Con l’Interrogazione parlamentare n. 3-02958 del 30 novembre 2021, rivolta da CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI – Al Ministro della Cultura Franceschini si chiede se, davanti all’evidente fallimento delle riforme da lui promosse: “che hanno portato il sistema della tutela sull’orlo del baratro e svilito la valorizzazione a mercificazione, non avverta la necessità e l’urgenza di ripristinare il rapporto tra soprintendenze e musei e di tornare, quanto alle prime, ad un numero congruo di uffici specialistici”.

L’interpello pubblicato dal Ministero della Cultura il 23-24 settembre scorso ha infatti assegnato temporaneamente 18 posti da dirigente in altrettante soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio (il 42% del totale) ad altrettanti funzionari interni non abilitati dal superamento di un concorso pubblico.

In Calabria, gli uffici di Reggio e di Catanzaro-Crotone, cioè 2 soprintendenze su 3, sono stati attribuiti con tale sistema, molto contestato perché quasi ovunque ha selezionato, su 256 funzionari ministeriali concorrenti, “i meno titolati, quelli con meno esperienza amministrativa e di tutela sul territorio, più giovani (anagraficamente o per servizio) della generazione cresciuta nelle soprintendenze specialistiche ante riforma”, e, tra costoro, anche soggetti che non soddisfano i criteri di scelta asseriti dal MiC nel bando ma sembra abbiano beneficiato di sponsorizzazioni dei vertici politico e amministrativo del dicastero; pochissime sedi sono state invece assegnate a funzionari di provata esperienza e affidabilità.

A proposito di Crotone, sede della Soprintendenza per le province di Catanzaro e Crotone, istituita poco meno di 2 anni fa1 l’interrogazione lamenta sia del recente incarico di soprintendente all’Arch Argenti che del numero di personale dipedente assegnato alla sede: “se oggi quell’ufficio ha per la prima volta un proprio dirigente, invece che uno ad interim (l’ultimo è durato 4 mesi), e ciò può sembrare un progresso, è però preoccupante che la direzione generale da un lato catapulti un architetto digiuno sia di tutela sia di gestione nel cuore della Magna Grecia (dove peraltro un progetto da 60 milioni di euro, “Antica Kroton”, interviene su tutto il patrimonio culturale pitagorico), dall’altro che sembri ignorare che, degli 8 dipendenti in servizio al momento della divisione da Cosenza, oggi ne restano 5, che ai primi dell’anno prossimo (2022) si ridurranno a 2“.

È soprattutto la carenza di personale, però, a mettere ormai a rischio, ovunque, la sopravvivenza stessa del MiC: come altrove, il residuo personale ministeriale calabrese è stato giocoforza distribuito negli istituti inutilmente moltiplicati, in modo che nessuno possa funzionare a dovere.

Esemplare, al riguardo, è il caso del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, che oggi fa capo alla Direzione regionale Musei: “chiuso fin dal 2019 (nell’indifferenza di tutte le amministrazioni) e mai riaperto non tanto per le conseguenze della pandemia o per sempre nuove deficienze strutturali invocate ad hoc, ma perché sguarnito dei pochissimi dipendenti ministeriali, utilizzati per assicurare l’apertura estiva della fortezza di Le Castella, pochi chilometri più a sud: una guerra tra poveri, e della peggior specie”.

Da qui la richiesta al Ministro, da parte dei 4 senatori interroganti, “di sapere se il Ministro in indirizzo, davanti a quanto esposto, che indica ad avviso degli interroganti il fallimento delle riforme da lui promosse, che hanno portato il sistema della tutela sull’orlo del baratro e svilito la valorizzazione a mercificazione, non avverta la necessità e l’urgenza di ripristinare il rapporto tra soprintendenze e musei e di tornare, quanto alle prime, ad un numero congruo di uffici specialistici.


Sull’argomento si segnala anche l’articolo di Patrizia Siciliani per il Quotidiano del Sud:
Capocolonna, Museo abbandonato, chiuso dal 2019 non per la pandemia, ma per la carenza di personale

Note

  1. d.P.C.M. 2 dicembre 2019, n. 169, “Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance. (GU S.G. n.16 del 21-01-2020), in vigore dal 5 febbraio 2020[]