Protesta “solitaria” dei cittadini al Castello

Assenti le associazioni “culturali” e le forze politiche, nel terzo sit-in di protesta presso le porte chiuse del Castello Carlo V di Crotone, di sabato 5 febbraio 2022 dalle ore 10,00 alle ore 12,00, sono presenti solo alcuni liberi cittadini che chiedono la riapertura parziale della fortezza, la bonifica e quindi l’iter per la totale fruizione al pubblico.

Cittadini, qualche associazione con i suoi rappresentanti, ma la battaglia è “solitaria”. Il Castello è di tutti, è stato ribadito, ma “la lotta pacifica e culturale deve interessare tutti”. Mentre, nel video intervista che vi presentiamo, la signora Linda Monte adduce alcune soluzioni da ottemperare alla riapertura parziale del Castello, accedendovi da tutt’altra parte rispetto al portone d’ingresso.

Testo e Video da CrotoneOK:
https://www.crotoneok.it/video-ma-le-associazioni-culturali-dove-sono-i-cittadini-sono-soli-al-castello/

Castello Carlo V, il sindaco risponde ai cittadini del sit in

Crotone – Sono tre anni che la fortezza del Castello Carlo V di Crotone è chiusa, dopo decreto sindacale che ne impedisce la fruizione per la presenza di materiale radioattivo, così come denunciato dalla parlamentare Margherita Corrado. Per quattro mattine di sabato, alcuni cittadini si stanno riunendo proprio davanti l’ingresso della fortezza per chiederne la riapertura parziale e poi gli interventi di bonifica

A tal proposito, così si è pronunciato stamane il primo cittadino di Crotone sulla problematica, durante la conferenza stampa di presentazione dei lavori di Antica Kroton:  «Il Castello è stato chiuso dal sindaco che mi ha preceduto perchè c’erano delle indicazioni sulla pericolosità di quel materiale. Quindi è stato seguito tutto un iter che tra l’altro è di competenza prefettizia. Posso assicurare che non si è perso tempo perchè il progetto è stato già approvato credo nel luglio del 2020. E’ chiaro che per fare la bonifica ci vogliono dei soldi. Questa di Antica Kroton è stata uno strumento immediato per poter realizzare a  breve una bonifica. Io capisco che poi quando si tiene chiusa un’opera importante come quella del Castello, ogni giorno che passa è un giorno perso per la città e per i tanti turisti che vorrebbero visitarlo.

Purtroppo – aggiunge  – le scorie industriali, questi metasilicati, questi tenorm sono lì, e rimuoverli? La condizione per riaprire il castello quale potrebbe essere? Rifare di nuovo il percorso di un  nuovo studio, che è di competenza di Mic, nuova commissione, e tutto l’iter. Però siccome è già pronto il progetto di bonifica, si farà prima a fare la bonifica che a seguire un nuovo studio, ammesso che qualcuno si prenda la responsabilità di consentire il passaggio parziale con quell’area con quel materiale. E quando si ha a che fare con quel materiale, e io non cambio idea, l’ho sempre detto, rispetto alle altre scorie industriali è sicuramente il materiale meno pericoloso in termini appunto di compromissione della salute pubblica, già lo stesso Cic almeno dieci volte più pericoloso, e le ferrite di zinco centomila volte più pericoloso. Però purtroppo si ha a che fare con norme ambientali che ti penalizzano tutto quanto. Questa è la verità».

Per bonificare il castello, ha concluso, è necessario che vengano utilizzati i fondi del comune per riaprire la fortezza del ministero dei beni culturali.

(Fonte: CrotoneOK)

Video di CrotoneOK: https://www.youtube.com/watch?v=yyx-Lr8zKSI

Il segretario regionale del Mic aveva rassicurato:
Tempi brevi per l’avvio dell’iter

Da articolo di Francesca Travierso — 28 Gennaio 2022 – Gazzetta del Sud

Dovrebbe essere siglata a giorni la convenzione che darà ufficialmente il via all’iter per la bonifica dal tenorm del Castello di Carlo V. Lo assicura Salvatore Patamia, segretario regionale per la Calabria del ministero della Cultura che assieme alla Regione Calabria sarà uno dei firmatari del documento che in pratica darà il via libera al progetto di bonifica finanziato con i fondi di “Antica Kroton”.

Un progetto da poco più di 1 milione e 200mila euro, che ha già tutte le approvazioni necessarie – spiega Patamia – e che prevede la rimozione dello strato di tenorm presente in alcune aree del Castello e il suo conferimento in apposite discariche per rifiuti speciali.