📖 Scheda Bibliografica
Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)
| Titolo | La prima eta del ferro in Calabria |
| Autore(i) | |
| Data rilascio | 2004 |
| Contenitore, Titolo | Atti XXXVII riunione scientifica Presistoria e Protostoria della Calabria. 29 settembre - 4 Ottobre 2002 |
| Tipo | Atto di convegno |
| Riferimenti | pp. 447-474 |
🏷️ Classificazioni Biblioteca GAK
| Categorie WP | Biblioteca | |
| Categorie Pubblicazioni | Makalla | Periodo 1. Preistoria-Protostoria | Strongoli | |
| Tag Pubblicazioni | Le Murgie | |
⬇️ Visualizza o scarica
🔗 Ricerche correlate nel web
- Cerca libri fisici nel catalogo OPAC-SBN: Cerca per autore e titolo
- Ricerche bibliografiche:
- Wordcat.org
- Regesta Imperii
- Google Scholar
- Semantic Scholar
- Zenon Dainst (Deutsches Archäologisches Institut)
- Ricerca nel Web
⚙️ Altri dati schedatura in Biblioteca GAK
Data inserimento: 2022-06-13 11:51:49
Data ultima revisione: 2022-06-13 11:51:53
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/marco-pacciarelli-la-prima-eta-del-ferro-in-calabria-2004/
Informazioni aggiuntive
In passato è stato spesso attribuito alle comunità calabresi – e in particolare a quelle della cosiddetta
“facies delle tombe a fossa” – un livello di complessità socio-politica inferiore rispetto alle comunità di tipo “villanoviano” dell’Etruria e della Campania.
Se da un lato in molte parti della Calabria non si è verificato un generalizzato passaggio a forme insediative protourbane, non mancano però rilevanti processi di cambiamento verso la complessità. All’inizio del primo Ferro si registra, in base ai dati di Torre Galli, la formazione di comunità organizzate per famiglie estese formalmente di pari dignità sociopolitica, in quanto partecipanti a pieno titolo alla difesa collettiva. Nel corso della fase 1 e soprattutto nella fase 2 del primo Ferro si assiste a un progressivo aumento del grado di specializzazione delle produzioni artigianali e di differenziazione socioeconomica.
In alcune aree vengono inoltre messi in atto processi di transizione verso un modulo territoriale analogo a quello che può essere definito ‘protourbano minore’, caratterizzato da centri di 40-60 ettari.
Tra i centri esaminati l’importante sito di Le Murgie di Strongoli.