Crotone, 16/03/2022

A S.E. Prefetto di Crotone​
​​​​​​​​Dott.ssa Maria Carolina Ippolito

Al Procuratore delle Repubblica di Crotone
Dott. Giuseppe Capoccia

Al Sindaco del Comune di Crotone
Ing. Vincenzo Voce

ANCORA CHIUSO IL CASTELLO CARLO V DI CROTONE, INCOMPRENSIBILE IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI
Egr. Prefetto,
Egr. Procuratore,
Egr. Sindaco,
sono ormai trascorsi quasi quattro anni dalla chiusura del Castello Carlo V di Crotone disposta con ordinanza n. 32 del 5 aprile 2018 dell’allora sindaco di Crotone Ugo Pugliese ed è da quella data che ai cittadini ed ai turisti della nostra città è preclusa la possibilità di accedere ai servizi culturali fruibili all’interno del monumento, in particolare la biblioteca comunale ed il museo civico, nonostante ci siano le condizioni per una parziale riapertura.

L’interdizione all’accesso pubblico era stata motivata dall’esito di alcune indagini radiometriche che avevano evidenziato valori anomali di radioattività ambientale derivanti dalla presenza di meta silicati contenenti TENORM. Le successive rilevazioni ed indagini eseguite, tuttavia, hanno accertato che la sede della biblioteca e del museo civico, come altri parti del Castello, non fossero contaminate ma nonostante queste comunicazioni, gli enti preposti non hanno operato per la riapertura parziale del monumento simbolo della nostra città.

Dopo continue sollecitazioni da parte del Comitato Antica Kroton, nel maggio 2021, la Prefettura di Crotone, a seguito di un apposito incontro, demandava al Comune di Crotone l’effettuazione di sopralluoghi tecnici radiometrici per la valutazione del rischio radiologico per la popolazione e la nomina di un esperto qualificato per la redazione di una relazione tecnica in seguito alle quali si sarebbe potuto decidere in merito alla riapertura.

Circa una anno addietro, nel mese di luglio 2021, abbiamo inoltrato un formale esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per la mancata riapertura di una parte del Castello di Crotone sede di servizi culturali, rappresentando l’operato della Prefettura e riepilogando i passaggi salienti dell’intera vicenda senza avere, ancora oggi, alcun riscontro.

Riteniamo che la vicenda della chiusura del Castello sia in palese contrasto con i diritti dei cittadini e siamo esterrefatti dal silenzio assordante dell’Amministrazione comunale, della Prefettura e della stessa Procura della Repubblica dai quali, di fatto, non abbiamo ricevuto alcuna risposta concreta.

Distinti saluti

Linda Monte
Filippo Sestito
Roberto Carta
Antonio Iritale


Crotone, “Apritelo”: raccolte circa mille firme per la riapertura del Castello di Carlo V

Sii è conclusa la raccolta firme promossa da Linda Monte, Roberto Carta, Antonio Iritale e Filippo Sestito, raccolta iniziata dopo una serie di sit in davanti al Castello di Carlo V chiuso ormai dal 2018.

Iniziative tese a sollevare l’attenzione l’attenzione della comunità e delle istituzioni sui beni monumentali, archeologici e sulle risorse culturali presenti nella città di Crotone, da troppo tempo trascurate e svilite.

Oltre mille le firme raccolte. Per giorni semplici cittadini ma anche esponenti politici della città hanno inteso apporre la propria firma alla richiesta di avviare la riapertura del Castello di Carlo V chiuso con ordinanza del 5 agosto 2018 dall’allora sindaco Ugo Pugliese a seguito della segnalazione della senatrice margherita Corrado della presenza di materiale di scarto delle fabbriche. Da allora ad oggi, nonostante le sinergie annunciate tra enti, la bonifica, quel portone continua a restare chiuso.

Venti giorni, come programmato dai promotori dei sit in per la raccolta adesioni per la riapertura del castello, sono trascorsi in fretta. Scrive Linda Monte a conclusione della raccolta firme. Abbiamo voluto incontrare i – purtroppo rari – frequentatori della storica piazza mercato. Sotto la volta principale, funziona una piccola comunità, con a capo Pietro Ragno ed altri fedeli aiutanti, uno per tutti Alì, pachistano d’origine, approdato chissà quando e come in una città che non respinge nessuno. Veloce e disponibile nell’aiuto, sono stati loro a custodire, invitare i più distratti a firmare per il castello.
Poi si notano le anime in cerca di parlare con qualcuno, essere ascoltati, qualche volta rassicurati. Tanti guardando la gigantografia esposta del castello, raccontano fatti lontani, episodi della loro giovinezza legati al monumento.
Alcuni sono scettici sulla riuscita della petizione, un po’ rassegnati con il loro passo dolente, comunque solerti ed in fondo speranzosi di vedere qualcuno che si occupa di una parte di storia della città. Così facendo arrivano anche cittadini di fuori le mura, chiedono se la biblioteca nel castello sarà accessibile e quando.
Alla fine, anche con la raccolta spontanea di alcuni amici abbiamo quasi raggiunto l’obiettivo prefissato e cioè mille adesioni.
Non sarà certo questo numero a spingere le autorità preposte a mettere mano alla mini bonifica (di questo si tratta) di quella parte della fortezza inquinata (tutta la città nuova è costruita sul tenorm!), ora che il ministero ha anche un bel gruzzolo di euro (oltre un milione) sottratto impropriamente alla cifra destinata alla scoperta di Antica Kroton ed allora la domanda è: perché non si interviene?
Pur essendo trascorsi quattro lunghi anni dal giorno della interdizione. Più di qualcuno – conclude Linda Monte – dovrà restituire ai cittadini ciò che è bene comune. Questa iniziativa è parte di altre a riguardo che si sono tenute, promosse da storiche associazioni culturali e che da liberi cittadini, continueremo, insisteremo fino ad espugnare la fortezza!”.

Fonte: WeSud