Sommario
Una scoperta straordinaria.
Comunicato Stampa del Comune di Crotone. Aprile 2010
“Questa è una giornata fortunata per la città” dichiara il Sindaco Vallone dopo il ritrovamento, straordinario, di un edificio di origine romana da parte degli archeologi incaricati dal Comune di Crotone, nel corso dei lavori di riqualificazione di Discesa Fosso.
“La fortuna però qualche volta bisogna anche aiutarla: consapevoli dell’immenso patrimonio presente nel sottosuolo della città, sondiamo scrupolosamente i luoghi prima di effettuare lavori“
“Si tratta” aggiunge il Sindaco “a detta della Soprintendenza, con la quale da tempo collaboriamo costruttivamente, di un ritrovamento straordinario che cambia anche la storia di Crotone e per il quale ci siamo immediatamente attivati per conoscere nei dettagli quanto attualmente riportato alla luce“.
Il ritrovamento dell’edificio risalente ad età romana è stato effettuato a seguito di lavori di riqualificazione che l’amministrazione Comunale sta realizzando in Via Discesa Fosso. Il progetto originario di riqualificazione della strada era stato già approvato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici.
A seguito di ritrovamenti, nel corso dei lavori, di rinvenimenti archeologici (originarie pavimentazioni, un silos, delle mura, una cisterna) è stato opportuno nominare esperti archeologi esterni con il compito di indagare le preesistenze rinvenute.
Dopo un primo incarico di trenta giorni, considerato l’interesse storico – archeologico di quanto riportato alla luce, il Comune ha ritenuto opportuno prevedere altri venti giorni di indagine per verificare la consistenza dei ritrovamenti archeologici.
E’ stato proprio nel corso di questo ultimo periodo che è stata rinvenuta da parte degli archeologi, incaricati dal Comune di Crotone, un edificio di età romana.
Si tratta di un edificio monumentale di età romano imperiale con annesse terme. La datazione delle parti più antiche sono databili tra il primo ed il secondo secolo dell’età imperiale. Le ultime risalirebbero al sesto secolo. Edificio realizzato con tecnica mista con intonaci dipinti in stile pompeiano, pavimento in coccio pesto e presumibilmente con pavimenti marmorei di cui sono stati ritrovati, momentaneamente, alcuni resti.
“Avevamo già rinvenuto in città pregevoli testimonianze della Crotone antica” dichiara il Direttore del Museo Archeologico Domenico Marino “ma la straordinarietà di questo ritrovamento sta nel fatto che per la prima volta siamo di fronte ad un edificio monumentale dell’età romana completo di un impianto di terme che rende particolarmente pregevole la scoperta“.
Nell’immediatezza dello straordinario ritrovamento, il Sindaco Peppino Vallone ha sentito la Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria – Simonetta Bonomi ed incontrato il responsabile degli scavi e direttore del Museo Archeologico, Domenico Marino, per una valutazione degli interventi immediati da predisporre. E’ stato convenuto che è necessario proseguire le indagini nel tratto di strada dove si è verificato il ritrovamento della Domus.
Nel frattempo Comune e Soprintendenza, sulla scorta dei dati già in possesso e di quelli che emergeranno nel corso delle indagini costruiranno un progetto di valorizzazione dello straordinario sito che è stato riportato alla luce.
“E’ la giusta ricompensa” dichiara l’assessore alla Vivibilità Antonella Rizzo “per un anno di lavori che ha ricevuto critiche ma che ha rivelato una scoperta che può cambiare la storia di questa città“.
Affiorati i resti di un edificio disposto su più piani databile tra il primo e il sesto secolo d.C.
Articolo di Giuliano Carella per la Gazzetta del Sud, 18 aprile 2010
Crotone scopre di essere stata anche una splendida e monumentale colonia romana, con terme, mausolei ed edifici gentilizi. Non solo, dunque, una città-stato tra le più potenti della Magna Grecia che, tra la fine del VI e la metà del V secolo a.C., sulla spinta di Pitagora, estese i suoi confini dallo Jonio al Tirreno, dalla Sibaritide (parte nord-orientale della Calabria) allo Stretto; nel periodo di maggior espansione, economica e territoriale, dopo l’epica vittoria su Sibari (510 a.C.). La gloriosa città ionica fu, con ogni probabilità, anche una delle mete più frequentate dai discendenti di Romolo e Remo.
