Resti di colonne nei pressi dello Stadio di Crotone

Italia Nostra e Gak fanno appello affinché sia costruito un nuovo progetto di stadio in area decentrata per salvaguardare le aree archeologiche

Il parco Zanotti, creato da Italia Nostra nel 1977 ed inaugurato nel 2007, dedicato al primo presidente dell’associazione, oltre a costituire un polmone verde nel centro città, ha consentito la salvaguardia di un’area archeologica dell’antica Kroton, fondata nell’VIII sec. a.c. dai coloni achei, sottratta alla distruzione come invece avvenuto nella altre aree archeologiche circostanti.

Tra i siti ricoperti da cemento ed asfalto, con l’edificazione di strutture pubbliche, i più rilevanti quelli dell’Ospedale Civile e dello Stadio di calcio. Per quanto riguarda quest’ultimo, l’area fu soggetta nel 1981 all’imposizione del vincolo di inedificabilità assoluta proprio perché interessata alla presenza di reperti dell’antica Kroton, comprendenti settori di abitato di un certo rilievo ed aree a carattere religioso-produttivo, testimoniate dalla presenza di resti di un tempio e dell’annesso quartiere ceramico.

Nonostante il vincolo, negli anni ’90 furono eseguiti dei lavori di ampliamento per la creazione delle tribune della curva nord, durante i quali vennero alla luce le testimonianze di cui sopra, a conferma della rilevanza storico- scientifica del sito. Le proteste delle associazioni, tra cui Italia Nostra e Gruppo Archeologico, ( attive nel territorio sin dagli anni ’70), non furono ascoltate, anzi furono messe a tacere, accusate di “essere contrarie al progresso ed allo sviluppo della città ”….. inoltre, la richiesta delle stesse di costruire un nuovo stadio in area libera da vincoli, richiesta che circolava anche in ambienti sportivi, non ebbe esito. Purtroppo. Scelte politico- amministrative non lungimiranti hanno causato negli anni notevoli danni alla città.

Con la recente promozione della squadra in serie A, ecco riproporsi il problema dell’ampliamento dello stadio, per aumentarne la capienza a 17.000 posti. Il progetto, approvato dalla competente Soprintendenza e dall’Amministrazione Comunale, non prevederebbe interventi che intacchino il sottosuolo.

Un’ispezione ministeriale è intervenuta nelle settimane scorse per controllare che i lavori siano eseguiti secondo prescrizioni, senza provocare danneggiamenti al patrimonio archeologico sottostante. In attesa di conoscerne gli esiti, Italia Nostra e GAK fanno appello alla nuova Amministrazione Comunale affinchè sia programmata sin da ora la costruzione di un nuovo progetto di stadio in area decentrata, non vincolata, lontana dai luoghi sensibili della città.

Una scelta di civiltà, che consentirebbe di liberare l’area storica dal cemento, di mettere in luce i reperti, custodendoli e facendoli fruire ai cittadini in un itinerario archeologico- naturalistico che, partendo da Parco Zanotti, attraverso lo Stadio, parco Pignera, parco Carrara fino alle mura greche per arrivare, possibilmente, fino al maestoso castello-fortezza di Carlo V- se realizzato il progetto di Orto urbano-Giardino botanico nell’area degradata dell’ex Orto candela, concludendo l’itinerario con la Villa Comunale (già Orto di Filè).

Un itinerario archeologico-naturalistico-paesaggistico, inserito in un contesto di suggestiva bellezza, per restituire finalmente alla città la memoria del suo passato.

Teresa Liguori (Italia Nostra)
Vincenzo Fabiani (Gruppo Archeologico Krotoniate)

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