Queste due lettere fanno parte del Registrum Epistolarum di papa Gregorio I (detto “Magno”), scritte intorno al 590–604 d.C., durante il suo pontificato.
Il contesto storico: nel 592 il vescovo di Crotone (in Calabria) era morto. La sede vescovile era vacante, e la Chiesa locale rischiava disordini, abusi patrimoniali o nomine irregolari. Il papa intervenne nominando Giovanni, vescovo di Squillace, come visitatore apostolico con pieni poteri temporanei.
Siamo probabilmente nel contesto della peste del 590-592. Per la Calabria, i riscontri diretti dell’epidemia sono scarsi nelle fonti scritte coeve, ma il contesto storico e le dinamiche di diffusione del morbo suggeriscono un impatto significativo poichè la peste giustinianea (di cui quella del 590 fu una delle ondate più forti) si trasmetteva principalmente via mare attraverso i ratti presenti sulle navi commerciali e militari; in quel periodo, la Calabria era un nodo cruciale per le comunicazioni tra l’Impero e Roma; città costiere come Reggio Calabria e Crotone erano scali obbligati lungo le rotte del Mediterraneo centrale. Inoltre, la regione era sotto il controllo bizantino e ospitava guarnigioni e funzionari che spostandosi portavano con sé il contagio, analogamente a quanto avvenne nelle altre aree costiere d’Italia e del Nord Africa.
Le lettere però non menzionano la peste, ma solo che il vescovo era morto (Vestri antistitis obitum).
Obiettivi principali delle lettere: 1. Proteggere il patrimonio ecclesiastico: impedire che beni, redditi o cariche venissero usurpati. Garantire una nomina regolare: il nuovo vescovo deve essere scelto dalla comunità locale (clero + popolo), un chierico (non laico), conforme ai canoni ecclesiastici, approvato da Roma prima dell’ordinazione. 2 Prevenire abusi: sanzioni severe contro chi proponga un laico. 3. Assicurare la continuità spirituale: i monasteri passano temporaneamente sotto la cura del vescovo visitatore.
Il significato storico delle lettere:
- Mostra il controllo centrale di Roma sulle nomine vescovili nel VI secolo;
- Nonostante la città sia un presidio dell’impero bizantino la cura della anime e della gestione delle diocesi la competenza resta della sede di Roma e non di Costantinopoli;
- Rivela la preoccupazione per la disciplina ecclesiastica e la separazione netta tra clero e laicato;
- Illustra il ruolo del papa come garante dell’ordine canonico nelle Chiese locali;
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EPISTOLA XXXVIII. AD JOANNEM EPISCOPUM.
Crotoniensis Ecclesiae, post antistitis obitum, visitationem et curam mandat.
Gregorius Joanni episcopo Squillacino.
Obitum illius antistitis directa relatio patefecit. Quapropter visitationis destitutae Ecclesiae fraternitati tuae operam solemniter delegamus; quam ita te convenit exhibere, ut nihil de provectionibus clericorum, reditu, ornatu, ministeriisque, vel quidquid istud est, in patrimonio ejusdem a quoquam praesumatur Ecclesiae.
Et ideo fraternitas tua ad praedictam Ecclesiam ire properabit, et assiduis adhortationibus clerum plebemque ejusdem Ecclesiae admonere festinet, ut, remoto studio, uno eodemque consensu talem sibi praeficiendum expetant sacerdotem, qui et tanto ministerio dignus valeat reperiri, et a venerandis canonibus nullatenus respuatur.
Qui dum fuerit postulatus, cum solemnitate decreti omnium subscriptionibus roborati et dilectionis tuae testimonio litterarum ad nos veniat consecrandus. Commonemus fraternitatem tuam ut nullum de altera eligi permittas Ecclesia, nisi forte inter clericos ipsius civitatis in qua visitationis impendis officium nullus ad episcopatum dignus, quod evenire non credimus, potuerit inveniri.
Provisurus ante omnia ne ad hoc cujuslibet conversationis vel meriti laicae personae aspirare praesumant, et tu periculum ordinis tui, quod absit, incurras. Monasteria autem, si qua sunt in ipsius parochia constituta, sub tua cura dispositioneque, quousque illic proprius fuerit episcopus ordinatus, esse concedimus, ut sollicitudinis tuae vigilantia proposito suo congrua, Deo juvante, actione respondeat.
(Cf. Joan. Diac. l. III, c. 22.)
