Le scoperte sotto Piazza Villaroja. Rassegna Stampa.


Tomba medievale quasi intatta scoperta in piazza Villaroja

Da Il Crotonese, 4 Settembre 2009.

Dovunque si scavi dal sottosuolo del centro storico di Crotone emergono pezzi importanti di archeologia. Nel giro di pochi giorni sono stati scoperti una tomba dell’alto medioevo in piazza Villaroja, l’esterno di un cunicolo sotterraneo, sempre medievale, in via Raimondi e parte di una vecchia pavimentazione in ciottoli in Discesa Fosso.

La scoperta più importante dal punto di vista archeologico e storico riguarda la tomba che è venuta fuori durante gli scavi per allacciare un’abitazione privata alla rete del metano in piazza Villaroja. Una scoperta fatta per caso e che rischiava di scomparire nuovamente sotto al fondo stradale se non era per un collaboratore del museo archeologico che la mattina di mercoledì 2 settembre passando dalla piazza ha avvertito la Soprintendenza: lo scavo, infatti, non era stato comunicato dalla società Gas & Power dell’Eni (l’ex Italgas) e perciò sul posto non c’era alcun archeologo a controllare. E la cosa ha molto contrariato il direttore del museo archeologico, Domenico Marino, accorso in seguito sul posto. La Soprintendenza, comunque, ha sospeso i lavori in attesa dell’ultimazione degli scavi.

In piazza Villaroja , fortunatamente, sono intervenute in tutta fretta l’archeologa Margherita Corrado e la rilevatrice Domenica Vivace, impegnate nel cantiere poco distante per il rifacimento della pavimentazione in via Raimondi. Ciò che è emerso è che si tratta di una tomba in blocchi di tufo accostati a secco, lunga circa un metro e 80 centimetri e ricoperta da una lastra di marmo, situata ad una profondità dal manto stradale di poco più di un metro. Uno dei blocchi di chiusura del lato ovest della tomba è in parte danneggiato, probabilmente a causa di uno scavo precedente per la posa della vecchia tubazione in cemento amianto della fogna. Ad un livello più superficiale, invece, proprio sopra la tomba, sono stati più recentemente collocati i cavi della fibra ottica.

All’interno sono state trovate le ossa di diverse salme inumate: sicuramente tre adulti ed almeno un bambino. Molte ossa erano ammucchiate in un angolo e ciò avvalora l’ipotesi che si trattasse di una tomba familiare.

Dall’esame dei primi materiali è stata ipotizzata anche la datazione: risalirebbe all’alto medioevo tra il sesto ed il nono secolo e finora, a detta degli esperti, non si conoscevano in città reperti di luoghi di sepoltura o di culto risalenti a quell’epoca.

Emilio Genovese


La chiesa di san Giorgio sta sotto piazza Villaroja

Da Il Crotonese del 18 febbraio 2010

Gli alunni delle quinte elementari della ‘Vittorio Alfieri’ quando arrivano sgranano gli occhi. Lo stesso fanno i loro insegnanti. Per tutti è la prima volta davanti ad uno scavo archeologico: i ragazzi più svegli notano alcuni scheletri, altri le mura. È questa la scena che si ripete da più giorni in piazza Villaroja, nel centro storico di Crotone, dove l’Ufficio di Crotone della Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria sta conducendo uno scavo in seguito ad un ritrovamento di una sepoltura antica avvenuto a settembre 2009 durante lavori per la posa delle tubazioni del gas.
Da quel piccolo rinvenimento gli archeologi della Soprintendenza hanno capito che sotto quei lastroni di cemento grigio di piazza Villaroja doveva esserci qualcosa di più importante. E così è stato.

Il 18 gennaio scorso, coordinati dal direttore del museo archeologico di Crotone, Domenico Marino, è iniziato lo scavo in piazza Villaroja. Uno scavo chiesto a gran voce anche dagli abitanti della zona che hanno inviato una petizione alla Italgas per chiedere di non seppellire quei rinvenimenti.
La Soprintendenza non si è fatta pregare anche perché l’opportunità era ghiotta: si trattava di effettuare il primo vero ed approfondito saggio nel centro storico di Crotone. E così, ottenuta la disponibilità dall’Italgas a finanziare lo scavo, ha subito iniziato. E le sorprese non sono mancate.

Sotto la piazza c’è una chiesa paleocristiana, una testimonianza della Kroton romana sorta sull’antica polis magno greca: un edificio di culto che ha funzionato almeno fino al XVI secolo. Poi è addirittura sparita dalle mappe della città. Secondo Marino e l’archeologa Margherita Corrado che guida gli scavi, si tratta della chiesa di San Giorgio che si trovava, in base ai documenti storici, tra la chiesa di Santa Chiara e quella dell’Immacolata.
Una chiesa scomparsa all’improvviso dopo la sua chiusura. E forse gli archeologi del terzo millennio, valutando le stratificazioni rinvenute durante lo scavo, hanno scoperto la causa che portò prima alla chiusura e poi alla demolizione della chiesa.

Lo scavo, effettuato tra varie tubazioni e sottoservizi (dalla fogna alle fibre ottiche), ha riportato alla luce un importante muro dell’edificio, una cripta ossario interna alla chiesa e numerose sepolture sovrapposte. Molti sono i frammenti di ossa rinvenuti, spesso appartenenti a bambini.

La parte più interessante del saggio riguarda la pavimentazione: infatti, è possibile verificare i diversi momenti di vita della chiesa attraverso i pavimenti che si sono alternati nei secoli: quello più antico finora rinvenuto, è sicuramente di epoca medievale; datazione resa possibile grazie al ritrovamento di una moneta, un denaro-tornese coniato nel XIII secolo, in uno strato superiore al pavimento rinvenuto.
Proprio dal pavimento, inoltre, si capisce cosa è accaduto alla chiesa: c’è stato un cedimento, un crollo dovuto al fatto che la chiesa, con molta probabilità, fu costruita su un vano ipogeo, forse una cripta di epoca precedente. A suffragare la teoria degli archeologi del museo di Crotone c’è il ritrovamento di reperti più antichi: molta ceramica romana, ceramica attica del VI secolo a.C. e ceramica greca del VII secolo a.C.

Proprio per avere conferme a queste ipotesi gli archeologi vorrebbero approfondire lo scavo al fine di trovare l’edificio più antico, tenuto conto che a settembre, quando fu scoperta la presenza di antiche mura nella piazza, venne anche ritrovato un denario d’argento di età repubblicana (fine del II secolo a.C.): una moneta rara a Crotone.

Probabilmente, proprio perché la chiesa di San Giorgio era stata costruita su una struttura precedente, il collasso di quest’ultima ha causato vari cedimenti nel pavimento finché la chiesa, danneggiata, non venne chiusa al culto intorno al 1500.
Inoltre, secondo le ipotesi degli archeologi, a causa di un evento sismico (come potrebbe essere il terremoto del 1783 o quello del 1832), le autorità decisero di radere al suolo l’edificio pericolante e di creare la piazza oggi esistente.

È un importante parte della storia romana e medievale di Crotone – ha detto il direttore dell’Ufficio della Soprintendenza, Domenico Marino – che viene alla luce grazie alla collaborazione che si è instaurata con Italgas che sta coprendo le spese dello scavo”.

L’auspicio degli abitanti e delle associazioni è che con il progetto di riqualificazione del centro storico elaborato dal Comune, sul quale la Soprintendenza ha già dato il suo parere e indicazioni, si possa valorizzare l’area e capire, insieme all’ente locale, cosa rendere fruibile e visibile nell’area archeologica scoperta.

Giuseppe Pipita

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