Il Tesoro Nascosto

I tesori dei ripostigli di Fondo Gesù in mostra al Museo di Crotone

“Il tesoro nascosto” è il titolo, molto evocativo, della mostra che aprirà i battenti mercoledì 1 marzo nelle sale del Museo nazionale archeologico di Crotone. Si tratta di due piccoli tesori (tecnicamente ‘ripostigli’) composti da monete e gioielli dell’epoca magno-greca, rinvenuti ad ottobre dello scorso anno nel corso di uno scavo archeologico nel quartiere fondo Gesù, alle spalle della nuova stazione degli autobus. La mostra è organizzata dalla Soprintendenza archeologica della Calabria. I reperti – in oro, argento ed elettro – alcuni dei quali rinvenuti all’interno di un piccolo vaso, documentano un arco cronologico che va dalla metà del IV all’inizio del III secolo avanti Cristo, momento che coincide con il passaggio del tiranno siracusano Agatocle in città (1).

Di Damiano Lacaria su Il Crotonese

“Il ritrovamento di due ripostigli a Crotone – spiega un comunicato della Nike, la concessionaria dei servizi di accoglienza ed ospitalità del Museo di via Risorgimento e del Parco archeologico di Capo Colonna – è un evento di eccezionale interesse, già riconosciuto da parte degli studiosi più qualificati della moneta antica. Un alto livello traspare anche dal piccolo nucleo di gioie in oro e argento nelle quali si riconosce una matrice tarantina e, con ogni probabilità, la stessa Taranto quale centro di produzione”.

I due tesoretti sono venuti alla luce durante i lavori di costruzione della nuova area attrezzata delle Autolinee Romano, alla fine di ottobre dello scorso anno. I saggi preventivi erano stati effettuati alcuni mesi prima, ma i tecnici della Soprintendenza erano ritornati sul posto per assistere alle operazioni di scavo delle fondamenta. Ed è proprio tra un colpo e l’altro di ruspa che il 26 ottobre Leonardo Messina, assistente del Museo, si accorge che dal terreno proviene uno strano luccichio verde: era il primo tesoretto, 180 monete in bronzo vecchie di 2.300 anni, che oggi la Soprintendenza ritiene “fondamentale per documentare la circolazione monetaria della Kroton del medio ellenismo, periodo particolarmente ricco di avvenimenti per la città”. Ma le sorprese non sono finite…

La Soprintendenza intensifica la vigilanza e qualche giorno dopo la squadra di tecnici dell’Ufficio scavi di Crotone, diretta dagli archeologi Gregorio Aversa e Alfredo Ruga, si ritrova tra le mani una brocchetta antica; un reperto di scarso valore, simile a tanti altri rinvenuti nell’area di fondo Gesù, se non fosse che pesa più del dovuto. Ed infatti dall’interno, una volta liberata la brocchetta dalla terra che funge da tappo, fuoriesce un gruzzolo non indifferente tra monete e gioie, un tesoretto ancora più importante del primo e che rappresenta il rinvenimento più significativo degli ultimi decenni, dopo la scoperta del diadema della Dea nel recinto del vecchio tempio (edificio B) di capo Colonna.

Si tratta di 95 pezzi in oro, argento ed elettro che coprono, come il primo rinvenimento, un arco cronologico che va dal IV al III secolo avanti Cristo. Tra le monete, spiega il direttore del Museo di Crotone, Roberto Spadea, “si evidenziano splendidi esemplari d’argento databili, alcuni, alla metà del V secolo avanti Cristo; pezzi di qualità altissima dai quali, attraverso gli ingrandimenti fotografici, traspare la qualità dei coni e la raffinata esperienza degli artigiani che li produssero”. Oltre alle monete (81 pezzi, di cui 67 in argento e 14 in oro), la brocchetta conteneva 3 coppie di orecchini, 2 fibule d’argento, 2 fermatrecce in argento, un anellino d’oro a castone ellittico, 2 anelli d’oro a castone circolare, un orecchino a staffa, 3 pendenti in oro ‘a barilotto’.

“Questo rinvenimento – aggiunge Spadea – è il segnale che l’archeologia a Crotone è sempre viva, nel senso che la Soprintendenza archeologica continua nella sua opera di vigilanza sul territorio, sperando naturalmente che non venga vista come una palla al piede per la città. Noi vogliano continuare a collaborare e contribuire acché questo territorio cresca nella maniera più equilibrata possibile, nel rispetto di quella che è la sua radice storica”.

Note

  1. La presa di Crotone avvenne nel 295 a.C. e fu perpetrata dall’esercito siracusano posto ai comandi del basileus Agatocle. Giunto a Crotone con un’imponente flotta, fece circondare completamente la polis e fece costruire un teichos (muro di legno), affinché i Brettii, che controllavano il retroterra montano, non potessero correre in soccorso dei Crotoniati. Ricevuti con la forza all’interno della città, i Siracusani saccheggiarono le case e uccisero gli abitanti maschi. Rif. https://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Crotone[]