Lo scorso 11 gennaio 2020 si è tenuta una riunione congiunta congiunta della IV Commissione (Cultura con Presidente Meo) e V Commissione Consiliare (Programmi Complessi con Presidente Salvatore Riga) con l’audizione dell’Assessore alla Cultura, Prof.ssa Rachele Via, dell’Assessore all’Urbanistica, Ing. Ilario Sorgiovanni e della Dirigente del Comune di Crotone, Arch. Elisabetta Dominijanni per discutere di “Antica Kroton” dello stato di attuazione del progetto.

La riunione ha avuto luogo utilizzando la piattaforma Zoom ritrasmessa sul Canale Youtube del Comune di Crotone per la diretta, ove è stata mantenuta la registrazione.


Il commento del Direttore del GAK, Vincenzo Fabiani, che ha potuto seguire in via telematica la diretta della riunione delle Commissioni comunali, è che “Rimodulare” non significa “stravolgere” il progetto Antica Kroton, come sembra emerso nella riunione.

Per l’archeologa Chiara Capparelli: la rimodulazione deriva da tanti fattori (alcuni maggiormente comprensibili da chi con l’Archeologia ci ha a che fare nel quotidiano), pienamente spiegati nel corso dei lavori delle due commissioni. È ovvio che ognuno degli attori in campo deve fare la sua parte, per raggiungere insieme l’obiettivo. E se qualcuno esce dai binari lo riprenderemo. Antica Kroton deve essere un trampolino di lancio e non l’unica fonte di fondi alla quale la città può aspirare. Interventi eliminati ora possono tranquillamente essere oggetto di progettazione in seguito, nessuno lo esclude. È il bello dell’Archeologia…per quanto scavi non finisce mai di stupirti e non esaurisce mai il ventaglio di possibilità che ha da offrire.


Proponiamo di seguito alcuni estratti di articoli della pubblicati a resoconto e commento.

…non possiamo far diventare Crotone un museo a cielo aperto…

di Procolo Guida – Fonte: CrotoneInforma

Antica Kroton, nonostante una doppia Commissione congiunta a cui hanno partecipato gli Assessori Via e Sorgiovanni, titolare della frase in titolo, ancora tutto è poco chiaro, ragionevole e soprattutto pratico, se non la preoccupazione!

[….] La riunione si è aperta con il Presidente Meo che ha subito comunicato come lo stato di attuazione e delle modifiche apportate sul Progetto di rilancio dell’economia e della Testa dei crotonesi più citato degli ultimi 20 anni, Antica Kroton appunto, deve tener conto che sono tre i soggetti attuatori cioè Comune, Regione e Ministero e, dunque nello specifico, bisogna sempre verificare a che punto sono le “obbligazioni” degli altri due soggetti attuatori, partendo da una puntuale rendicontazione del Comune.

Per espresso volere dei due Assessori viene chiamata a rispondere per prima, ed innanzitutto, la dirigente Architetto Elisabetta Dominijanni. [….]

[….] la Dirigente dice tre cose semplici da comprendere, incalzata soprattutto in un lungo e godevole dibattito con il Consigliere Danilo Arcuri [….]: abbiamo attivato una sola misura per il bando relativo alla Scuola di San Francesco che sarà polo museale e sede della Soprintendenza che archivierà ciò che sarà “rinvenuto” negli scavi (esordisce la Dominijanni), abbiamo, noi e non la politica, rimodulato perché non possiamo e vogliamo avviare nuovi scavi (prosegue), abbiamo avuto più di due milioni e trecento mila euro di anticipazioni di cui impegnati meno di “400.000 euri”; le rimodulazioni ed i ritardi [….] non sono solo del Comune ma anche e soprattutto del Ministero che pure ha previsto di spostare interventi su Capo Colonna ed il Castello (chiuso da trenta mesi).

Subito dopo altre domande anche del Consigliere Fabio Manica, è intervenuta l’Assessore Via che ha specificato cosa non si farà nella nuova modulazione, che dovrà ancora essere approvata dall’APQ regionale-ministeriale. L’assessore Via elenca: non si faranno archeologia subaquea, gli scavi alle poste ed in centro città mentre si sposta quasi tutto sulla strada provinciale per l’accesso a Capo Colonna, sui terreni degli eredi Cantafora (Chiusa Caivano/Campitella), su quelli degli eredi Blotta/Ciliberto (zona Ariston) e poi c’è da mettere mettere in sicurezza la cortina muraria di via Tellini (di proprietà sempre dei Berligieri) che aveva già enunciato la sua dirigente.

