
Indice
- Prefazione di ANTONINO PALA, Presidente deIla Pro Loco, p. 21
- Editoriale di FRANCESCO DE LUCA, p. 9
- SERAFINO PARISI, Santa Severina: un passato in divenire, p. 13
- MARCELLO GIGANTE, Enrico Aristippo, gloria di Santa Severina, p. 21
- ANDRÉ GUILLOU, Le iscrizioni bizantine di Santa Severina, p. 37
- FRANCESCO LE PERA, «Da Siberene, città degli Enotri, a Santa Severina dei Bizantini», p. 47
- FRANCESCO DE LUCA, Rubrica: Santa Severina: com’era e com’è. Chiesa dell’Oratorio e P.O.A., p. 61
- ULDERICO NISTICÒ, Ariele, lo spirito del vento. In memoria di Francesco Grisi, p. 65
ABSTRACT
Prefazione di ANTONINO PALA (Presidente della Pro Loco «Siberene»)
Abstract: L’articolo introduce la nuova serie dei Quaderni Siberenensi, presentandoli come un tassello fondamentale nell’azione ultra-decennale della Pro Loco per la valorizzazione di Santa Severina.
L’autore sottolinea la vocazione della cittadina non solo come “città d’arte”, ma anche come centro di studi e cultura, auspicando che la pubblicazione diventi un punto di riferimento per studiosi e appassionati della storia calabrese.
Keywords: Pro Loco Siberene, valorizzazione culturale, Santa Severina città d’arte, Quaderni Siberenensi.
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Editoriale di Francesco De Luca
Abstract: L’editoriale ripercorre la genesi della rivista, nata dall’esigenza di superare la storiografia locale pre-scientifica (spesso priva di rigore e basata su leggende) a favore di un metodo d’indagine rigoroso.
Viene dato ampio credito a Paolo Orsi per aver tracciato, all’inizio del ‘900, un nuovo metodo di studio dei beni artistici locali.
L’articolo menziona inoltre il contributo di figure chiave come Mons. Antonio Pujia e Silvio Bernardo, definendo la missione dei Quaderni come uno strumento di conoscenza approfondita del patrimonio storico-artistico.
Keywords: storiografia, Paolo Orsi, metodo scientifico, patrimonio storico-artistico, ricerca locale.
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Santa Severina: un passato in divenire di Serafino Parisi
Abstract: L’autore analizza come le recenti scoperte archeologiche, in particolare quelle legate al restauro del Castello, impongano una reinterpretazione della storia di Santa Severina. Viene descritto l’impianto urbanistico bizantino, suddiviso in tre settori sociali distinti (acropoli per l’élite, borgo per il ceto medio e la Grecìa per i ceti popolari). L’articolo evidenzia inoltre l’importanza di ritrovamenti unici, come un flauto in osso medievale, e discute il ruolo della città come guida civile ed ecclesiastica per l’intera Calabria.
Keywords: Calabria bizantina, archeologia medievale, impianto urbanistico, Castello di Santa Severina, flauto in osso.
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Enrico Aristippo, gloria di Santa Severina
Autore: Marcello Gigante Abstract: Uno studio filologico e storico approfondito sulla figura di Enrico Aristippo, celebre traduttore e studioso del XII secolo attivo alla corte normanna di Palermo. L’autore sostiene con forza l’ipotesi della nascita di Aristippo a Santa Severina, basandosi su indizi testuali e storici. Viene analizzato il suo stile di traduzione “de verbo ad verbum” (letterale), applicato ad opere fondamentali di Platone, Aristotele e Tolomeo, che ha permesso il recupero di testi greci altrimenti perduti in Occidente. Keywords: Enrico Aristippo, traduzioni medievali, Platone, corte normanna, cultura greca in Occidente.
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Le iscrizioni bizantine di Santa Severina di André Guillou
Abstract: L’articolo analizza l’importanza delle iscrizioni greche come documenti fondamentali per ricostruire la vita dei notabili e la storia dei monumenti dell’Italia bizantina e post-bizantina. Guillou presenta l’edizione critica e il commento di cinque iscrizioni rinvenute a Santa Severina, presentate in ordine cronologico.
Le prime due iscrizioni (IX secolo) si trovano nel Battistero:
- Iscrizione n. 1: Commemora la costruzione di un monumento ad opera del metropolita Giovanni. Datata all’anno 894-895 (XIII indizione), l’epigrafe identifica Giovanni come il probabile primo metropolita della città dopo la riconquista bizantina dell’886.
- Iscrizione n. 2: Un’invocazione alla Vergine in favore di Teodoro, ex-eparca. La carica di Teodoro, dignitario della corte imperiale, suggerisce una stretta collaborazione tra il potere civile/militare bizantino e quello religioso nella ricostruzione della città.
Le restanti tre iscrizioni (XI secolo) provengono dalla chiesa di S. Maria Maggiore:
- Iscrizione n. 3: Un’invocazione in favore dello spatarocandidato Stauracio, che finanziò l’edificazione della chiesa. Datata al 1035-1036, cita espressamente Santa Severina come martire di Cristo, confermando l’esistenza storica del culto.
