Marco Giglio, Carlo Rescigno, Michele Silani – Santuario di Hera a Capo Colonna: scavi nel settore meridionale del tempio grande (2025)

Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloMarco Giglio, Carlo Rescigno, Michele Silani – Santuario di Hera a Capo Colonna: scavi nel settore meridionale del tempio grande (campagna 2024) (2025)
Autore(i)
Data rilascio05-10-2025
Contenitore, TitoloQuaderni ACMA "Lo spazio del sacro"
TipoArticolo di periodico specializzato
Riferimentin. 3/2025, DOI: https://doi.org/10.69590/pf8a7z44
Casa editriceScuola Superiore Meridionale, Napoli
Classificazioni Biblioteca GAK
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Abstract

Nel 2024, come attività della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici Unisob-Unicampania, è stata organizzata una campagna di ricerca nel temenos del tempio di Hera a Capo Lacinio. In accordo con la direzione del Parco si è deciso di indagare un settore in apparenza secondario del complesso santuariale, una parte dell’ampia fascia presente lungo il margine meridionale del tempio, tra questo e il muro di cinta in reticolato, solo in parte, e con piccoli saggi, sottoposta a indagine archeologica regolare. Dagli scavi è emerso un nuovo recinto con altare fondato nel corso del III sec. a.C.

Sintesi (notebooklm)

Obiettivo della Campagna 2024

Gli scavi, condotti dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici Unisob-Unicampania nel 2024, si sono concentrati sul settore meridionale del temenos del Santuario di Hera. L’obiettivo era esplorare l’ampia fascia di terreno tra il grande Tempio A e il muro di cinta.

Principali Scoperte Architettoniche

1. Il Taglio nella Roccia: Lo scavo ha rivelato un ampio taglio nel banco roccioso (calcarenite), dai margini lineari ma irregolari, che corre parallelo al lato meridionale del Tempio A. Si ipotizza che questo taglio possa essere stato il fronte di una cava o uno sbancamento realizzato per uno scopo architettonico più ampio.

2. Il Recinto e l’Altare: Addossato a questo taglio nella roccia è stato individuato e interamente scavato un piccolo recinto. Si tratta di uno spazio chiuso di forma rettangolare allungata, costruito accuratamente in blocchi di arenaria, che probabilmente non aveva copertura. L’accesso era garantito da un varco privo di battenti. In asse con l’ingresso del recinto si trovava un piccolo altare rettangolare, realizzato con un unico blocco. Sia il recinto che l’altare erano rivestiti di un intonaco monocromo.

Cronologia e Interpretazione

Datazione: La realizzazione del recinto e dell’altare è collocabile nel III secolo a.C.. Questa datazione coincide con un periodo di forte crisi per la polis di Crotone, che vedeva la destrutturazione dell’impianto urbano.

Funzione: Il recinto è interpretato come uno spazio sacro minore destinato a un culto specifico per piccoli gruppi o un apprestamento per cerimonie celebrate da singole famiglie, in analogia con altri santuari. La presenza del varco esclude che fosse un favissa (deposito per offerte).

Topografia Sacra: L’orientamento del recinto segue quello del Tempio A. Il piano di calpestio dell’altare (18.12 m s.l.m.) era alla stessa quota della base della crepidine del tempio A (18.10 m s.l.m.), suggerendo che il Tempio A si ergesse su una piazza (piana o gradonata) rispetto al recinto.

Fasi Successive: La struttura è sopravvissuta fino all’età imperiale. Livelli di riempimento successivi, databili al III sec. d.C., hanno obliterato l’area. Un piccolo bronzetto di figura femminile con base plumbea è stato rinvenuto in questi strati di riporto.

Materiali Rinvenuti

Tra i materiali trovati negli strati di riporto utilizzati per la costruzione (dati cronologicamente più antichi del recinto stesso) ci sono frammenti di una sima a lastra con anthemion del V sec. a.C. e un frammento di doccione leonino in marmo pario, pertinente al tetto del grande tempio classico.

Video intervista

Realizzata da RTI Calabria durante l’open day di presentazione degli scavi al pubblico

https://www.youtube.com/watch?v=GFIVEEoSvVI

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