Un comunicato del Segretariato regionale per la Calabria del MIC, datato 19 Marzo 2023, informa che si avviano lunedì 20 marzo 2023 i lavori di recupero e ristrutturazione del Bastione di San Giacomo del Castello Carlo V di Crotone. L’intervento, finanziato dal PON Cultura e Sviluppo (FESR 2014-2020) del Ministero della Cultura, è gestito dal Segretariato Regionale del MiC per la Calabria con un importo di 3.000.000 di euro. Il Castello Carlo V ha ottenuto il finanziamento in quanto rientra tra gli Attrattori culturali calabresi, grazie alla sua importanza storica e monumentale.

Invitalia aveva concluso la procedura d’appalto per conto del ministero alla Cultura, per un ammontare di 1.825.000 euro per progettazione esecutiva e lavori, aggiudicando alla ditta “De Feo Antonio Restauri”.

L’aggiudicazione risaliva ad ottobre 2022, mentre diverse associazioni culturali, tra le quali Italia Nostra ed il GAK, avevano inviato un comunicato per sollecitare l’avvio dei lavorinon sono ancora iniziati, nonostante le Mura del Bastione di San Giacomo siano sempre più a rischio di crolli”.

La fortificazione di Cotrone è stata avviata già dall’800 d.C. per difendere la città dalle incursioni saracene, ed è poi stata ampliata in più fasi. Agli inizi dell’età moderna, sotto il regno di Carlo V d’Asburgo, fu avviata una ristrutturazione più consistente del Castello. Conserva sia torri circolari che bastioni che si affacciano sul mare. Dichiarato di interesse culturale nel 1965 ai sensi della legge 1089/39, è un grande complesso monumentale costituito da bastioni e cortine murarie che cingono una collina. La fortezza racchiude un’area di 13.560 m² ed ha un perimetro di 640 m.

Il Bastione San Giacomo è posizionato nella zona sud-est del Castello, il cui ingresso è ubicato sul lato ovest. Entrati nel Castello, il percorso per raggiungere la sommità del Bastione è costituito da una rampa pavimentata con porfido che conduce sul lato sud del Castello, su un’area pavimentata anch’essa in porfido, che si estende dalla Torre Comandante al Bastione San Giacomo

La sommità del Bastione San Giacomo nel tempo è stata oggetto di diversi interventi che hanno previsto la realizzazione di opere in calcestruzzo che hanno portato:

  • alla chiusura di vani e/o vuoti
  • allo smantellamento del sistema di allontanamento delle acque meteoriche
  • a rendere il piano di calpestio irregolare

Lungo il piano di calpestio sono presenti:

  • aperture di areazione/illuminazione chiuse con grate
  • basamenti in calcestruzzo con piastra superiore in acciaio su cui durante la prima guerra mondiale furono installate batterie costiere
  • vegetazione diffusa

Percorrendo le scale interne del Bastione San Giacomo, che si presentano poco regolari, è possibile giungere all’esterno del Castello Carlo V, mediante la postierla detta “Le Sette Porte”, che conduce all’orto botanico posto ai piedi dello stesso Bastione.

L’intervento di restauro comprenderà il ripristino della scala posta all’ingresso del Castello, il risanamento dei paramenti murari, il ripristino dei vani interni, il ripristino della sommità e dei paramenti del bastione, la messa in sicurezza degli archi in muratura, il ripristino dell’illuminazione esterna ed interna ed altre attività che consentiranno la piena fruizione dello storico edificio.

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Ritardi ed informazioni sull’aggiudicazione (da Monithon.eu)

I lavori di restauro sono iniziati ufficialmente il 20 Marzo 2023 (vd. comunicato stampa del MiC del 19/03/24) e dovevano concludersi il 31/07/24 con una spesa complessiva di 3 milioni di euro così ripartiti: 2.250.000 Є dell’Unione Europea e 750.000 Є del Fondo di Rotazione. Nella scheda di progetto del MiC (datata febbraio 2022) si evince, però, che i lavori sarebbero dovuti iniziare il 26 Settembre 2022 e terminare il 15/03/2023. Successivamente si sarebbe proceduto al collaudo tecnico in data 15/09/2023 e infine l’intervento prevedeva la dichiarazione di funzionalità in data 30/10/2023.

Al momento della stesura degli elaborati da parte nostra, i lavori sono fermi e in attesa di riprendere vista la pubblicazione sul P.A.T. (Portale dell’Amministrazione Trasparente) del Decreto 326 del 20/09/24 a firma della Dott.ssa Maria Mallemace, Direttore del Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, la quale nel provvedimento scrive fra gli altri quanto segue e che riportiamo per intero:
«2. DI APPROVARE, come in effetti approva la perizia di adeguamento in corso d’opera per i lavori di che trattasi dell’importo complessivo totale di € 343.034,47;
3. DI AFFIDARE, come in effetti affida, all’appaltatore DE FEO RESTAURI S.r.l. la realizzazione dei lavori previsti nella perizia di variante per i seguenti importi aggiuntivi rispetto al contratto d’appalto originario: a) per opere ordinate dal D.L. in corso d’opera per l’importo netto di € 72.667,21 oltre IVA; b) per opere impreviste resesi necessarie in corso d’opera per l’importo netto di € € 270.367,26 oltre IVA.
4. DI PROCEDERE alla formalizzazione dell’atto di sottomissione e aggiuntivo con l’appaltatore per l’importo complessivo di € 343.034,47 oltre IVA, portando l’importo contrattuale dei lavori da € 1.772.766,69 ad €2.115.801,16 oltre IVA.».

