Antica Kroton: ripensare lo sviluppo della città sul modello di un “parco a rete”
Contributo di Mauro Calabretta (05-03-2021)
Mi sono più volte chiesto: quanto è possibile incidere accrescendo il valore di una comunità senza necessariamente ricoprire ruoli politico istituzionali? Quello odierno, il mio, un ruolo, geneticamente funzionale ad un’attività di pubbliche relazioni, rispondente ad una logica nella quale le decisioni non scontentano o danneggiano alcuno dei soggetti coinvolti, elemento fondamentale in una società così complessa come la nostra.
Alla città di Crotone, a questa nuova giunta ed al suo sindaco è stata affidata una grande responsabilità: la riuscita del progetto Antica Kroton e con essa il rilancio del tessuto economico di un intero territorio legato a logiche attrattive di turismo.
Antica Kroton nasce con l’intento di ripensare lo sviluppo e la crescita della città di Crotone in rapporto al suo straordinario sistema culturale e della conoscenza e alla cornice ambientale e paesaggistica di pregio in cui s’inquadra, realizzando, attraverso la valorizzazione delle peculiari risorse culturali, ambientali e paesaggistiche, le condizioni per lo sviluppo locale sostenibile dell’area urbana.
Un compito questo che deve rivestire un significato che va ben oltre il riconoscimento delle potenzialità ed il valore di una città e del suo territorio, al contrario dev’essere un’occasione per tutto il Meridione. Un’opportunità unica per lanciare da Crotone un progetto di più ampio respiro che coinvolga quella che è la Magna Grecia, in una ambiziosa politica culturale oltre che economica e sociale.
Il modello prescelto richiama il “parco a rete” e dovrà qualificare una porzione importante della città come un “nuovo e unitario quartiere culturale”, dotato di spazi aperti per lo svago, nuovi accessi, percorsi carrabili/ciclabili/pedonali, sicurezza urbana, parcheggi di pertinenza e collettivi, ricettività alberghiera, servizi per la cultura, l’arte e il tempo libero, con moderne aree museali ed espositive per rappresentazioni indoor e open-air, offerta formativa specialistica.
Attenzione però: occorre acquisire coscienza e conoscenza di ciò che si è e della missione che si è chiamati a svolgere. Tutti, ciascuno rispetto al proprio ruolo, occorre riappropriarsi del senso di un comune destino presupposto indispensabile per avviare un processo virtuoso di crescita.
Per la sua realizzazione si appalesa necessaria l’azione coordinata ed integrata di più soggetti pubblici , dei “portatori di interessi”, del sistema scientifico universitario e della ricerca, in modo da garantire una partecipata dimensione strategica al processo di sviluppo della città, secondo una rinnovata qualità della coesione sociale che consenta di ricomporre nuovi equilibri sistemici nell’area, con benefici diretti, indiretti e indotti mediante la localizzazione, in ambito urbano, di nuove imprese creative nei settori dell’economia della conoscenza, dell’industria creativa, delle nuove tecnologie digitali, della green economy, del living over the shop, della ristorazione, concorrendo alle politiche di crescita e sviluppo dell’area urbana, anche in termini di nuovi investimenti e di coinvolgimento di capitali privati.
Occorre riscoprire ciò che siamo e nello stesso tempo tutti insieme progettare ciò che vogliamo diventare e ciò che vogliamo essere da domani. D’altronde cosa è la cultura se non anche questo?
Da qui l’esigenza operativa di una partecipazione ai processi decisionali significativamente attiva, che non si limiti ad una consultazione formale per diventare, invece, metodo di reale rappresentazione, condivisione e trasferimento di bisogni ed esigenze nella costruzione del piano, tale da garantire la realizzazione dei sostanziosi investimenti e il raggiungimento dei risultati in termini di riqualificazione fisica, incremento occupazionale, miglioramento della qualità di vita e benefici diffusi dei cambiamenti attesi.
Il risultato atteso è di sensibilizzare alla pratica culturale le popolazioni e di conquistare l’attenzione di un pubblico extra-regionale attraverso una condivisa e diffusa azione di promozione e attrattività dell’offerta culturale territoriale.
Sono felice di poter trasferire quelle che sono le mie conoscenze ad una amministrazione attenta e rispettosa, sappiate farne buon uso.
La Futura-Antica Kroton, non solo scavi ma un’occasione storica per lo sviluppo del crotonese
Contributo di Antonella Cosentino, ex assessore alla Cultura del Comune di Crotone (12-03-21)
L’esperienza in streaming che giovedì scorso abbiamo vissuto, ascoltando Matteo Gatto, Alberto Giordano, Mattia Acito, Alessandro Mancini e Vincenzo Pizzolante che dialogavano con il Sindaco Vincenzo Voce e con le Commissioni consiliari quarta e quinta, su Antica Kroton, è stata per molti di noi Crotonesi davvero importante.
L’iniziativa realizzata grazie a Mauro Calabretta (QUI) che ha favorito l’incontro tra il Comune di Crotone e il team di esperti che hanno preparato eventi internazionali quali Milano Expo 2015, Matera 2019, Parma 2020, ci ha messo dinnanzi prospettive e visioni, ci ha fatto toccare con mano come il sogno di trasformare Crotone possa diventare realtà.
Un momento entusiasmante, formativo. Almeno per me. Mi ha fatto guardare lontano, e per certi versi rivivere l’entusiasmo con cui ho lavorato a quel progetto da Assessore comunale, quando immaginavo i possibili effetti futuri dell’intero progetto.