- Iscrizione n. 4: Celebra la dedicazione della cattedrale (definita “cattolica e apostolica”) sotto l’episcopato del metropolita Ambrogio, anch’essa datata al 1035-1036.
- Iscrizione n. 5: Un’epigrafe funebre per lo stesso metropolita Ambrogio, in cui vengono invocati la Vergine, l’apostolo Andrea (protettore di Costantinopoli) e la santa locale Severina.
Nelle conclusioni, Guillou utilizza questi dati per ridefinire l’assetto amministrativo e religioso del Tema di Calabria. Egli propone l’esistenza di una “turma” di Santa Severina (suddivisione militare e civile) che comprendeva tre unità minori (droungoi): Umbriatico, Cerenzia e Isola. Sul piano ecclesiastico, le iscrizioni confermano il ruolo di Santa Severina come metropoli con quattro vescovadi suffraganei, mantenendo legami regolari con il Salento greco attraverso lo Ionio. L’autore sottolinea come il territorio fosse totalmente grecizzato, al punto che il rito bizantino vi sopravvisse fino al XIII secolo, ben oltre la conquista normanna.
Keywords: epigrafia greca, metropolita Giovanni, metropolita Ambrogio, eparca Teodoro, spatarocandidato Stauracio, Calabria bizantina, metropoli ecclesiastica, turma, Santa Severina Martire.
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«Da Siberene, città degli Enotri, a Santa Severina dei Bizantini» di Francesco Le Pera
L’articolo affronta l’enigma del passaggio toponomastico dall’antica Siberene alla denominazione bizantina di Santa Severina, criticando le spiegazioni tradizionali basate su una semplice assonanza fonetica o sulla generica abitudine bizantina di rinominare i centri conquistati con nomi di santi. L’autore rivendica l’importanza storica del sito ben prima del medioevo: identificata con la Siberene enotrica citata da Ecateo di Mileto (V sec. a.C.), la città fu una fortezza naturale strategica e un fiorente municipio romano, come dimostrato dal rinvenimento di un’iscrizione latina del I sec. a.C. riguardante opere pubbliche realizzate da magistrati locali (duoviri).
Il nucleo della ricerca si sposta sull’identità di Santa Severina Martire, il cui culto è inequivocabilmente attestato da due epigrafi greche rinvenute nell’antica cattedrale, che smentiscono l’ipotesi di una santa “fittizia” creata solo per giustificare il nome della città. Le Pera identifica questa figura con una santa di origine orientale, il cui culto si sarebbe diffuso nel Mezzogiorno attraverso i flussi migratori di monaci e laici in fuga dall’Oriente e dalla Sicilia durante le lotte iconoclaste e le invasioni arabe tra l’VIII e il X secolo.
L’autore propone una tesi suggestiva legata alla riconquista bizantina dell’885/886 condotta da Niceforo Foca: il cambio di nome non sarebbe stato casuale, ma un atto politico e religioso per solennizzare la liberazione dagli Arabi e la successiva elevazione della città a Metropolia. Esisterebbe inoltre un parallelismo con la vicina Umbriatico (l’antica Èvria), dove immigrati epiroti avrebbero trasferito i propri culti d’origine; allo stesso modo, popolazioni provenienti dalla Sicilia o dall’Epiro avrebbero introdotto il culto della Martire Severina a Siberene.
Infine, l’articolo spiega la successiva scomparsa del culto della santa dal calendario diocesano con l’avvento dei Normanni. Nel 1083, Roberto il Guiscardo impose il rito latino e donò alla città le reliquie di Santa Anastasia, che divenne la nuova patrona, portando all’oblio della martire originale, pur rimanendo il nome “Santa Severina” ormai consolidato nell’identità del territorio.
Parole chiave: Siberene, Santa Severina Martire, toponomastica, migrazioni bizantine, Niceforo Foca, Santa Anastasia, Enotri.
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«Rubrica: Santa Severina: com’era e com’è. Chiesa dell’Oratorio e P.O.A.» si Francesco De Luca
Abstract: Una riflessione critica sui mutamenti urbanistici recenti di Santa Severina, focalizzata sulla demolizione della Chiesa dell’Oratorio avvenuta nel secondo dopoguerra. L’edificio storico fu abbattuto per costruire la sede della P.O.A. (Pontificia Opera Assistenza), un’operazione che l’autore descrive come una perdita di memoria storica e un danno estetico per la piazza principale del borgo. L’articolo auspica un restauro che ripristini il decoro architettonico del contesto.
Keywords: trasformazione urbanistica, Chiesa dell’Oratorio, memoria storica, architettura, P.O.A.
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Ariele, lo spirito del vento. In memoria di Francesco Grisi di Ulderico Nisticò
Abstract: Un ritratto commemorativo del letterato e poeta Francesco Grisi, originario di Cutro ma profondamente legato a Santa Severina per gli studi giovanili. L’autore ne loda la scrittura tersa e controllata, la capacità di organizzatore culturale (attraverso il Sindacato Libero Scrittori) e la sua visione di una “calabresità intima”. Grisi viene celebrato come un intellettuale che ha saputo sottrarre la Calabria ai luoghi comuni, restituendola alla sua dimensione mitica e poetica.
Keywords: Francesco Grisi, letteratura, identità calabrese, poesia, commemorazione.