📖 Scheda Bibliografica
Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)
| Titolo | Nostoi troiani in Epiro e in Magna Grecia |
| Autore(i) | |
| Data rilascio | 2011 |
| Contenitore, Titolo | Sulla rotta per la Sicilia: l’Epiro, Corcira e l’Occidente a cura di G. De Sensi Sestito e M. Intrieri |
| Tipo | Paragrafo di Libro |
| Riferimenti | pp. 3.18 |
| Casa editrice | ETS |
🏷️ Classificazioni Biblioteca GAK
| Categorie WP | Biblioteca | |
| Categorie Pubblicazioni | Periodo 2. Epoca Classica-Kroton | |
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Data inserimento: 26-07-2026 21:40
Data ultima revisione: 26-07-2026 21:40
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/m-p-castiglioni-j-l-lamboley-nostoi-troiani-in-epiro-e-in-magna-grecia-2011/
Informazioni aggiuntive
ABSTRACT IT
Il documento analizza l’uso strategico delle leggende troiane (nostoi) nell’Epirro e nella Magna Grecia tra il VII e I secolo a.C. come strumento per negoziare identità etniche e rivendicazioni territoriali in contesti coloniali. Il caso studio di Siris mostra due tradizioni antagonistiche: una favorevole agli indigeni Choni (discendenti troiani) contro i Greci ioniani, e una versione achea che giustifica la distruzione della città da parte degli Achei. Il cratere di Metaponto (inv. 312358), unico per l’insicurezza iconografica che unisce Enea, Antenore e Teano nella fuga da Troia, rappresenta l’eredità troiana mappata sull’Italia meridionale. Le leggende di Antenore in Illiria e di Enea a Corcira Melaina furono adattate in epoca romana per celebrare le vittorie di Sempronio Tuditanus (129 a.C.) e per legittimare l’espansione romana. L’analisi evidenzia come i miti troiani servivano a due funzioni principali: legittimare dinastie locali e conferire diritto di suolo, dimostrando che le narrazioni storiche in zone coloniali sono costruzioni strategiche piuttosto che testimonianze oggettive.
SINTESI
🎯 Tema Centrale
Il saggio analizza come e perché i miti dei Nostoi (i “ritorni” in patria degli eroi dopo la Guerra di Troia) e, in particolare, le leggende troiane, siano stati adottati e manipolati nelle aree dell’Adriatico e dello Ionio (Magna Grecia, Epiro, Illiria). Gli autori dimostrano che questi miti non erano semplici racconti folklorici, ma strumenti politici flessibili utilizzati per legittimare il possesso del suolo (ius soli), definire l’identità etnica e giustificare conflitti o alleanze.
📌 Punti Chiave del Saggio
1. Le tradizioni antagonistiche di Siris
Nella Magna Grecia, il mito troiano viene usato per spiegare conflitti coloniali. A Siris coesistono due tradizioni opposte:
- Tradizione favorevole agli indigeni (Antioco/Strabone): I Choni (indigeni) sono discendenti dei Troiani. La dea Atena chiude gli occhi quando i coloni greci (gli Ioni) li cacciano violentemente. Sottolinea un conflitto etnico tra Greci e “Barbari”.
- Tradizione favorevole agli Achei (Licofrone/Giustino): Siris viene distrutta da una coalizione achea. La distruzione è vista come “giusta” perché gli Ioni avevano usurpato la terra. Qui il mito serve a legittimare il diritto degli Achei sul territorio (tramite la tomba dell’indovino Calcante).
2. Troiani a Metaponto: coesistenza pacifica
Un cratere apulo da Metaponto raffigura insieme Enea, Antenore e Teano. Questi eroi troiani, sopravvissuti alla distuzione di Troia, fondano colonie in Italia.
- Teano sposa il re indigeno Metaponto/Metabos.
- Questo mito riflette una volontà di coesistenza pacifica e di ellenizzazione delle élite indigene, che rivendicavano un’ascendenza troiana per parificarsi ai colonizzatori greci.
3. Enea e Antenore nell’Adriatico e in Illiria
- Antenore: Il suo transito in Illiria (Liburnia) è un’invenzione tarda (recuperata da Virgilio) nata per esaltare le vittorie romane (es. C. Sempronio Tuditano nel 129 a.C.) sui popoli illirici.
- Enea a Corcira Melaina: La tradizione che vuole Enea fondatore di questa città sull’Adriatico nasce probabilmente per propaganda siracusana (sotto Dionigi I). Fare di Enea il fondatore di una città illirica serviva a “derubare” Roma delle sue origini troiane (e quindi greche), sminuendone il prestigio. In alternativa, il mito potrebbe essere nato dai primi coloni cnidi per auto-legittimare il loro ius soli in Adriatico.
4. Enea, Eleno e la Molossia (Epiro)
In Epiro, la dinastia reale dei Molossi (gli Eacidi) vanta una doppia ascendenza: greca (Achille/Neottolemo) e troiana (Priamo/Eleno).
- Eleno e Butrinto: Il mito della fondazione di Bouthrotos (Butrinto) da parte di Eleno (l’indovino troiano) nasce probabilmente per assonanza con la tribù locale degli Elini. Serve a giustificare l’espansione territoriale dei Tesproti e dei Molossi verso sud, strappando il controllo ai Corciresi.
- La Caonia (Epiro) è costellata di toponimi troiani (Troia, Pergamis, Onchesmos/Anchise), frutto di questa progressiva appropriazione mitica del territorio.
5. Neottolemo e la propaganda di Pirro
Il mito di Neottolemo (figlio di Achille) in Epiro subisce modifiche in base alle necessità politiche:
- Epoca di Euripide (Andromaca): Si esalta l’unione tra Neottolemo e la troiana Andromaca per favorire l’alleanza diplomatica tra Atene e i Molossi.
- Epoca di Pirro (Guerre contro Roma): Pirro elimina quasi del tutto la componente troiana (Andromaca) dalla sua genealogia. Poiché i Romani si richiamavano a Enea, Pirro (discendente di Achille/Neottolemo) presenta la sua campagna in Italia come una “Nuova Guerra di Troia”, in cui lui è il vendicatore dei Greci contro i Troiani/Romani.
- Post-Pirro: La figura di Andromaca verrà del tutto cancellata dalle genealogie successive a favore di Ermione (figlia di Menelao), per ribadire un’identità strettamente greca ed eroica.
💡 Conclusioni degli Autori
- La doppia funzione del mito: I miti dei nostoi servono a due scopi principali: legittimazione dinastica (adattata di volta in volta alle alleanze o ai nemici del momento) e diritto sul suolo (ius soli) per le fondazioni coloniali.
- Assenza di una koinè unitaria: Non esiste una “koinè ionio-adriatica” omogenea. Ogni città o tribù usa i miti panellenici per creare un’identità diversa e opposta a quella dei vicini. Le contraddizioni mitiche sono volute e servono a tracciare confini.
- Vettori di diffusione: I miti viaggiano grazie ai mercanti (es. gli Eubei in Epiro) o vengono imposti dall’alto da tiranni e re “imperialisti” (Dionigi di Siracusa, Pirro).
- Il successo delle leggende troiane: Citando I. Malkin, gli autori concludono che “la storia inizia con il ritorno da Troia”. Il mito troiano rappresenta il “punto zero” della storia mediterranea. L’opposizione Greci/Troiani è lo strumento perfetto per le aree periferiche: è abbastanza flessibile da rappresentare sia lo scontro etnico frontale (Greci vs Barbari), sia le guerre “fratricide” di frontiera tra colonie greche o tra Greci e indigeni ellenizzati.