A testimoniarlo è la straordinaria scoperta archeologica fatta lo scorso 8 aprile in un cantiere cittadino del centro storico. Dagli scavi di Discesa Fosso sono affiorati i resti di un edificio d’età romana, disposto su più piani, provvisto d’impianto termale e con vista mare, databile tra il primo e il sesto secolo dopo Cristo. «Dal 1970 ad oggi – spiega il responsabile territoriale della Soprintendenza dei Beni archeologici e culturali della Calabria, Domenico Marino –, ovvero dagli anni in cui si avvia a Crotone l’attività archeologica in senso stretto, non erano mai stati rinvenuti insediamenti romani di tali proporzioni in città, tantomeno nell’abitato medievale».
Tracce romane a Crotone erano state rintracciate solo qualche chilometro più a sud del centro storico, nelle vicinanze del promontorio di Capocolonna, dove era anche situato il santuario di Hera Lacinia. Nel centro cittadino, invece, erano stati rinvenuti alcuni mausolei funebri, ma mai costruzioni civili. Il ritrovamento di questa “domus”, adesso, riscrive la storia antica di Crotone.
Gli archeologi non sono ancora risaliti all’originario utilizzo della struttura: si pensa potesse essere sia di proprietà gentilizia, che di uso pubblico. Ma l’impianto termale rinvenuto all’interno dell’edificio e la panoramicità del suo posizionamento presuppongono, comunque, tutta una serie di ulteriori opere d’urbanizzazione – come l’acquedotto e un sistema di cisterne per portare l’acqua a monte – che individuano, quell’area, al pari di un cosiddetto “quartiere in” dell’età romana.
Dalle poche fonti storiche disponibili si era ricostruito che l’epoca della dominazione romana fosse stata il periodo di maggior ridimensionamento per l’antica Kroton. La città, infatti, aveva subito prima i saccheggi e le scorribande dei popoli italici, lucani e bruzi (379- 205 a.C.); poi, la punizione “esemplare” da Roma per aver dato il proprio appoggio a Pirro e ad Annibale nella guerra contro i Cartaginesi (seconda Guerra punica, 202 a.C.). Kroton fu così ridotta al rango di colonia come “ager publicus” per i soldati romani.
Con questo ritrovamento, invece, l’età imperiale si rivelerebbe essere stata, per Crotone, un ultimo scorcio di magnificenza, consumato tra agi e viste panoramiche. Se non per tutti, almeno per i più possidenti fra i circa 300 coloni di stirpe romana che si spostarono nel centro ionico.
La data d’abbandono della struttura, secondo gli esperti della Soprintendenza, dovrebbe coincidere col V-VI secolo dopo Cristo: pressappoco con la distruzione della città ad opera dei Longobardi guidati da Arechi (596 d.C.).
Quella rinvenuta nella parte terminale di discesa Fosso, a Crotone, doveva essere proprio una costruzione magnificente. Basti sapere che in appena 19 giorni di scavi sono venuti alla luce i rivestimenti marmorei, le pareti intonacate col rosso e col nero in pieno stile pompeiano, la fine scalinata interna, i passaggi con pavimentazione a mosaico e il classico reticolato murario tipico dell’architettura imperiale.
Discesa fosso, a Crotone, è una via dell’abitato medievale che conduce a piazza Castello. Da qui è possibile accedere alla fortezza aragonese di Carlo V. In principio, però, la via non esisteva: era il dislivello che separava il rivellino del fosso (zona mare) dal bastione Pedro Nigro del Castello. Successiva all’epoca dell’impero di Carlo V, fu la realizzazione di questa grande rampa, sostenuta da archi in pietra, che permetteva di accedere alla parte più alta della fortificazione. A piazza Villaroja, solo poche settimane prima del ritrovamento della “domus” romana, erano affiorati i resti di una struttura di culto d’età paleocristiana.
