Nuova Soprintendenza Catanzaro-Crotone. Ci sono sviluppi legali

Nuovi sviluppi legali, ma niente di nuovo in concreto. La vicenda della nuova Soprintendenza Catanzaro-Crotone comincia col costare soldi a carico del bilancio delle amministrazioni locali.

Cronologia

A dicembre 2019 veniva annunciata la riorganizzazione del Mibact, con terza Soprintendenza Catanzaro-Crotone. Nelle settimane successive si assiste alla presa di posizione della politica Catanzarese che non gradisce la scelta del Ministero.

A febbraio 2020 viene pubblicato il Dpcm che conferma la decisione già comunicata, con la scelta di Crotone come sede della Soprintendenza.

Non avendo avuto nessun riscontro positivo alle proprie rimostranze, il Comune di Catanzaro ha deciso di presentare un ricorso al Tar del Lazio (rif. Corriere della Calabria del 11-04-2020 articolo dal significativo titolo “Soprintendenza archeologica, è guerra tra Crotone e Catanzaro“) con il quale è stato chiesto “l’annullamento o riforma, previo sospensione del decreto ministeriale n. 21 del 28 gennaio 2020 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 58 del 7 marzo scorzo” e del “Presidente del consiglio dei ministri 2 dicembre 2019 nella parte in cui individuava Crotone la sede della neo istituita Soprintendenza archeologica”.

Il commissario prefettizio del Comune di Crotone, Tiziana Costantino, ha dato, quindi, mandato all’Ufficio legale del Comune di fare opposizione al ricorso presentato dal Comune di Catanzaro “in quanto l’ente costituendosi può fare valere le proprie ragioni in punto di fatto e di diritto, tese a tutelare i legittimi interessi di Crotone”. Il Comune pitagorico sarà rappresentato dall’avvocato Massimo Luciani del foro di Roma.


Sulla questione si era espresso in precedenza, in maniera critica, l’arch. Tommaso Tedesco, con una nota pubblicata su Il Crotonese n. 10 del 07-02-2020, e che di seguito pubblichiamo.

Beni culturali tra luci e ombre

La nuova Soprintendenza e l’ennesima riforma funzionale alle telecamere

Arch. Tommaso Tedesco

Pare che la città a breve sarà sede della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone. Finalmente si avvera il sogno, accarezzato da tempo, da parte di chi vede, con caparbietà,
lo sviluppo di Crotone proiettato, solo o principalmente, verso la tutela e valorizzazione del suo patrimonio storico, ambientale e naturale.

Di fatto, la recentissima riforma ‘Franceschini ter’ (Dpcm 169 del 2 dicembre 2019) prevede, oltre l’annunciato ritorno del turismo al Mibact, la nascita di sette nuovi musei autonomi e dieci nuove soprintendenze; la creazione di tre nuove direzioni generali (turismo, creatività contemporanea, sicurezza del patrimonio culturale) e di due nuovi organismi centrali: l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio (Digital
Library) e la Soprintendenza nazionale per l’archeologia subacquea. Viene inoltre rafforzato l’Archivio centrale dello Stato e la rete degli archivi di Stato; si potenzia l’autonomia degli istituti scientifici del Ministero e delle
biblioteche.

MA CHI PAGA?
Il decreto ‘Conte-Franceschini-Dadone-Gualtieri’ non fa menzione diretta della Soprintendenza unica di Cosenza e di quella delle altre due provincie calabresi, ma, come tutte le norme italiane, contiene le premesse e rinvia a
successivi atti l’attuazione della riorganizzazione del Ministero. Le intenzioni sono chiare, basta vedere la tabella A, allegata al dpcm, dove il numero dei dirigenti di seconda fascia, i soprintendenti e i direttori per intenderci, passa da 163 a 192, e la politica dei rinvii viene esplicitata nell’articolo 33: “Con decreti ministeriali di natura non regolamentare… nel rispetto dell’invarianza della spesa, possono essere individuati eventuali altri organismi istituiti come autonomi…I decreti di cui ai precedenti periodi possono altresì ridenominare gli uffici da essi regolati, nonché definire i confini dei parchi archeologici e delle Soprintendenze…”.
Qualcuno dovrà poi spiegare, senza fare ricorso ad alchimie, come si faranno a pagare altri ventinove dirigenti con lo stesso budget.

MONTANARI
Il dpcm è entrato in vigore mercoledì scorso 5 febbraio, per cui già da circa due mesi circolano le bozze e le modifiche alle bozze dei decreti ministeriali attuativi della nuova riforma, diffusi soprattutto dai sindacati con cui il
Ministero si è dovuto preliminarmente confrontare.
In queste bozze appaiono la Soprintendenza di Cosenza e la Soprintendenza di Catanzaro e Crotone con sede a Crotone. Un bel riconoscimento per la città e la sua provincia, che vanta un grande patrimonio archeologico, architettonico e storico rilevante.
E’ indubbio che questa nuova opportunità arriva però in un periodo poco felice per il Ministero per i beni e le attività culturali e turismo. Un recente articolo di Tomaso Montanari, storico dell’arte nonché presidente del Comitato tecnico-scientifico delle Belle Arti del Ministero, ben descrive la situazione: “Morire di riforme (senza mai verificarne i risultati): ecco il destino del Ministero per i beni culturali. Un corpo esangue, anzi ormai uno scheletro ambulante, che ogni nuovo (o vecchio-nuovo) ministro si diverte a vestire con un vestito nuovo, a favore di telecamere”.

LA FIERA DELL’EST
Pochi giorni fa, dunque – prosegue Montanari – ecco la ‘nuovissima’ riforma Franceschini ter, che riforma la riforma Bonisoli, che riformava quella fatta dal Franceschini bis (Gentiloni), che autoriformava quella del
Franceschini primo (Renzi), che stravolgeva quella di Massimo Bray. Che al mercato mio padre comprò, verrebbe da celiare in questa eterna Fiera dell’est che è diventato il Collegio romano: se la situazione non fosse tragica.
Già, perché tra blocco del turn over, quota cento, promesse di concorsi non realizzati, ormai l’organico del Mibact è sotto di migliaia di unità: solo con circa 8000 assunzioni immediate e lo sblocco istantaneo del turn over si
potrebbe ricominciare a lavorare. Lo si vede in periferia, dove gli archivi e le biblioteche e i musei non di cassetta chiudono sempre più a lungo, ma anche al centro
”.
Dopo queste forti affermazioni, Montanari è rimasto al suo posto, nessuno del Ministero ha avviato procedure per rimuoverlo dall’incarico.

PORTE SBARRATE
A parte il Mibact, anche per Crotone il momento non è certo quello giusto per un provvedimento di tale portata: i reperti di palazzo Morelli sfrattati, il castello chiuso ai turisti insieme alla biblioteca e al museo civico, il bastione
Toledo con la pinacoteca e l’Ufficio beni culturali (con gli archivi e le schedature) del Comune chiuso da anni, i progetti di valorizzazione avviati richiusi nel cassetto, l’Archivio di Stato ancora in attesa di essere allocato
dall’istituzione della provincia. Nessuno riesce a dare risposte credibili sull’argomento.

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  1. Guri