L’impegno del GAK per il centro storico di Crotone. Video-intervista

Intervista a Vincenzo Fabiani. Servizio di RTI

Il Gruppo Archeologico Krotoniate ha avuto sin dalla sua fondazione,  avvenuta nel gennaio del 1973, un rapporto di simbiosi col Centro Storico di Crotone, avendovi, in un vecchio edificio,  la sua prima sede sociale. Qui il Gak ha continuato la sua attività per alcuni decenni e qui si sono succedute generazioni di iscritti. Il primo nucleo del Gak era costituito prevalentemente da giovani, dei quali non pochi oggi, in età matura, occupano  posti nella pubblica amministrazione ed in particolare nell’ambito dei Beni Culturali.

L’attenzione del Gak sin dalle origini fu rivolta  non solo all’archeologia, esplosa a Crotone con i cantieri edilizi degli anni ’60 e ’70, ma anche ai beni  architettonici e monumentali, con particolare interesse per il Centro Storico.

La prima manifestazione pubblica del Gak è del maggio 1973, avendo per oggetto una mostra fotografica sul Centro Storico di Crotone, prodotta e allestita dai giovani soci. La mostra evidenziava gli aspetti urbanistici ed ambientali caratteristici di quella che allora veniva indicata come Crotone Vecchia e che per la prima volta noi nominavamo come il Centro Storico della città. Alla mostra con grandi foto in bianco e nero, sviluppate e stampate in economia presso la sede del Gak ed esposte in una galleria del centro cittadino, si accompagnò un’altra mostra concorso di disegni, eseguiti dai ragazzi e ragazze delle scuole medie ed elementari cittadine, che guidati dai loro e dalle loro insegnanti  popolarono Crotone vecchia, dipingendo in acquarello aspetti caratteristici del Centro storico che colpivano la loro fantasia.

La manifestazione fu patrocinata dal Comune di Crotone, che premiò gli scolari e studenti partecipanti con la donazione di libri, in una cerimonia tenuta presso la Sala Consiliare del Comune.  

Una presentazione della mostra definiva la vecchia Crotone come:  “una città a pianta irregolare, servita da strade mai perfettamente rettilinee, ma che s’incurvano sapientemente per seguire i dislivelli del terreno collinare” che “costretta nel tracciato insormontabile delle sue mura è forzata a crescere in se stessa e su se stessa” con “gli spazi vuoti, riservati agli orti ed ai giardini del periodo medievale, riempiti da nuove case,  che si aggiungono le une alle altre e le une sulle altre” per cui “si formano grandi e lunghi caseggiati, interrotti di tanto in tanto da vichi e piazzette, che si aggiungono al sistema viario principale“, “con strade che, salendo, conducono verso la piazza antistante il Castello, o scendendo, verso la Porta di ingresso e di uscita dalla città“. “Una città quindi che si è sviluppata, a partire dal 1500, all’interno della cinta muraria della fortezza rinascimentale, sopra il precedente abitato medievale, enucleatosi a sua volta all’interno del preesistente impianto urbanistico romano, pur esso edificato utilizzando materiali dell’acropoli greca”.

Un Centro Storico,  in cui la vita è continuata ininterrottamente dall’VIII secolo a.C. ai nostri giorni, anche dopo l’evento che ha visto (1867) l’abbattimento della Porta di Terra della Città per fare posto agli attuali Portici di Piazza Vittoria e di Piazza Pitagora. E’ in conseguenza di tale evento che la Crotone moderna ha cominciato a espandersi nuovamente verso le aree e i quartieri urbani occupati in passato dall’Antica Kroton e rimasti poi sepolti dall’antichità ai tempi moderni.

Alla mostra, dalla citazione della quale abbiamo preso spunto per una riflessione, seguì una indagine conoscitiva sul Centro Storico, condotta dai giovani del Gak, sotto la guida di un  giovane professionista,  producendo schede e questionari.

Negli anni successivi furono  programmate dal Gak altre attività, orientate alla tutela e valorizzazione del Centro Storico, tra le quali visite guidate  a favore di soci e simpatizzanti e degli studenti delle varie scuole.

Nell’Agosto del 1977, per iniziativa del Gak e di altre associazioni culturali e di base ed a cura dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di Crotone, furono organizzate manifestazioni e spettacoli teatrali nel Castello e nelle aree adiacenti del Centro Storico, con l’intervento di compagnie a livello nazionale e locale. Notevole la rappresentazione della farsa crotonese “Zeza”(1).

C’è da evidenziare anche la collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, ben inserito nel contesto del Centro Storico.

E’ di tempi recenti la campagna di conoscenza e sensibilizzazione, orientata  alla tutela e valorizzazione della Cinta muraria  cinquecentesca e del Castello, che costituiscono un tutt’uno col Centro Storico.  In tale ottica vanno inseriti gli appelli del Gak, Italia Nostra ed altre associazioni alle autorità preposte, con la richiesta di interventi di restauro. In particolare vi è il riferimento allo stemma imperiale congiunto di Carlo V e Don Pedro di Toledo,  sul bastione Don Pedro, che versa in grave stato di deterioramento.  

Il Gruppo Archeologico Krotoniate,  a distanza di quarantasei anni  della prima mostra sul Centro Storico di Crotone, ha in fase di organizzazione una nuova mostra sullo stesso tema, che riprendendo la documentazione fotografica in  bianco e nero della prima mostra, ne attualizza i temi già trattati, arricchendola  con  nuove foto.

Teresa Liguori
Italia Nostra
Vincenzo Fabiani
Gruppo Archeologico Krotoniate
Copia del volantino con il quale veniva presentata e pubblicizzata la mostra del 16.5.1973

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Note

  1. ‘Zeza’ è un’antica rappresentazione popolare elaborata dal popolo irpino e successivamente tradotta in dialetto calabrese. A Crotone questa farsa in dialetto crotonese, nell’800 veniva rappresentata, in occasione del Carnevale, itinerante nelle piazze del centro storico di Crotone. Rif. https://www.ilcrotonese.it/con-la-farsa-di-zeza-si-rivive-la-crotone-dun-tempo/ []