Crotone / Stadio Ezio Scida, la Soprintendenza ci riprova: negata autorizzazione, le tribune da smontare

Testo estratto da Il Crotonese del 09-08-2019

La Soprintendenza archeologica mette nuovamente il bastone tra le ruote al Comune ed all’Fc Crotone negando l’autorizzazione all’utilizzo delle strutture amovibili dello stadio Ezio Scida e chiedendo, come aveva già fatto l’anno scorso, che siano smantellate. Una richiesta paradossale alla luce della sentenza  del Tar Calabria del 26 giugno scorso che aveva accolto il ricorso di Comune e Fc Crotone contro il diniego della Soprintendenza all’autorizzazione concessa nel 2016 per ampliare curva sud e tribuna coperta con strutture amovibili per il campionato di Serie A.

I giudici del Tar nella sentenza avevano sottolineato proprio che “le strutture non insistono sull’area vincolata direttamente per essere custode dei reperti archeologici, ma sono solo su area limitrofa sulla quale dal 1981 grava vincolo “indiretto” in quanto fascia di rispetto alla prima”. Questa precisazione, peraltro, è contenuta nella planimetria vincoli dello stesso Ministero dei beni culturali.

Evidentemente al Soprintendente Pagano non è bastata quella sentenza e, rispondendo alla richiesta del Comune dello scorso 11 luglio, ha rinnovato la sua richiesta di smantellamento delle tribune amovibili di curva sud e tribuna coperta con motivazioni simili a quelle che il Tar ha ritenuto inidonee. Una risposta curiosamente arrivata oltre un mese dopo la richiesta ed alla vigilia della partita di Coppa Italia.

Pagano scrive di essersi consultato con la direzione generale del Mibac per motivare il diniego e, in risposta alle bacchettate del Tar – che aveva sottolineato come non ci fosse alcun progetto di scavo nell’area dello stadio -, rivela: “è in corso un articolato programma di valorizzazione (Antica Kroton) che è stato avviato e che sarà esteso anche all’area provvisoriamente occupata dalle tribune temporanee”. Non dice però Pagano quando questo progetto sarà realizzato. mentre il campionato di calcio comincia tra qualche settimana. Il soprintendente cita anche una sentenza a suo favore come quella relativa all’utilizzo della piazza Antistante la fontana monumentale del Calamo ad Ancona.

Mario Pagano sottolinea nella sua lettera che Comune e società di calcio “non hanno ottemperato alle prescrizioni indicate nell’autorizzazione originaria nonostante il lungo tempo trascorso” e che questo “inadempimento alle prescrizioni prefigura infrazione di natura penale rispetto al Codice dei beni culturali”. Infine, ribadisce, come aveva fatto l’anno scorso, che “la retrocessione in serie B del Crotone ha fatto del tutto venire meno i requisiti di necessità ed urgenza dell’autorizzazione provvisoria, né può invocarsi per il suo rinnovo la questione dei servizi igienici e degli spogliatoi arbitrariamente spostati dalla collocazione originaria”.

Come nel 2018 Pagano diffida la società minacciando l’invio dei Carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale per attivare, in caso di inadempienza, i provvedimenti per la rimozione in danno.

Il Comune di Crotone ha già dato mandato ai suoi legali per un ricorso in urgenza al Tar per una sospensiva del diniego del soprintendente.


La vicenda ha avuto un esito favorevole per il Comune, considerata la successiva notizia di qualche settimana dopo e che riportiamo di seguito.


Crotone, il Mibac ritira il diniego per lo stadio: lo Scida resta dov’è

Testo estratto da Il Crotonese del 17-09-2019

Lo stadio di Crotone resta dove è. Il Ministero dei beni culturali ha annullato in autotutela il diniego espresso dall’ormai ex Soprintendente Mario Pagano (il cui mandato è scaduto a luglio) al mantenimento delle strutture amovibili di tribuna coperta e curva sud dello Stadio Ezio Scida.

In particolare è stato il direttore generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Federica Galloni, ha annullato in autotutela la nota del 9 agosto della Soprintendenza dei Beni Archeologici e Culturali per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone relativa allo Stadio Ezio Scida. La comunicazione è arrivata nel pomeriggio del 17 settembre al Comune di Crotone.

La Soprintendenza si era detta contaria al mantenimento delle strutture amovibili dello stadio in quanto minacciavano i reperti archeologici sepolti al di sotto della zona dello stadio Ezio Scida. Un diniego quello del 9 agosto che non teneva conto della sentenza del Tar Calabria del 26 giugno 2019 che aveva annullato un precedente e simile diniego espresso nel luglio 2018 sempre da Pagano.

Martedì 17 settembre 2019 il direttore generale del Ministero ritenendo non adeguatamente motivata tale nota di diniego da parte della Soprintendenza in quanto non approfondisce le ragioni di tutela e valorizzazione poste a fondamento del diniego stesso ha disposto l’annullamento d’ufficio, in autotutela, del parere della Soprintendenza Archeologica per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone “in ragione dei vizi di illegittimità individuati”.

Crediamo di poter iniziare adesso il tanto agognato rapporto politico – amministrativo con il Ministero al fine di poter trovare legittima soluzione al problema” è il commento del sindaco Ugo Pugliese