Tutto ciò è frutto della nostra capacità di sintesi, comunque comprensibile solo dopo ulteriori insistenze del Consigliere Arcuri che ricordava come la strada per Capo Colonna, ad esempio, è già finanziabile, oltre che dallo stesso progetto in misura minore, anche da uno specifico strumento urbanistico di livello regionale che prevede quell’obbiettivo fra sei progetti strategici regionali e dalle ripetute incursioni di Meo che sempre più ci hanno convinto che si sta palesemente e consapevolmente volendo utilizzare ciò che viene considerato “risorse economiche”, tra l’altro di uno dei pochi progetti che avrebbe potuto e dovuto cambiare il volto e senso della città, anche al fine (questo ancora più grave) di sopperire alla mancanza di risorse ordinarie e dispiegare cantieri ingegneristici che diverrebbero inesorabilmente fini a stessi.

Arriva così, quasi d’impeto, l’intervento dell’Assessore Sorgiovanni. “abbiamo voluto evitare la dispersione di troppi interventi che avrebbero pure creato problemi al tessuto urbanistico ed alla tenuta e conservazione dei siti archeologici scoperchiati, anche perché non possiamo far diventare Crotone un museo a cielo aperto. Le risorse sono scarse e vanno indirizzate a cose già si sono scoperte” questa volta assurgiamo a sue citazioni trascritte.

Ci sarebbe da aggiungere annessi e connessi considerazioni sulla comunicazione ed i soldi (scarsissimi) già spesi ad esempio sulla comunicazione del Progetto; ma ciò che reputiamo ancora più preoccupante della filosofia sorgiovanniana è che il problema, per lui, deve essere quasi esclusivamente la consistenza e concretezza dei tempi di realizzazione dei singoli interventi, “tanto lo sappiamo, ovunque si scava, a Crotone, troviamo reperti”.

Noi a questo punto ci chiediamo quattro cose: ma se il problema principale è la tempistica ed i ritardi con una proroga del termine corsa che passerebbe dal 2023 al 2025 che non è nemmeno ufficiale, la risposta più attendibile è rimodulare, ed in questo momento di così grave incertezza politico istituzionale sia al governo centrale che alla Regione?

Ma al di là delle differenze e rimodulazioni (che gli stessi Via e Sorgiovanni hanno dovuto ammettere che sono “solo” alla firma e dunque devono ancora essere vagliate proprio da sottosegretari e ministeriali del “livello” di Patamia), perché non spendere, bandire ed impegnare i famosi 2 milioni su cose che almeno rimangono in comune ai due progetti (quello già approvato e quello rimodulato che qui vi alleghiamo Clicca qui)? Oppure si confida sul fatto che se regaliamo soldi diretti ed indiretti alo Stato che avrebbe il suo obbligo di mettere a posto Castello e Capocolonna, avremo porte aperte e firme veloci? E poi permetteteci di riavanzare un nostro vecchio cavalluccio di battaglia, per “attingere” ad un minimo di autorevolezza scientifica ed aprire a nuovi e modulari progetti di cofinanziamento, proprio ad esempio sulla gestione dei futuri cantieri e scavi, ma è così assurdo pensare di modulare, finalmente, un bando di evidenza INTERNAZIONALE di partnership con Università e Fondazioni? 

E’ proprio ancora chimera collaborare, a gratis, con chi ne sa ed ha fatto di più e meglio? […].

Ultimo e doppio quesito riguarda come e quanto coinvolgere la parte giovane e creativa della città che se dovesse venire, per l’ennesima volta, esclusa, nessun progetto potrà mai avere reale e concreta prospettiva: ma tutti quei progetti che erano stati previsti per concorsi di idee e cogestioni programmatiche che fine faranno nella rimodulazione? [….]
Ma perché non misurarsi, immediatamente ed in maniera davvero trasparente, nella divulgazione di tutto ciò che è ora e per davvero questo intricato progetto e cosa sta per diventare? E’ chimera, anche per questa giovane ed inedita amministrazione, pensare ad un portale dedicato su cui si può trovare molto di più di un già apprezzabile conto alla rovescia con ciò e come si spende, magari gestito da un soggetto indipendente?