Fonte: la.wikisource
La notizia della morte di quel vescovo ci è giunta tramite una relazione ufficiale. Pertanto, affidiamo solennemente alla tua fraternità il compito di visitare la Chiesa , rimasta priva del suo pastore. Tu devi esercitare tale cura in modo tale che nessuno osi appropriarsi di alcunché appartenente al patrimonio di quella Chiesa: né riguardo alle promozioni dei chierici, né ai redditi, né agli arredi sacri, né ai ministeri, né a qualsiasi altra cosa.
Perciò la tua fraternità si rechi senza indugio alla suddetta Chiesa e con frequenti ammonizioni esorti sia il clero che il popolo a chiedere concordemente, con un solo cuore e una sola voce, un sacerdote degno di un così alto ministero e conforme ai venerandi canoni ecclesiastici.
Una volta scelto costui, dovrà essere inviato a noi per l’ordinazione, accompagnato da un decreto solenne firmato da tutti e da una lettera di testimonianza da parte tua.
Ti raccomandiamo inoltre di non permettere in alcun modo che venga eletto un candidato proveniente da un’altra diocesi, a meno che — cosa che riteniamo impossibile — nella stessa città di Crotone non si trovi alcun chierico idoneo all’episcopato.
Devi soprattutto vigilare affinché nessuna persona laica, qualunque sia la sua condotta o merito, osi aspirare a tale carica, poiché altrimenti tu stesso incorreresti in un grave pericolo per il tuo stesso ordine episcopale.
Quanto ai monasteri eventualmente presenti in quella diocesi, li poniamo temporaneamente sotto la tua autorità e cura, fino a quando non sarà ordinato un vescovo stabile per quella sede, affinché, con l’aiuto di Dio, la tua sollecitudine possa operare in modo coerente con il suo scopo.
(Cfr. Giovanni Diacono, Libro III, cap. 22)
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EPISTOLA XXXIX.
AD CLERUM, ORDINEM, ET PLEBEM CROTONAE.
Ut Joanni episcopo visitatori obediant, atque idoneum sibi postulent sacerdotem. Gregorius clero, ordini et plebi consistenti Crotonae. Vestri antistitis obitum cognoscentes, curae nobis fuit destitutae Ecclesiae visitationem fratri et coepiscopo nostro Joanni solemniter delegare. Cui dedimus in mandatis ut nihil de provectionibus clericorum, reditu, ornatu, ministeriisque a quoquam usurpari patiatur. Cujus vos assiduis adhortationibus obedire convenit, quatenus in ecclesiastico officio sacerdos exquiratur qui et a venerandis canonibus nulla discrepet ratione.
Qui dum fuerit postulatus, cum solemnitate decreti omnium subscriptionibus roborati, et visitatoris pagina prosequente, ad nos veniat ordinandus, provisuri ante omnia ne cujuslibet vitae vel meriti laicam personam praesumatis eligere. Nam non solum talem ad episcopatus apicem nulla ratione provehendum, verum etiam vos nullis intercessionibus veniam promereri posse cognoscite; sed omnes quos ex vobis de laica persona aspirasse constiterit, ab officio et a communione alienos faciendos procul dubio noveritis.
(Cf. Joan. Diac. t. III, c. 22.)
Fonte: la.wikisource
Avendo appreso della morte del vostro vescovo, abbiamo ritenuto nostro dovere affidare solennemente la visita della vostra Chiesa, ora priva del suo pastore, al nostro fratello e convescovo Giovanni.
Gli abbiamo dato precise istruzioni affinché non permetta a nessuno di appropriarsi di beni ecclesiastici: né promozioni di chierici, né entrate, né oggetti liturgici, né ministeri.
È vostro dovere obbedire alle sue frequenti esortazioni, affinché venga scelto un sacerdote adatto al ministero ecclesiastico e pienamente conforme ai venerandi canoni.
Una volta scelto, dovrà essere inviato a noi per l’ordinazione, accompagnato da un decreto solenne firmato da tutti e da una lettera di accompagnamento del vescovo visitatore.
Dovete soprattutto evitare di eleggere una persona laica, qualunque sia la sua vita o i suoi meriti. Infatti, non solo non è assolutamente lecito elevare un laico al vertice dell’episcopato, ma sappiate bene che neppure con intercessioni di alcun tipo potrete ottenere perdono per tale atto. Anzi, chiunque tra voi risulterà aver sostenuto la candidatura di un laico dovrà essere certamente allontanato dal ministero e dalla comunione ecclesiastica.
(Cfr. Giovanni Diacono, Libro III, cap. 22)
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