Invitalia ha chiuso il cerchio affidando le operazioni di collaudo
Antonio Morello (Gazzetta del Sud)
CROTONE Si chiude il cerchio sugli appalti del maxi-progetto archeologico e non solo di Antica Kroton che fanno capo al Comune di Crotone. Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha portato a termine per conto dell’ente l’ultima gara che mancava all’appello: si tratta del quarto lotto che riguarda il collaudo dei lavori ancora da eseguire. Il bando se l’è aggiudicato la società “Engineering Platform 67.12” di Padova che – nel prossimo futuro – sarà chiamata a verificare gli interventi che sono di competenza del Municipio. L’affidamento delle attività di collaudo segue gli appalti per la progettazione, i controlli sui progetti e l’esecuzione delle opere in sé che sono stati affidati nei mesi scorsi.
Il programma di Antica Kroton, com’è noto, prevede investimenti complessivi (tra quelli gestiti dal Comune e dal ministero della Cultura) per 61,7 milioni di euro.
Gli interventi di competenza dell’ente pitagorico (per 29 milioni di euro), sono ripartiti in tre gruppi: il primo blocco si riferisce al «percorso naturalistico e paesaggistico collina di Santa Lucia» e la «fruibilità tra l’abitato antico e l’Herion Lacinio»; il secondo, comprende la riscoperta del rione Acquabona e dell’area stadio-Parco Pignera, il «restauro e recupero funzionale camminamenti bastioni e rivellini»); infine, il terzo raggruppamento riguarda le aree Gravina ed ex Ariston, la «fruibilità attraverso il vecchio tracciato ferrovia Calabro Lucane», la «fruibilità sui tracciati urbani esistenti» e «l’area di Campitella e Chiusa Caivano».
Nel dettaglio, la prima linea di intervento – com’è scritto nella relazione tecnica – si prefigge di «rendere accessibile da più punti l’alto di Santa Lucia e di valorizzare tutte le peculiarità storico-archeologiche-ambientali che insistono nell’area, valorizzando sentieri e percorsi storici, ora dismessi, che collegavano la città al promontorio di Capo colonna». Mentre per l’abitato antico e l’Heraion Lacinio, la strada litoranea sarà riqualificata con tanto di pista ciclabile così da diventare un «elemento di connessione carrabile tra la città ed il Parco archeologico».
Nell’ambito della seconda linea, il sito di via Acquabona, dove si trovano «resti murari e stradali», verrà «inserito all’interno del circuito del Parco archeologico urbano a rete della città di Crotone». A seguire, per l’area stadio Ezio Scida-Parco Pignera è prevista «la realizzazione di un parco a tema e le sistemazioni arboree, saranno il cuore pulsante del Parco insieme a vari allestimenti all’aperto e l’impianto museale».
Poi, ci sono il restauro ed il recupero funzionale dei camminamenti di bastioni e rivellini che interesseranno «i rivellini Miranda (o della Conigliera) e del Fosso, di proprietà comunale, che fiancheggiano a “tenaglia” l’ingresso del Castello, il Bastione Santa Caterina del Castello, nonché le parti di proprietà comunale dei Bastioni Toledo e Marchese.
Per la terza e ultima linea, occhi puntati sulla zona Gravina dove «il Comune si occuperà dell’intero intervento di scavo, restauro e valorizzazione». Infine, spazio all’utilizzo del «tracciato urbano della Calabro-Lucana» come un «elemento di connessione delle varie aree urbane» che sono indicate nel progetto.
