L’assessore provinciale Cultura, Avv. Cavarretta, illustra il suo programma e progetta di realizzare una mappa dei siti archeologici

(La Gazzetta del Sud del 28 agosto 1999)

La creazione di ventisette parchi culturali (uno in ogni comune della provincia), una mappa provinciale dei siti archeologici; ed ancora: un osservatorio provinciale sull’emigrazione nonchè interventi specifici ed organici per un reale processo di integrazione culturale degli immigrati.

Sono queste le linee operative entro le quali si muoverà l’azione politico-programmatica dell’assessorato provinciale ai beni culturali ed all’immigrazione. Lo rende noto l’assessore provinciale Silvano Cavarretta, in un documento inviato per conoscenza al presidente della Provincia, Carmine Talarico, al presidente del Consiglio provinciale, Domenico Alessio, agli assessori e ai consiglieri provinciali.

Nel documento Cavarretta illustra le sue idee programmatiche in tutti i settori d’intervento a lui delegati: «L’attività provinciale – esordisce – dovrà partire da presupposti inderogabili, tra cui il coinvolgimento diretto delle amministrazioni Comunali, degli enti e delle organizzazioni presenti sul territorio e l’utilizzo delle risorse umane e materiali locali».

Il fine da perseguire, secondo l’assessore, dev’essere quello di operare in un progetto integrato tra i vari enti per riscoprire e riproporre l’identità socio-culturale locale, fatta di arte, tradizione, storia. L’assessore precisa che sarà coinvolto anche il mondo della scuola che rivestirà un ruolo importante all’interno di questo progetto culturale: «Sarà richiesto l’intervento del provveditore agli studi, Giovanni Garreffa, Ma anche di presidi, direttori didattici e insegnanti, ai quali sarà proposto l’inserimento di una nuova materia di studio tra quelle curricolari:la riscoperta delle radici della storia antica e moderna della realtà territoriale locale”».

L’assessore annuncia inoltre che alcuni parchi culturali saranno costituiti nei diversi comuni della provincia, con lo scopo di creare centri permanenti e polivalenti di formazione, informazione e promozione della cultura. Saranno attivi tutto l’anno per programmare interventi di tipo culturale. L’impegno prioritario sarà quello di individuare in ogni comune l’“attrazione” che possa diventare il richiamo di un itinerario culturale-turistico provinciale: per esempio, la Santa Spina a Petilia Policastro, l’antica Acerenthia a Cerenzia, le grotte carsiche a Verzino, il castello a Santa Severina. Su queste bellezze caratteristiche di ogni comune saranno elaborate ricerche e strategie di potenziamento e sviluppo che saranno divulgate in sede scientifica, scolastica e turistica.

«Grande rilievo ed importanza – assicura Cavarretta – assumerà anche il settore dell’archeologia che non può essere slegato dalle altre risorse dinamiche per uno sviluppo socio-economico del territorio. Sarà realizzata una mappa archeologica e sarà incentivata l’apertura dei musei civici».

L’assessore non trascura neppure l’aspetto relativo all’emigrazione: «Saranno realizzate una serie di iniziative – annuncia – per mantenere continui legami tra l’emigrato e la sua terra d’origine». Per quanto riguarda invece gli immigrati l’assessore promette interventi umanitari e volti a favorire l’integrazione socio-culturale degli stranieri.

a. n.

Sollecitato un intervento diretto di tutela e valorizzazione al Ministro ai Beni Culturali Melandri

(La Gazzetta del Sud del 29 agosto 1999)

E’ ora che il Governo si occupi in maniera fattiva e con decisione dei beni culturali nel Crotonese. Sotto il sole qui c’è tanto, come tutti sanno. Ma molto è dimenticato, trascurato, per mancanza di disponibilità finanziarie e di personale. Ma soprattutto, se la tutela e la valorizzazione di beni culturali mostrano vistose insufficienze, lo si deve alla scarsa propensione degli organi centrali dello Stato ad occuparsi in maniera adeguata di quanto la Calabria ed il Crotonese custodiscono.

Per questo motivo, a pochi giorni dal suo insediamento nell’incarico di di assessore provinciale alla cultura ed ai beni culturali, Silvano Cavarretta ha inviato una documentata lettera al Ministro per i Beni Culturali on. Giovanna Melandri. L’assessore chiede l’intervento diretto del ministro per sanare la situazione – definita di grave precarietà – nella quale versano da anni i Musei e le aree archeologiche nella provincia crotonese.

«Sono ormai dieci anni – esordisce Cavarretta, cominciando la sua elencazione di problemi da quello certamente più evidente – che il Museo Archeologico statale di Crotone, contenitore scientifico fondamentale per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, risulta chiuso alla pubblica fruizione per lavori di restauro ed adeguamento alle nuove normative di sicurezza, il tutto con grave danno per l’economia turistica del territorio e la formazione culturale della popolazione, soprattutto studentesca».

C’è Palazzo Morelli, disponibile per le mostre della Soprintendenza. Ma «la struttura – insiste Cavarretta – in fitto, risulta inadeguata ad ospitare le rare mostre temporanee organizzate dalla Soprintendenza Archeologica, mentre a Capo Colonna, il piccolo Museo della Torre Nao è chiuso a tempo indeterminato da anni, per insufficienza di personale di custodia, carenza che colpisce anche Palazzo Morelli».

E’ molto severo il giudizio dell’assessore provinciale sulla situazione a Capocolonna: «Il Parco archeologico, in costruzione, con scavi iniziati e non conclusi e con l’uso, forse eccessivo, del cemento, non risulta adeguatamente tutelato e custodito. Gli scavi clandestini sono una realtà continua, giorno e notte, con danni gravissimi a tutte le strutture antiche in vista ed a quelle ancora da mettere in luce, devastate da buche e sbancamenti di ogni genere. Il tutto è infestato da una vegetazione selvaggia ed invaso da un incessante flusso di autovetture ed altri veicoli che creano nel visitatore attento o nel turista occasionale un sentimento di sconforto, o, peggio, di rifiuto».

Cavarretta ricorda che l’area archeologica del quartiere settentronale dell’antica Kroton, 90 ettari acquisiti al demanio dello Stato, versano in condizioni gravi: scavi clandestini, vegetazione infestante, ed oltre 9 importanti strutture sei-settecentesche (torri, casali, masserie) abbandonate al degrado ed alla distruzione. Nei comuni della provincia i problemi sono ugualmente assai seri: «Il Museo Civico Archeologico di Cirò Marina – ricorda Cavarretta – non è adeguato alla rilevanza storica ed archeologica del terrotorio dell’antica Krimisa che, con il grande santuario dedicato ad Apollo Aleo, merita più ampio e costante impegno di tutela e valorizzazione. Dai comuni di Strongoli e Casabona provengono richieste volte all’istituzione di nuove realtà museali locali».

E non solo: «Si rileva – puntualizza l’assessore nella sua lettera al ministro – la mancanza assoluta di attività di tutela e valorizazione su emergenze archeologiche di enorme rilevanza: Altilia (Santa Severina), Monte Castelluzzo (Santa Severina), Le Murge (l’antica Makalla, presso Strongoli), Cirò Marina (antica Krimisa), Cirò (antica Cone), Torretta di Crucoli (antica Paternum), Monte Castello (Belvedere Spinello), Timpone del Gigante (Cotronei), Rocabernarda, Isola Capo Rizzuto e centinaia di altri siti importantissimi».

Cavarretta lamenta la carenza di personale scientifico e tecnico qualificato e conclude ricordando come l’enorme patrimonio archeologico del Crotonese costituisca una risorsa fondamentale per lo sviluppo.

—-

Qui di seguito pubblichiamo ampi stralci del documento sullo stato dell’archeologia e dei monumenti consegnato dall’assessore provinciale Silvano Cavarretta sabato scorso al Ministro dei beni culturali Giovanna Melandri, presente in città per il convegno di Confindustria. Cavarretta ha reso noto di avere avuto un breve colloquio con il ministro, ed assicurazioni riguardo ad una prossima convocazione a Roma per un incontro.

Questo assessorato intende sottoporre alla S.V. alcune schede informative sulla situazione nella quale versano, da anni, i Musei, il Parco Archeologico di Capo Colonna e il personale del Ministero per i Beni Culturali nella Provincia di Crotone e sottolineare un Suo autorevole intervento.

MUSEI ARCHEOLOGICI – Nella Provincia di Crotone sono presenti le seguenti strutture museali: Museo Archeologico Statale – Crotone; Palazzo Morelli – Crotone; Antiquarium di Torre Nao – Capo Colonna (Crotone); Museo Civico Archeologico – Cirò Marina; Museo Archeologico – Castello di Santa Severina.
Il Museo Archeologico Statale di Crotone, nato nel 1968, è chiuso da quasi dieci anni per lavori di restauro, ampliamento ed adeguamento alle nuove normative sulla sicurezza, La struttura di limitate dimensioni nonostante l’ampliamento, non è adeguata alla rilevanza storica e archeologica del territorio e della pòlis che dovrebbe illustrare. La chiusura di questo contenitore scientifico, fondamentale per chi studia e per chi si accosta da profano alla storia ed all’archeologia della Magna Grecia, crea danni crescenti nel tempo perchè allontana la giovane generazione dalla conoscenza della propria storia.
La struttura di Palazzo Morelli, in fitto, ospita l’Ufficio Scavi di Crotone e, in alcune sale, rare mostre temporanee che non coprono il fabbisogno culturale della Provincia creando, con ciò, grave danno per l’economia turistica del territorio e la formazione culturale della popolazione.
Il piccolo Antiquarium di Torre Nao, in Capo Colonna, è chiuso a tempo indeterminato, da anni, con motivazioni varie: mancanza di personale di custodia, norme di sicurezza, restauri, ecc.
Il Museo Civico Archeologico di Cirò Marina, struttura di proprietà comunale, sottoposta alla tutela ed alla direzione scientifica della Soprintendenza della Calabria, è il contenitore dedicato alle importantissime testimonianze archeologiche del territorio dell’antica Krimisa ed al grande Santuario dedicato ad Apollo Aleo. Certamente esso non è adeguato, per le dimensioni e la limitata presenza di personale scientifico e tecnico, alla rilevanza storica e archeologica del territorio che illustra.
Il Museo Archeologico del Castello di Santa Severina, di recentissima istituzione, illustra i rinvenimenti archeologici del Castello ed offre un quadro, limitato, del territorio. La limitatezza delle superfici espositive delle strutture menzionate non rende possibile la fruizione della maggior parte del patrimonio archeologico che, purtroppo, giace in decine di migliaia di cassette nei depositi di Palazzo Morelli, di Torre Nao e altrove.

PARCO ARCHEOLOGICO DI CAPO COLONNA. Contiene al suo interno, il grande complesso dell’Heraion, numerose strutture abitative di età tardo-repubblicana, strutture artigianali di età imperiale, torri seicentesche, casali e residenze del XVI – XVII secolo. L’esecuzione dei lavori del primo lotto del costruendo Parco Archeologico, che vedrà in conclusione 60 ettari affidati alla tutela della Soprintendenza Archeologica della Calabria.
L’uso, forse eccessivo, del cemento per larghe strade di servizio, ha creato disappunto nell’opinione pubblica che ha visto una trasformazione radicale degli accessi all’area archeologica, con la creazione di un vasto parcheggio in cemento, qualitativamente non adeguato all’importanza del complesso storico-archeologico. A ciò si aggiungono gli scavi clandestini che provocano danni gravissimi.

PERSONALE STATALE BENI CULTURALI. Appare evidente che la complessità delle evidenze archeologiche, la loro qualità e quantità, il numero delle strutture museali attivate e che si potrebbero attivare, richiederebbero un numero di funzionari scientifici di certo superiore all’attuale. Il personale tecnico presente nell’Ufficio scavi di Crotone non è sufficiente a coprire le necessità del territorio e ed è derivante, in massima parte, dalle assunzioni susseguenti l’attuazione della legge 285.
Il personale di custodia è limitatissimo. L’utilizzo di custodi trimestrali non riesce a coprire il fabbisogno delle strutture. La trasformazione dei rapporti a tempo determinato in rapporti a tempo indetereminato non risolve il problema, se tale personale – come è stato stabilito – sarà poi destinato ad altre sedi. L’assurdo, infatti, che personale formatosi in quasi venti anni di utilizzo presso le strutture museali e le aree archeologiche di Crotone, con l’acquisizione di conoscenze e professionalità possa essere destinato altrove, lasciando scoperto un complesso di areee e di strutture che necessiterebbero, già adesso, di un aumento considerevole di addetti.

FINANZIAMENTI. E’ auspicabile un maggiore impegno finanziario del ministero per i beni culturali in favore del territorio della Provincia di Crotone, che conserva emergenze monumentali di grande rilevanza, dall’età antica all’età medioevale. Al di là del costruendo parco archeologico di Capocolonna non si possono non menzionare le due aree archeologiche monumentali di Murge di Strongoli (l’antica Makalla che il mito vuole fondata da Filottete) e del santuario di Apollo Aleo presso Krimisa (Cirò Marina), aree che meriterebbero una concreta attenzione dal parte Ministero per la loro trasformazione in parchi archeologici.
In conclusione, signor Ministro, in pieno spirito di collaborazione con il suo dicastero sollecitiamo un suo concreto interessamento per la soluzione delle problematiche succitate e la invitiamo ad indire un incontro, a Crotone, con i responsabili regionali del ministero, da tenersi alla Sua presenza.

Assessore Silvano Cavarretta