Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloNeottolemo o Diomede? Sul giovane imberbe al fianco di Odisseo nell’ambasciata a Lemno.
Autore(i)
Data rilasciosettembre 2013
Contenitore, Titolohttp://www.engramma.it/
Riferimentin. 109
TipoPagina web
Classificazioni Biblioteca GAK
Categorie [Mito di Filottete], 
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Altre Informazioni Biblioteca GAK
ID Archivio: 6376
Data inserimento: 23-03-2020 21:28
Data ultima revisione 14-04-2020 00:58
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/simona-garipoli-neottolemo-o-diomede-2013/

Le fonti letterarie ci consegnano diverse versioni del mito dell’ambasciata a Lemno promossa dagli Achei per recuperare Filottete e il suo arco, che l’oracolo (mediante il profeta troiano o acheo, Eleno o Calcante, secondo la fonte) aveva dichiarato indispensabile per la conquista di Troia. Non facile è anche la lettura delle rappresentazioni iconografiche, anche e soprattutto per quel che concerne i protagonisti dell’azione.

L’analisi delle varianti del mito di Filottete a Lemno prepara il terreno per il tema specifico di questa ricerca: l’identità del giovane imberbe che, nell’iconografia, dalle rappresentazioni vascolari del V secolo a.C. fino ai sarcofagi romani del II secolo d.C., si presenta nell’isola dove è confinato Filottete. Mentre infatti Filottete e Odisseo – i due attori principali della vicenda mitica in quasi tutte le versioni dell’episodio – sono facilmente riconoscibili per i loro inequivocabili attributi, il giovane che spesso accompagna Odisseo, è identificato ora come Neottolemo, ora come Diomede.

Questo studio si concentra in particolare sulla relazione fra diversi esemplari greco-romani di raffigurazione della scena di Filottete a Lemno e le opere teatrali dedicate al tema, con particolare attenzione per le tragedie di Eschilo, Euripide e Sofocle. Si ripropone qui una ricostruzione sommaria della trama delle due tragedie perdute, con particolare attenzione alle relazioni con il Filottete di Sofocle, con l’obiettivo di rivisitare i possibili rapporti tra le versioni drammaturgiche dei tre tragediografi maggiori e gli esemplari iconografici conservati.

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