Dunque il progetto ha subito dei costi aggiuntivi che ne hanno determinato un ritardo non sappiamo quanto significativo per la sua completa realizzazione.

Altre informazioni sono disponibili sul portale governativo OpenCoesione.

Storia del Castello e Origine del progetto (da Monithon.eu)

Prima di addentrarci nella cronistoria del progetto che abbiamo monitorato sarà utile, oltre che necessario, ripercorrere brevemente la storia del bene architettonico oggetto del finanziamento per meglio comprenderne l’importanza e la relativa complessità.

Il Castello di Crotone, oggi a pianta quadrata, consiste in un’ imponente fortezza che risale probabilmente già all’ VIII-IX secolo d.C. circa, ma menzionato per la prima volta in un atto del 1192 (Castellanus Crotonis) . Le successive e sparute menzioni risalgono al 1239 (Castrum Cutronum) e al (Castrum Cutroni) . Sulla sua origine, però, esistono pochissime certezze e, anzi, si può affermare che forse già ai tempi di Tito Livio la città avesse una cinta muraria probabilmente nello stesso luogo ove sorse il castello vero e proprio. Lo storico romano, infatti, a proposito dell’arx della città puntualizza che “una parte imminens mari, altera vergente in agrum situ tantum naturali quondam munita, postea et muro cincta est, qua per aversas rupes…” ovvero che “la rocca, da una parte a strapiombo sul mare dall’altra rivolta verso la pianura, era anticamente munita dalla natura del sito, ma poi fu anche cinta da un muro dalla parte dove attraverso il dirupo opposto…”. E’ certamente un indizio e non una prova ma è evidente che un primo nucleo fortilizio potrebbe essere già stato pensato molto prima di quello che si pensa. Tuttavia fu soltanto sotto l’impero di Carlo V d’Asburgo che la città, definitivamente acquisita al Demanio Regio, vide il castello ristrutturato nelle forme attuali per iniziativa del viceré Don Pedro da Toledo che fece scavare un ampio fossato che ne separasse la mole dalle mura della città e provvide ad inglobare due delle torri più antiche nei torrioni cilindrici che oggi spiccano sul fronte occidentale. Il Bastione San Giacomo fu costruito a partire dal luglio 1541 come struttura militare più importante del complesso. Collegato tramite una serie di cunicoli con la Torre Comandante, sulla sinistra, e con il Baluardo di Santa Caterina, sulla destra, il Bastione San Giacomo era anche provvisto di una uscita segreta. Nei sotterranei trovavano riparo le guarnigioni militari durante gli assedi o gli attacchi nemici.

Con il mutare degli equilibri strategici mediterranei, nel corso del XIX secolo il Castello perse la sua importanza strategico-militare e venne parzialmente smantellato, anche a seguito dei danni subiti per il terremoto del 1832. Posizionato nella zona sud-est dell’attuale centro storico, il Castello costituisce una delle più grandi fortezze presenti in Italia, certamente la più vasta lungo la costa ionica tra Taranto e Reggio Calabria. Perduta la sua funzione strategica, il monumento passò dall’Amministrazione militare al Demanio dello Stato che lo dette in concessione al Comune di Crotone. A seguito dell’improvviso crollo della cortina sud, nel 1960 il Genio Civile provvide alla sua ricostruzione e nel 1986 l’intero castello passò in consegna alla Soprintendenza per i Beni Archeologici che ne utilizzò parte dei locali per deposito materiali ed uffici.

Venne dichiarato di interesse culturale nel 1965 ai sensi della legge 1089/39. La fortezza racchiude un’area di 13.560 m² ed ha un perimetro di 640 m. Dopo il riconoscimento della sua importanza, il Castello ha visto più interventi di restauro e di ripristino dei luoghi.

I principali interventi, come si evince dalla “Scheda tecnica del bene”, p.5, che reca la firma dell’arch. Cristina Sciarrone e dell’arch. Rossana Baccari, possono essere considerati i seguenti:

• 1968, ricostruzione della cortina Sud del Castello (ad opera del Genio Civile di Catanzaro);
• 1980/1983, restauro, a cura della Soprintendenza, della Torre Aiutante;
• 1990 – 1998, restauro della parte esterna della cortina Nord, del Torrionetto e del bastione Santa Caterina a cura della Soprintendenza; pressoché negli stessi anni si colloca il restauro, ad opera dell’Amministrazione comunale di Crotone, della Torre Comandante e della Caserma Sottocampana, nonché lo sterro parziale del Bastione S. Giacomo;
• 2002, impermeabilizzazione della spianata soprastante il Bastione Santa Caterina (a cura della Soprintendenza);
• 2004 – 2008, diserbo dei percorsi di visita e ripristino della muratura interna della Torre Aiutante.