In Discesa Fosso gli scavi (condotti dall’equipe guidata dall’archeologa Chiara Raimondo) andranno avanti anche nelle prossime settimane. Lo ha assicurato il sindaco della città Peppino Vallone. Amministrazione comunale e Soprintendenza calabrese, di concerto, stanno adesso valutando come rendere per sempre fruibile ai visitatori gli straordinari reperti archeologici di Discesa Fosso.
“La domus delle sorprese”
(AGI) – Crotone, 19 lug. 2010
“La domus delle sorprese“. Lo ha detto il Direttore del Museo Archeologico di Crotone, Domenico Marino, riferendosi alla straordinaria scoperta emersa nel corso dell’indagine archeologica svolta dalla sovrintendenza di concerto con il Comune di Crotone in Discesa Fosso. Indagine che e’ stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi, questo pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Crotone alla quale hanno partecipato il Sindaco Peppino Vallone, l’assessore ai lavori pubblici Domenico Mellace, la Soprintendente ai beni archeologici della Calabria Simonetta Bonomi e Domenico Marino al quale e’ toccato illustrare, con l’ausilio di immagini, i risultati dell’indagine effettuate in occasione delle riqualificazione della Discesa Fosso.
“Sorprende innanzitutto – ha detto Marino – il fatto che per la prima volta siamo di fronte ad un edificio monumentale dell’eta’ romana nel centro cittadino. A questo aggiungiamo che la Domus e’ dotata di impianto termale, che rende particolarmente pregevole la scoperta, e che accanto ai ritrovamenti di mosaici e dell’originaria pavimentazione abbiamo rilevato anche un particolare porticato in buono stato di conservazione” ha aggiunto Marino.
La soprintendente Bonomi ha rilevato che Crotone “vive sopra se stessa, sopra la sua storia millenaria” e riferendosi al disagio che si puo’ registrare in occasione dei lavori ha sottolineato che “imprese di questo tipo debbono essere considerate una risorsa e non un peso“. Bonomi riconoscendo all’amministrazione comunale di aver avviato “passi concreti verso la valorizzazione del patrimonio archeologico” ha dichiarato che la scoperta della domus in Discesa Fosso “apre uno scenario importante anche sulla vicina Piazza Giunti che potra’ essere un innovativo esperimento per la valorizzazione di preesistenze archeologiche“.
Il Sindaco Vallone ha dichiarato che il ritrovamento “per la sua straordinarieta’ e’ una risorsa per la citta’ e che si sta lavorando, insieme alla soprintendenza per la sua futura fruibilita’“.
Altre scoperte in Discesa Fosso
Articolo di Antonella Marazziti 19 Ottobre 2010
Ancora interessanti ritrovamenti nel corso dei lavori in Discesa Fosso. Negli scavi dell’edificio di epoca romana gli archeologi hanno trovato, tra i resti di un muro crollato, una “mattonella” in terracotta sulla quale sono incisi delicati motivi geometrici e floreali. Si presume possa trattarsi di parte di un ornamento che veniva solitamente usato per decorare alcuni muri degli edifici romani.
Ma gli scavi hanno rivelato anche quella che sembra essere una porta, probabilmente ornata da una colonna, a ulteriore conferma dell’importanza e del valore dell’edificio romano. Proprio in corrispondenza del lato destro dell’ingresso, infatti, si possono notare il basamento di una colonna (poi stata asportata) e una rientranza tondeggiante nel muro che segue l’andamento della colonna stessa.
Comune di Crotone – Domus Romana
Si susseguono, dunque, i segnali che lasciano intendere l’importanza e il rilievo di questo grande edificio romano dotato di terme. Un edificio che non doveva certo essere una “casa” qualsiasi.
I saggi dei due archeologi Chiara Raimondo e Paolo Morelli, aiutati negli scavi da un’azienda del crotonese, andranno avanti per altri cinque giorni lavorativi. Periodo che consentirà alla Soprintendenza di farsi un’idea ancora più precisa dell’edificio. Quindi il Comune, che è il committente dei lavori, procederà all’interramento dello scavo. Da quanto emerso finora, però, pare che l’edificio si sviluppi verso il piazzale di palazzo Giunti.
E quella è un’area che, se sottoposta a scavi, potrebbe riservare sorprese davvero interessanti, visto che in passato è stata solo marginalmente interessata dai lavori per il passaggio dei servizi pubblici che, invece, hanno distrutto i reperti lungo discesa Fosso.
Discesa Fosso. Saranno interrati i reperti.
Articolo di Antonella Marazziti 1° Novembre 2010
Saranno interrati i reperti ritrovati nel corso della campagna di scavi in Discesa Fosso. La conformazione particolare del centro storico non consente la fruibilità degli importanti risultati che hanno aperto una finestra sulla conoscenza dell’antica Kroton, soprattutto nel passaggio dalla polis greca alla colonia romana. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso della conferenza stampa, svoltasi ieri pomeriggio nella sala consiliare del palazzo comunale, di presentazione della conclusione dei lavori d’indagine archeologica in Discesa Fosso.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco Peppino Vallone, l’assessore comunale ai lavori pubblici Domenico Mellace, la soprintendente ai beni archeologici della Calabria Simonetta Bonomi ed il direttore dell’uffici scavi della soprintendenza Domenico Marino.
È stato proprio Domenico Marino ad illustrare nel dettaglio le scoperte della campagna di scavi, che hanno riservato agli addetti ai lavori diverse sorprese, condotta in un punto del centro storico ubicato nel cuore dell’acropoli dell’antica polis greca. «Un luogo – ha sottolineato l’archeologo – su cui si è poi innestata la Crotone medievale e postmedievale fino all’Unità d’Italia, quando vennero abbattute le mura e comiciò lo sviluppo della città moderna».
Marino ha ricordato che la prima sorpresa degli scavi su Discesa Fosso è stato il ritrovamento di venticinque metri di pavimentazione ottocentesca in acciottolato, antecedente la pavimentazione in basolato lavico. «Un’altra sorpresa – ha aggiunto Marino – è stato il ritrovamento di due silos per granaglie, in un’area occupata da case, un’autentico spaccato della storia millenaria della città». Un’altra scoperta è stata quella di un tracciato cinquecentesco che portava al castello di Carlo V.Ma i ritrovamento più importante degli scavi è stato sicuramente quello dei resti di un complesso di età romana imperiale, risalente al primo secolo. Si tratta di un edificio monumentale – ha spiegato Marino – costruito su un altro complesso di età ellenistica. Si tratta di una scoperta molto importante, la prima di un edificio monumentale della Crotone romana. Si tratta di una documentazione importante del passaggio dalla polis greca alla colonia romana».
L’archeologo ha ricordato la scoperta di un’antefissa in terracotta, denominata Testa di Afrodite, e dei tasselli di un mosaico. «Si tratta di un risultato – ha sottolineato la Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi – che conferma quanto già sapevamo, Crotone è una città costruita su di sè in vari millenni. Si tratta di acquisizioni storiche e culturali importanti». «Crotone – ha aggiunto Simonetta Bonomi – è un esempio notevole della cosiddetta archeologia urbana».
La soprintendente ha espresso il rammarico che non sia possibile la fruibilità delle scoperte archeologiche su Discesa Fosso per la conformazione della strada, che rappresenta un’unica via d’accesso, ma ha auspicato che piazzetta Giunti possa diventare una sorta di vetrina archeologica. «L’archeologia non è un peso – ha aggiunto Simonetta Bonomi – ma una risorsa, è necessaria una diversa sensibilità verso i beni archeologici e culturali».
«I beni archeologici – ha sottolineato l sindaco Peppino Vallone – sono una risorsa per un nuovo sviluppo della città. Speriamo, se la tecnologia lo consentirà e troveremo le risorse necessarie, di potere un giorno rendere fruibili le scoperte archeologiche». Vallone ha lodato il rapporto sinergico instaurato tra il Comune e la Soprintendenza Archeologica, sottolineando che ha portato a risultati importanti.