“Antica Kroton”, si lavora alla rimodulazione dei fondi. Ma l’incognita sono i tempi

di Gaetano Megna

Fonte: Corriere della Calabria


Dubbi sugli scavi nel Quartiere settentrionale, per i quali è prevista una
bonica che potrebbe ritardare l’iter. Perplessità anche sull’investimento
nell’archeologia subacquea


CROTONE L’amministrazione comunale di Crotone sta lavorando per rimodulare il progetto “Antica Kroton”, che ha ottenuto un finanziamento di 61.700.000 euro di fondi Pac. Il problema è stato sviscerato nel corso di una riunione congiunta della seconda e quinta commissione consiliare, tenutasi nel tardo pomeriggio di oggi.

Al dirigente del settore Urbanistica, Elisabetta Dominijanni è toccato di fare il punto sulle attività svolte e rispondere ai quesiti posti dai consiglieri comunali.

Secondo il report della dirigente, per quanto riguarda le attività di pertinenza del Comune pitagorico (gli altri due soggetti gestori sono la Regione e il Mibact) la somma già disponibile, quale anticipo per avviare le attività, è 2.350.000 euro. Al momento, però, sono stati contrattualizzati progetti per circa 400.000 e realmente spesi 200.000 euro. Il primo intervento che si intende fare riguarda la bonifica e la riqualicazione della struttura già adibita a scuola elementare “San Francesco”, destinata ad ospitare la sede dell’istituenda Soprintendenza per le province di Crotone e Catanzaro.

Del progetto già definito l’amministrazione comunale intende rimodulare gli interventi riguardanti gli scavi nel Quartiere settentrionale, scavi in piazza della Resistenza e nel piazzale antistante le Poste centrali. Non è
consigliabile, secondo l’amministrazione, mantenere ferme le somme sugli scavi previsti nel Quartiere settentrionale in quanto l’area rientra nel sito di interesse nazionale (Sin) su cui è previsto un intervento di bonifica da parte del Ministero dell’Ambiente. I tempi per la bonifica non sono certi e le attività da mettere in campo per il progetto “Antica Kroton” devono essere ultimate entro il 31 dicembre del 2025.

Su questo il consigliere di opposizione Danilo Arcuri ha chiesto chiarimenti e ha posto dubbi. Secondo Arcuri la scadenza del progetto è fissata al 31 dicembre del 2023 e l’eventuale slittamento della data dovrà essere comunicato ufficialmente dalla Regione Calabria che, tra l’altro, deve procedere con una variazione di bilancio. Ci sono verbali e comunicazioni da parte della Regione, ma non si è capito se la pratica sia stata formalizzata secondo un iter corretto. La questione della scadenza dei termini per la realizzazione del progetto è una delle cose che andrà chiarita nei prossimi giorni.

Se lL’intervento di scavi sul Quartiere settentrionale, stante la situazione ambientale, non è consigliabile in quanto si rischia di perdere i fondi per decorrenza dei termini, non sono consigliabili nemmeno gli interventi in piazza della Resistenza e nel piazzale antistante le Poste centrali in quanto le introspezioni effettuate dicono che i resti archeologici presenti nei due siti si trovano a quattro metri e mezzi di profondità. Gli scavi potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza trattandosi di due aree abitate.

L’altro intervento che non si intende fare riguarda l’archeologia subacquea. Sull’opportunità di effettuare quest’ultimo intervento ci sono stati sempre dubbi. I fondi risparmiati dalla rimodulazione dovrebbero essere impegnati in progetti di “opere già note”. Si tratta del camminamento della cinta muraria medievale: recupero e consolidamento e interventi in arre cittadine alcune delle quali sono da acquistare perché di proprietà di privati.

L’altra parte dei fondi si intende destinare alla costruzione di una strada panoramica di collegamento tra Crotone e Capocolonna. Una infrastruttura che valorizzi il paesaggio della città pitagorica. A porre una serie di quesiti è stato anche il consigliere comunale di maggioranza Fabrizio Meo, che è uno degli organizzatori dell’iniziativa di oggi.