M.R. Luberto – Archaic pottery from Sybaris, Kroton and Kaulonia (2019)

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloArchaic pottery from Sybaris, Kroton and Kaulonia
Autore(i)
Data rilascio2019
Contenitore, TitoloGli Achei in Grecia e in Magna Grecia: nuove prospettive e nuove scoperte. Atti del Convegno di Aighion (12-13/12/2016)
TipoAtto di convegno
Riferimentipp. 433-442
Casa editriceAthens : Scuola Archeologica Italiana di Atene.
Classificazioni Biblioteca GAK
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ID Archivio: 17748
Data inserimento: 06-12-2025 00:21
Data ultima revisione: 06-12-2025 00:21
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/m-r-luberto-archaic-pottery-from-sybaris-kroton-and-kaulonia-2019/
copertina libro generica

Riassunto. Si presenta di seguito una sintesi delle ricerche sulle ceramiche arcaiche di Sibari, Crotone e Caulonia. Lo studio si è basato sull’analisi dei rinvenimenti provenienti da scavi nei centri urbani, per la maggior parte editi in forma preliminare. Il range cronologico scelto va dalla metà dell’VIII sec. a.C. ca. (la data più antica desumibile sulla base dei rinvenimenti) fino alla fine del VI sec. a.C., ossia alla distruzione di Sibari da parte di Crotone.

Περίληψη. Παρουσιάζεται μια σύνθεση των ερευνών της αρχαϊκής κεραμικής στη Σύβαρη, τον Κρότωνα και την Καυλωνία. Η μελέτη βασίστηκε στην ανάλυση των ευρημάτων από τις ανασκαφές στα αστικά κέντρα, δημοσιευμένα, ως επί το πλείστον, σε προκαταρκτική μορφή. Το χρονολογικό range που έχει επιλεγεί αρχίζει από τα μέσα του 8ου αι. π.Χ. περίπου (η αρχαιότερη χρονολογία που προκύπτει από τα ευρήματα) μέχρι τα τέλη του 6ου αι. π.Χ., δηλαδή μέχρι την καταστροφή της Σύβαρης από τον Κρότωνα.

Abstract. It is here presented a synthesis of the researches conducted on Archaic pottery from the Achaian apoikiai of Sybaris, Kroton and Kaulonia. The study was based on the examination of finds recovered from excavations in the urban centres, which are, for the most part, already preliminarily published. The chronological range chosen for the analysis spans approximately from the middle of the VIII century BC, the most ancient date derived from the pottery, to the defeat of Sybaris by Kroton at the end of the VI century BC.

Sintesi per Crotone

Il contributo di Maria Rosaria Luberto “Archaic pottery from Sybaris, Kroton and Kaulonia” costituisce una sintesi delle ricerche sulla ceramica arcaica delle tre poleis achee, basata sui contesti urbani (in gran parte pubblicati solo in forma preliminare) tra metà VIII e fine VI sec. a.C., cioè fino alla distruzione di Sibari da parte di Crotone.​

Impianto generale dello studio

  • La ceramica è suddivisa in due macro‑categorie: importazioni e produzioni coloniali, con ulteriori classi interne (corinzia, euboica geometrica, stile Thapsos, greco‑orientale, laconica, bucchero etrusco, indigena; per le produzioni coloniali: tipo Thapsos, decorazione geometrica/lineare/figurata, tipi protocorinzi/corinzi, tipi greco‑orientali, serie “achea” ecc.).​
  • Tutti e tre i centri restituiscono frammenti già collegabili alla fase immediatamente pre‑coloniale (metà VIII sec. a.C. circa), letti nel quadro della frequentazione ionica del Golfo di Taranto e dei rapporti tra comunità indigene e navigatori greci.​

Dati principali su Kroton

  • Per Kroton i dati derivano da diversi siti urbani indagati dalla Soprintendenza (quartieri residenziali e necropoli della collina Carrara) e da contesti ancora inediti come lo scavo “Crugliano 1975”, integrati con le evidenze del santuario di Capo Colonna.​
  • Nella fase coloniale più antica la città fornisce la serie cronologicamente più precoce e articolata di ceramiche di stile Thapsos e protocorinzie/protocorinzie antiche, rispetto a Sibari e Kaulonia dove compaiono più tardi e quasi solo in forma di coppe.​

Importazioni e uso selettivo a Kroton

  • Le importazioni corinzie dominano tra VII e VI sec. a.C. nell’insieme delle tre colonie, ma a Kroton la documentazione edita da contesti urbani è scarsa; l’autrice segnala che grandi quantità di ceramica corinzia sono in realtà note, ancora inedite, dal santuario di Capo Colonna.​
  • La forte presenza di ceramica attica nella necropoli di Carrara e nei santuari, a fronte della relativa povertà dei quartieri abitativi, suggerisce che a Kroton i vasi d’importazione venissero destinati preferenzialmente a contesti sacri e funerari, riflettendo modalità specifiche di approvvigionamento e consumo.​

Produzioni locali e ruolo di Kroton

  • Nel caso delle produzioni “di tipo corinzio”, Kroton mostra una situazione opposta a Sibari e Kaulonia: qui prevalgono nettamente i vasi coloniali ispirati a modelli corinzi rispetto agli originali importati, indicando uno sviluppo precoce di officine locali.​
  • Per le forme considerate “achee” (kantharoi con modanature sul labbro, ecc.) la presenza nei tre centri è quantitativamente molto limitata; la grande diffusione in siti indigeni o non strettamente achei porta l’autrice a mettere in discussione l’aggettivo “acheo” come etichetta etnica per la forma e a collegarne talora la concentrazione (es. Francavilla) a specifiche funzioni cultuali.​

Kroton e la cronologia coloniale

  • La combinazione tra anticipo cronologico delle importazioni (soprattutto Thapsos/protocorinzie) e l’avvio delle produzioni locali indiziate da scarti e ceramiche difettose a Kroton viene letta come indicativa di una presenza greca più precoce rispetto a Sibari e Kaulonia.​
  • Questo quadro materiale è messo a confronto con le fonti letterarie e con la discussione sulla priorità cronologica fra le fondazioni achee, suggerendo un primato di Kroton (pur in un dibattito che l’autrice definisce ancora aperto).​

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