruria; Vulci come centro ricettivo).

Abbreviazioni bibliografiche.