La rivista internazionale “Environmental Science and Pollution research”, edita dalla casa editrice tedesca Springer, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico prodotto in partnership tra Arpacal , Università di Messina ed Università “La Sapienza” di Roma (autori: Antonella Nicolino, Mattia Rocco Ligato, Mario Ferraro, Salvatore Procopio) che relaziona sulla ricerca, dapprima sperimentale e poi sul campo, svolta dal laboratorio “E. Majorana” del Dipartimento provinciale di Catanzaro dell’Arpacal, insieme al dipartimento provinciale di Crotone, appunto sull’uso del TENORM nella costruzione di edifici, pubblici e privati, e la capacità che ha questo materiale di essere fattore moltiplicatore del radon in ambienti chiusi.
Il materiale è presente anche nel castello di Crotone, ed è la causa della chiusura del bene culturale da diverso tempo, dal 2018. Sul castello è infatti presente un importante volume di TENORM, impiegato come “ materiale inerte e di riempimento” durante le attività di manutenzione e restauro che hanno interessato il sito archeologico nel recente passato.
Se un primo Report pubblicato dall’Arpacal non segnalava una particolare preoccupazione per il tenorm ed affermava: “La concentrazione di attività di radon outdoor nel castello, come ci si aspettava, è assolutamente in linea con i livelli di radon che abitualmente si registrano in atmosfere esterne”. Inoltre, “gli ambienti indoor osservati non meritano alcun interesse di tipo radiologico. La struttura primaria del castello sembra rappresentare una barriera diffusoria persino per il radon, generato dalle sorgenti estese di Tenorm, allocate nella parte limitrofa”, questo nuovo studio segnala degli elementi di maggiore preoccupazione.
La tesi scientifica sostenuta, e dimostrata negli anni dal 2015 ad oggi dall’Arpacal, è che l’esalazione di radon dal suolo e dai minerali – tra i rischi più pericolosi per la salute dell’uomo, attestandosi al secondo posto in Italia come causa di tumore al polmone dopo il tabacco – diventi ancora più potente quando i materiali radioattivi naturali potenziati tecnologicamente (TENORM) vengono utilizzati per l’edilizia pubblica e privata. Già nel 2015, l’Arpacal costruì infatti un modello in scala ridotta di un’abitazione (foto delle fasi di lavorazione), i cui materiali da costruzione contenevano TENORM raccolto in un sito a Crotone. Nel corso della sperimentazione, è stato osservato un aumento dell’attività del radon nel modello quando si sono utilizzati residui di TENORM, raggiungendo un valore di radon fino a tre volte superiore ai valori tipici dell’ambiente indoor a Crotone. Questi risultati sono stati poi confrontati con un caso concreto gestito dall’agenzia ambientale calabrese.
Con questa conclusione, l’Arpacal ha dimostrato come la corrispondenza riscontrata tra i valori della concentrazione di attività del radon nel modello sperimentale e nel caso concreto monitorato, suggerisce che la stima della concentrazione di radon possa essere un metodo utile per individuare la presenza di TENORM all’interno degli edifici.
Dunque è il Tenorm la causa dell’aumento del radon, gas radioattivo molto pericoloso per la salute. Se di decide di lasciarlo nei siti dove è stoccato, è necessario che “sia soggetto ad un isolamento totale sia nell’aria che nel sottosuolo, altrimenti il rischio è elevatissimo”.
