di Giuseppe Pipita

Fonte: Il Crotonese

NOTA: I primi risultati degli studi archeologici riportati in questo articolo di questa sono esposti in questa pubblicazione presente nella Biblioteca del GAK:
Marino, Corrado, Cristiano, Mittica – Scavo del 2009 nel quartiere settentrionale (2013)

Se qualcuno voleva la prova adesso può vederla con i suoi occhi. Basta andare in contrada Vela, nella zona industriale poco più avanti del centro commerciale per verificare la grandezza del passato della nostra cittadina.

Qui, infatti, nel novembre dello scorso anno sono stati rinvenute alcune opere architettoniche nel corso di lavori di posa dei sottoservizi da parte del Consorzio industriale. Così, nel novembre del 2008 è scattato il blocco dei lavori per permettere, come prevede la normativa, di effettuare dei saggi archeologici al fine di capire l’importanza della scoperta.

La Soprintendenza archeologica ha dunque dato il via libera per effettuare uno scavo che è cominciato lo scorso 6 luglio. Scavo che è servito per capire i problemi creati alle antiche mura dalla posa dei tubi di rete idrica e fognante, ma soprattutto ha permesso di acquisire nuove conoscenze.

Quello che è venuto fuori dal primo mese di studio è la conferma dell’esistenza di edifici monumentali dell’antica Kroton anche in questa zona considerata periferia della città magno greca. I collaboratori della Soprintendenza (gli archeologi Margherita Corrado e Francesco Cristiano, il tirocinante Unical Oscar Papaleo, la disegnatrice Domenica Vivace; Domenico Marino, direttore del Museo di Crotone, coordina la parte scientifica del saggio) stanno lavorando da quasi un mese su quello che agli occhi dei profani sembra un ‘banale’ e grosso muro di pietra.

Invece, è un’importante testimonianza della presenza di un edificio pubblico monumentale nel quartiere settentrionale dell’antica città. Ed anche se ancora è difficile stabilire di che tipo di edificio si tratta, il ritrovamento permette agli archeologi anche di stabilire che, grazie alle stratificazioni, questa zona dell’antica Kroton è stata abitata dal VI al IV secolo avanti Cristo.

Questo – spiega Margherita Corrado – dimostra l’interesse permanente verso questa zona che è attestato da materiale lipideo rinvenuto anche in una fabbrica nei pressi dell’edificio più importante. La bellezza di questa area è quella di riuscire a vedere i vari momenti dell’antica città”.

Anche l’abitazione, molto meno imponente del grosso muro che le sta accanto, è di una notevole importanza per gli studi archeologici in quanto presenta attestazioni anche del V secolo avanti Cristo, esempio molto raro tra quanto è stato finora rinvenuto della grande Kroton.

Insomma, altro che cocci e vasi e muretti: anche nella sua periferia l’antica Kroton mostra, con un semplice e imponente muro di un edificio pubblico, tutta la sua grandezza di un tempo e conferma che l’area industriale è un sito da scavare. Ma, come al solito, dalle nostre parti quando ci sono i fondi non ci si può muovere. Infatti, nonostante la Soprintendenza abbia ottenuto un finanziamento ad hoc, nell’area industriale non si può scavare per problemi di inquinamento del terreno (peraltro sotto sequestro giudiziario). In effetti, come ci ha spiegato Domenico Marino, l’archeologo olandese Byvank, nel primi anni del ’900 sulle colline che sovrastano l’attuale zona di scavo aveva identificato le mura dell’antica Kroton poi scomparse, probabilmente, nel corso della seconda guerra mondiale per far posto alla contraerea.

Nel corso dello scavo, infine, sono stati rinvenuti una serie di reperti. “Si tratta – spiega l’archeologo Francesco Cristiano – di moltissimo materiale: da vasellame di uso comune a ceramica fine da mensa; alcuni potrebbero essere ricostruiti, ma abbiamo trovato anche degli oggetti che potrebbero far pensare ad una area sacra”.

Il direttore Marino non ha escluso che i reperti rinvenuti dallo scavo attraverso un attento lavoro di cernita della terra di risulta, possano costituire una delle prossime mostre in programma al Museo di Crotone.
Alla fine delle ricerche archeologiche, lo scavo, con molta probabilità, sarà ricoperto per essere meglio conservato. Intanto, continua a svelare piccoli segreti dell’antica grandezza crotoniate.

Versione integrale dell’articolo: