21 indagati, due in carcere, perquisizioni in Italia e all’estero

A coordinare l’inchiesta è stata la Procura di Crotone, a occuparsene fino dal 2017 sono stati i carabinieri del comando Tutela patrimonio artistico e culturale. Finché la scorsa notte son oscattati arresti e perquisizioni, in Italia (Crotone, Bari, Benevento, Bolzano, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Ferrara, Frosinone, Latina, Matera, Milano, Perugia, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Roma, Siena, Terni e Viterbo) e all’estero (Francia, Germania, Inghilterra e Serbia).

Oltre 350 carabinieri hanno messo così fine all’attività di una banda di tombaroli che ha devastato importanti porzioni delle aree archeologiche di «Apollo Aleo»” a Cirò Marina, di Capo Colonna, di «Castiglione di Paludi» nel Comune di Paludi, del Cosentino, dell’area di Cerasello. In totale sono 180 gli indagati, per 23 dei quali sono già scattate le misure cautelari.

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