M. Caccamo Caltabiano / P. Attianese / C.Generoso – in Atti XII° Internationaler Numismatischer Kongress Berlin 1997

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloMARIA CACCAMO CALTABIANO: Immagini / parole: il lessico iconografico monetale – PASQUALE ATTIANESE – Una nuova zecca bruzia? – CINZIA GENEROSO – Caratteristiche della circolazione monetaria nel Bruzio
Autore(i)
Data rilascio2000
Contenitore, TitoloM. Caccamo Caltabiano / P. Attianese / C.Generoso - in Atti XII° Internationaler Numismatischer Kongress Berlin 1997
TipoAtto di convegno
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ID Archivio: 18160
Data inserimento: 08-03-2026 02:32
Data ultima revisione: 08-03-2026 02:33
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/m-caccamo-caltabiano-p-attianese-c-generoso-in-atti-xii-internationaler-numismatischer-kongress-berlin-1997/
copertina libro generica

Questi documenti raccolgono gli atti del XII Congresso Internazionale di Numismatica svoltosi a Berlino nel 1997, pubblicati successivamente nel 2000 sotto la cura di Bernd Kluge e Bernhard Weisser. Il testo presenta un vasto indice accademico che spazia dallo studio delle monete antiche greche e romane fino alle emissioni medievali, moderne e orientali, includendo analisi su medaglie e iconografia.  Tutti gli atti sono disponibili su archive.org:
https://ia801802.us.archive.org/4/items/proceedingsof12t00inte/proceedingsof12t00inte.pdf

Questi gli articoli selezionati dagli atti per la BDK:

  • MARIA CACCAMO CALTABIANO: Immagini / parole: il lessico iconografico monetale
  • PASQUALE ATTIANESE – Una nuova zecca bruzia?
  • CINZIA GENEROSO – Caratteristiche della circolazione monetaria nel Bruzio

ABSTRACT

Ecco un abstract dei tre articoli citati:

MARIA CACCAMO CALTABIANO: Immagini / parole: il lessico iconografico monetale

In questo contributo, l’autrice propone un approccio metodologico innovativo all’interpretazione dell’iconografia monetale, trattandola come un vero e proprio linguaggio (“lessico”) dotato di una grammatica e di una sintassi proprie. La Caltabiano critica la tendenza a considerare i simboli secondari come semplici marchi di zecca, sostenendo invece la necessità di una lettura globale che integri tutti gli elementi iconici presenti sulla moneta.

Il cuore dell’articolo analizza il tema delle bighe e quadrighe in corsa, tradizionalmente interpretate come celebrazioni di vittorie atletiche aristocratiche o tiranniche (come nel caso di Anassila di Rhegion o Filippo II di Macedonia). Attraverso l’analisi delle figure degli aurighi, spesso identificabili con divinità (Atena, Demetra, Persefone, Apollo o Nike) o personificazioni cittadine, l’autrice recupera la dimensione sacrale e religiosa del tipo.

Un esempio cruciale è il leone posto sotto la quadriga nei decadrammi siracusani: lungi dall’essere solo un riferimento al nemico cartaginese o ad alleanze locali, esso è interpretato come un attributo solare di Apollo. La quadriga diventa così metafora del viaggio del sole e, per estensione, della guida “illuminata” dello Stato. Il politico è paragonato all’auriga che tiene le redini della città, un’immagine cara alla filosofia platonica e alla cultura pitagorica che vedeva nel sole il principio ordinatore dell’armonia universale.

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PASQUALE ATTIANESE: Una nuova zecca bruzia?

L’articolo documenta l’identificazione di una nuova e precedentemente ignota zecca situata nel territorio del Bruzio (l’odierna Calabria). La ricerca si basa sul ritrovamento e l’analisi di 12 esemplari bronzei (emioboli di sistema attico-italiota), rinvenuti in varie località della fascia jonica, tra cui Strongoli, Torre del Mordillo e Pietrapaola.

La tipologia monetale descritta è la seguente:

  • Diritto: Protome di toro androprosopo (dal volto umano) barbuto, con la legenda TPAEX e le lettere K e A.
  • Rovescio: Una spiga di grano di stile metapontino, accompagnata da un delfino, un monogramma e la legenda BPEIT.

Attianese identifica la legenda TPAEX come riferimento all’antico fiume Traes (l’attuale Trionto), divinizzato nella figura del toro androcefalo. La legenda del rovescio, BPEIT, rappresenta una forma abbreviata inedita che non sembra riferirsi al termine generico Brettion (dei Brettii), ma a una comunità specifica o polis situata nei pressi del fiume, forse sotto l’influenza dei Lucani. Le monete sono datate tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., in un contesto di circolazione che include emissioni di Crotone, Hipponion, Rhegium e Siracusa.

L’articolo è presente nella BDK in una precedente edizione del 1994 da “Il Bel Paese”:
Pasquale Attianese – Una nuova zecca Brettia ? (1994)

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CINZIA GENEROSO: Caratteristiche della circolazione monetaria nel Bruzio

L’autrice presenta il primo studio scientifico comparato sulla circolazione monetaria di età romana in Calabria, evidenziando come la presenza della moneta segua fedelmente gli eventi storici e le trasformazioni economiche della regione.

  • Età Repubblicana (III-I sec. a.C.): La moneta romana appare nel tardo III secolo a.C., concentrandosi inizialmente in centri fortificati e zone di confine settentrionali per contrastare la resistenza dei Bruzi. Al Sud, la presenza è più discreta, regolata da foedera (alleanze) con le città magnogreche. Tra il II e il I secolo a.C., la circolazione si uniforma con l’apparizione del denaro d’argento e la fondazione di colonie (come Copia, Vibo e Crotone), che rivitalizzano l’economia locale.
  • Età Imperiale (I-II sec. d.C.): Oltre alla continuità nelle grandi città, si osserva una diffusione della moneta in aree extra-urbane, legata alla nascita dei latifondi imperiali e delle grandi ville produttive. Queste ville diventano il cuore di un’economia agraria volta all’approvvigionamento di Roma.
  • Tarda Antichità (III-V sec. d.C.): La Calabria si consolida come territorio agricolo strategico. La circolazione monetaria attesta intensissimi scambi con l’Oriente e l’Africa, confermati dal rinvenimento di ceramiche e monete di zecche africane, e da una produzione locale attiva, come dimostrato dalle fornaci di anfore a Pellaro.