Avevo compreso che in quel progetto si giocava il futuro della città, che quella era la sfida di Crotone e della Magna Grecia ionica. All’epoca, con grande caparbietà e altrettanto senso di responsabilità, insieme a un team di archeologi e di architetti, abbiamo avuto il piacere di fare sopralluoghi in tanti siti ricchi di testimonianze archeologiche, abbiamo studiato, ci siamo documentati, abbiamo anche riflettuto sulla complessità del progetto e sulle tante questioni ad esso legate.
Avendo contemporaneamente lavorato sul Cammino della Magna Grecia, progetto che si proponeva di rendere il Cammino patrimonio Unesco (nell’indifferenza della Regione Calabria), ho avuto modo di capire che Antica Kroton, in una dimensione ancora più ampia, potesse diventare volano di iniziative ancora più pregnanti. Anche come strumento di sinergia dell’intera fascia ionica, non solo calabrese.
Personalmente non ho mai smesso di credere nella valenza del progetto avendo presente che la risonanza dello stesso non è limitata ai confini comunali e provinciali.
Comunque, sempre, allora come oggi, ho ritenuto che Antica Kroton è un’occasione storica unica e irripetibile per lo sviluppo di Crotone e che si debba parlare di Futura Kroton, come giustamente ha sintetizzato Acito nel corso del webinar con la Casa comunale.
Il progetto è complesso, lo sappiamo, ma non è soltanto un progetto di scavi archeologici. È anche questo e non è poco! Sarebbe ora di indagare una città dal grande passato a cui non è stato mai destinata una campagna di studi e di ricerche scientifiche.
A Crotone i Beni Culturali sono stati i grandi negletti del XX secolo, quando imperavano il modello industriale e quello edilizio. Pietre! E le testimonianze del passato affioravano ma solo casualmente, nella furia edilizia che caratterizzava Crotone nella seconda metà del secolo scorso ma subito si volatilizzavano.
Urge realizzare una campagna di condivisione che faccia innamorare ognuno di noi della propria città. Sì, forse sono state studiate e utilizzate per dotte pubblicazioni. Ma certamente non sono state restituite a noi, non sono mai diventate il patrimonio di tutti.
Antica-Futura Kroton è anche questo: è una questione di giustizia sociale, è una restituzione a noi tutti di ciò che ci è stato precluso. È restituzione di storia, di orgoglio, di conoscenza e di economia. Ecco perché sembra doveroso avviare immediatamente, senza ulteriori rinvii, una campagna di informazione, capillare, puntuale, che raggiunga tutti, anche i più distratti o disinteressati dei Crotonesi. È una questione di democrazia!
Non si può continuare a tacere quanto ogni cittadino deve sapere, non si può continuare a sottrarre la conoscenza di quanto è patrimonio di tutti. Il progetto va divulgato e intorno ad esso va realizzata una campagna di condivisione, che faccia innamorare ognuno di noi della propria città e del proprio futuro e ci faccia sentire tutti impegnati a scrivere e a realizzarlo questo futuro.
Noi, ultimi tra le città, finalmente alla ribalta del mondo, finalmente ad invertire la rotta, a trasformare il pesante destino che l’incuria e la miopia di chi ci ha governato ci ha imposto!
Antica Kroton va raccontata, narrata, ai cittadini così come al mondo intero. Richiede coraggio ma anche un gran senso di responsabilità e l’impegno di tutti ad adoperarsi.
Un aspetto importante: un nuovo piano regolatore, coerente e in sintonia con le questioni legate all’archeologia. Si tratta di uscire dal chiuso dei propri orticelli, di rischiare sicurezze e privilegi che certamente non ci hanno aiutato a stare al passo coi tempi, ad innovare e ad attivare quanto la storia richiede per consentire sviluppo.
Appare importante che intorno a questo progetto si costruisca una nuova socialità, un diverso modo di vivere le questioni comuni, un civismo fortemente partecipato, responsabile, duttile, generoso, disponibile a crescere in conoscenze. Si richiede la capacità di andare al di là delle questioni settoriali del progetto, di guardare alle prospettive di un disegno che nasce ambizioso e che non può essere mortificato o smembrato in questa o quella campagna di scavo.
Così come, piuttosto che alimentare polemiche che interessano pochi addetti ai lavori, sembra altrettanto urgente mettere mano ad uno degli aspetti più importanti dell’intero progetto, quello di un nuovo piano regolatore, coerente e in sintonia con le questioni legate all’archeologia.
Ma anche in grado di prevedere nuove soluzioni urbanistiche per una città che nel giro di un secolo ha assunto connotati strutturali diversi se non addirittura contraddittori, a seconda delle ipotesi economiche e produttive ad essa attribuite, da città del latifondo a città industriale, caratterizzata dalle ciminiere e dai quartieri dormitorio, a città timidamente vocata al turismo di massa, a città oggi impegnata a recuperare i suoi arcaici assetti viari, proiettata verso un’economia legata al turismo culturale e alla riscoperta del suo importante passato.
Infine, credo che debba essere urgentemente avviata la narrazione al mondo intero della città, della sua storia gloriosa, per avere ospitato Pitagora e il suo magistero, per avere dato i natali alla Scuola pitagorica, a Faillo, a Milone e ai tanti olimpionici del mondo antico.
Per chiudere queste poche riflessioni, non mi sembra fuor di luogo ripetere quanto è all’origine del progetto e che il team di esperti ha continuamente ribadito: Antica Kroton è un’occasione storica per lo sviluppo di Crotone e del suo territorio.
Si segnala inoltre la video-intervista di Giovanni Monte a Giovanni Lentini dell’11-03-2021:

