M.R. Luberto, G. Balzanelli – Kroton in the archaic period (2019)

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloKroton in the archaic period
Autore(i)
Data rilascio2019
Contenitore, TitoloGli Achei in Grecia e in Magna Grecia: nuove prospettive e nuove scoperte. Atti del Convegno di Aighion (12-13/12/2016)
TipoAtto di convegno
Riferimentipp. 301-321
Casa editriceAthens : Scuola Archeologica Italiana di Atene
Classificazioni Biblioteca GAK
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ID Archivio: 17749
Data inserimento: 06-12-2025 00:29
Data ultima revisione: 06-12-2025 00:29
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/m-r-luberto-g-balzanelli-kroton-in-the-archaic-period-2019/
copertina libro generica

Riassunto. Il contributo è dedicato all’analisi delle fasi di nascita e sviluppo della città di Crotone, dall’età del Bronzo alla fine del VI sec. a.C. La ricerca si è basata su dati editi provenienti dalle indagini condotte su vari siti compresi entro il perimetro urbano antico. Sono state individuate una serie di fasi trattate in dettaglio e per ciascuna elencati gli elementi caratterizzanti, con un focus più specifico su due temi particolari emersi nel corso dell’indagine: la distribuzione degli spazi sacri e l’architettura domestica in pietra. Questo studio rappresenta quindi un tentativo di sintesi critica e aggiornata dei dati archeologici disponibili per la città.

Περίληψη. Το άρθρο μας ασχολείται με την ανάλυση των φάσεων γέννησης και ανάπτυξης της πόλης του Κρότωνα, από την εποχή του Χαλκού μέχρι τα τέλη του 6ου αι. π.Χ. Η έρευνα πραγματοποιήθηκε με βάση τα δημοσιευμένα στοιχεία των ερευνών σε διάφορους χώρους που συμπεριλαμβάνονται στην περίμετρο του αρχαίου άστεως. Εντοπίστηκαν μια σειρά φάσεων που έγιναν αντικείμενο λεπτομερούς επεξεργασίας και για καθεμία από αυτές καταγράφηκαν τα χαρακτηριστικά στοιχεία, εστιάζοντας πιο συγκεκριμένα σε δύο θέματα που είχαν αναδυθεί κατά τη διάρκεια της έρευνας: την κατανομή των ιερών χώρων και την οικιστική αρχιτεκτονική με λίθους. Σκοπός της μελέτης είναι η προσπάθεια επαναπροσέγγισης της έρευνας της πόλης διαμέσου μιας κριτικής ανάγνωσης των αρχαιολογικών στοιχείων.

Abstract. This paper is devoted to the analysis of the phases of birth and growth of the city of Kroton, form the Bronze Age to the end of the VI c. BC. The research has been conducted on published data coming from urban surveys within the ancient urban perimeter. There have been identified a series of phases analytically considered and for each of them there have been highlighted some peculiar elements. Two topics have been specifically considered: the distribution of the sacred spaces and the domestic stone architecture. The aim of the study is to try to reshape the archaeological research on the city through a critical and updated interpretation of archaeological data.

Sintesi

L’articolo “Kroton in the Archaic Period” (Balzanelli–Luberto) offre una sintesi strutturata, critica e aggiornata dello sviluppo urbano di Crotone dall’età del Bronzo alla fine del VI sec. a.C., con particolare attenzione alla definizione di fasi, funzioni degli spazi (residenziali, produttivi, sacri, funerari) e modalità di pianificazione.​

Obiettivi, metodo e articolazione

  • Il lavoro si basa esclusivamente su dati editi da scavi urbani entro il perimetro della città greca, organizzati in schede topografiche per otto aree (quartieri meridionale, settentrionale, centrale; mura; necropoli; acropoli; porto; aree sacre), scandite in fasi 1a–5 (pre‑greca fino a fine VI‑inizio V sec. a.C.).​
  • Per ciascuna fase vengono isolati gli elementi caratterizzanti (tipi di edifici, viabilità, funzioni dei settori), con due focus tematici: distribuzione degli spazi sacri e architettura domestica in blocchi di pietra, più una sezione conclusiva di sintesi interpretativa.​

Fasi pre‑greche e rapporto con l’insediamento indigeno

  • Le autrici ridimensionano drasticamente l’idea di un grande abitato protostorico continuo (50 ha): i dati effettivi (via Firenze/Crugliano, via Venezia, Vigna Nuova, area Castello, necropoli Carrara) mostrano nuclei sparsi dal Bronzo Recente, con attestazioni più sicure dal Bronzo Tardo e Prima età del Ferro, ma privi di una chiara estensione e cronologia continua.​
  • Fibule e ceramiche d’impasto in contesti come Vigna Nuova e Carrara I indicano presenze indigene al momento dell’arrivo dei coloni, ma la documentazione è troppo povera per definire in dettaglio forme di coesistenza o continuità; si insiste sulla necessità di pubblicazioni complete dei materiali.​

Arrivo dei Greci e prime fasi coloniali

  • La fase di fine VIII–inizio VII sec. a.C. (1b) è definita soprattutto da importazioni e produzioni coloniali di stile Thapsos e protocorinzie (coppe, crateri, kantharoi) in numerosi siti urbani (QM1, QM2, QM4, QM5, QM6, QC2, QC7, QC9, QS2, QS3, QS4, QS1, N1), con scarti di fornace e vasi malcotti alla Coop. Proletaria Pertusola (QC7) che attestano una produzione locale molto precoce.​
  • La necropoli di Carrara restituisce crateri e coppe Thapsos probabilmente residui da tombe arcaiche precoci, confermando l’uso funerario della collina dall’avvio della colonia e la fissazione anticipata del margine urbano tra polis e chora, nonostante l’assenza di mura arcaiche.​

VII sec. a.C.: continuità, prime abitazioni e officine

  • Nel corso del VII sec. si registra continuità in tutti i settori già occupati, con le prime evidenze di abitazioni a capanna (buche di palo, focolari) in aree come Campo Sportivo (QC2), Banca Popolare Cooperativa (QM2) e Vigna Nuova (QS2), mentre nella zona centrale compaiono il primo forno (fornace I al Campo Sportivo) e strutture artigianali stabili.​
  • La distinzione funzionale fra quartiere centrale (produzione e artigianato), quartieri meridionale e settentrionale (residenziale, con QS anche come “frontiera” verso l’interno) e collina di Carrara (necropoli) è già riconoscibile e viene poi mantenuta nelle fasi successive.​

Fine VII–inizi VI sec.: nascita della maglia urbana

  • Tra fine VII e inizio VI sec. compaiono i primi assi viari riconoscibili e le prime case in muratura che permettono di parlare di un vero impianto a griglia: in particolare nell’area di cerniera QM6–QM7–QC9, dove strade N–S e SE–NO collegano quartieri diversi, area produttiva centrale e necropoli di Carrara.​
  • Le autrici rivedono cronologie troppo alte proposte in passato per alcuni stenopoi (es. Microcitemia), mostrando che molte attribuzioni “fondative” all’ultimo quarto dell’VIII sec. si basano su letture discutibili dei frammenti ceramici, che vanno invece in pieno VII sec.; ciò sposta l’avvio della pianificazione visibile alla fase 3.​

VI sec. a.C.: consolidamento del reticolo e architettura domestica

  • Nel VI sec. si assiste a una densificazione generalizzata: nuove case e strade a QM2, QM4, QM6–QM7, QC2, QC9–QC10, QC11–QC12, QS1–QS4, con officine ceramiche attestate e riattestate fino alla fine del secolo nella fascia centrale e presso l’Esaro.​
  • A fine VI sec. emerge il fenomeno dell’architettura domestica in blocchi squadrati con anathyrosis, usati sistematicamente nei muri perimetrali lungo il fronte strada (soprattutto nel quartiere meridionale e in QS4), interpretati non tanto come semplice segnale di ricchezza privata, ma come intervento pubblico per regolarizzare pendenze e fissare in modo durevole i limiti di isolati e comparti, in parallelo con Megara Hyblaea e Selinunte.​

Spazi sacri: Vigna Nuova e assenza di contesti in situ

  • Per l’arcaismo l’unico edificio sacro ben documentato è il santuario extra moenia di Vigna Nuova (QS2), con tempietto rettangolare (inizio VI sec., poi restauri e rifacimenti), noto per i depositi di catene, armi e utensili metallici, interpretabile come culto di Hera con epiclesi legate alla liberazione e alla sfera guerriera, benché le forme arcaiche del culto restino poco note.​
  • Le numerose terrecotte architettoniche arcaiche rinvenute in contesti secondari (antefisse, simae, lastre) indicano più edifici sacri nei tre quartieri, ma la perdita del contesto originario impedisce al momento di cartografare con precisione la rete dei santuari interni, che sembra comunque seguire gli assi principali della “cerniera” centrale.​

Conclusioni interpretative

  • La città nasce e cresce senza grandi vuoti di frequentazione tra VIII e VI sec. a.C., con la precoce definizione delle principali destinazioni funzionali (necropoli, quartieri produttivi, residenziali, santuario di frontiera) e un impianto urbano che si sviluppa in modo graduale ma coerente con un programma iniziale.​
  • Le autrici sottolineano che né le guerre (compresa la distruzione di Sibari) né gli sviluppi politici documentati dalle fonti letterarie lasciano tracce evidenti di cesure nella trama urbana arcaica, che appare piuttosto frutto di una gestione oligarchica moderata e stabile, con possibili spazi commerciali centrali (ipotetica “agora” nella zona di cerniera) più che un foro civico monumentale riconoscibile.​

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