Sintesi realizzata da Giuseppe Celsi (socio GAK)
Come ha anticipato l’Agenzia Cult, nelle scorse settimane, il Ministero e il Ministro sembrano intenzionati a proseguire sulla strada intrapresa per la riorganizzazione delle strutture periferiche del MIC.
Come da comunicato stampa ufficiale del 26-07-23, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare uno schema di Dpcm recante “Regolamento concernente modifiche al Regolamento di organizzazione del Ministero della cultura di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2019, n. 169“, che realizza un primo e importante intervento di riorganizzazione dei musei statali italiani. Con questo provvedimento, il numero di musei, parchi archeologici e altri siti culturali statali dotati di autonomia speciale sale da 44 a 60 (Fonte: https://www.beniculturali.it/comunicato/24987).
In Calabria diventano istituti autonomi con livello dirigenziale non generale (seconda fascia):
- Parchi archeologici di Sibari e Crotone;
- Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria;
La riforma farà nascere 17 nuovi istituti di livello dirigenziale non generale.
La proposta di riforma – spiega il ministero della Cultura – ha ottenuto nelle scorse settimane parere favorevole da parte del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici. La bozza preliminare dello schema di decreto sarà inviata al Consiglio di Stato per il parere prima dell’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri.
“L’autonomia concessa ad alcuni grandi musei è una scelta operativa – spiega il ministro Gennaro Sangiuliano – che consente di elevarne la qualità e la fruibilità. Essere autonomi significa avere una gestione manageriale che permette decisioni rapide nell’ottica della tutela e della promozione delle strutture. Con questo provvedimento si riconosce, inoltre, il valore di grandi siti culturali italiani che, di fatto, per l’importanza delle collezioni e delle opere custodite, si sono già conquistati un grande rilievo sul campo“. (Agenzia Ansa del 26-07-2023).
L’autonomia per il Parco archeologico di Sibari non è una novità: era stata stabilita dalla riforma Franceschini del 2019, la stessa riforma che aveva creato la terza Soprintendenza calabrese, quella di Catanzaro-Crotone, province che prima erano invece accorpate a quella di Cosenza.
La novità è la proposta di accorpamento dei Musei Nazionali e Parchi Archeologici di Crotone a quella (già) autonoma di Sibari.
Si tratta di un accorpamento già anomalo nella stessa riforma “Sangiuliano”, visto che è presente in pochi casi l’associazioni di luoghi diversi in uno stesso istituto. Si tratta però di luoghi distanti al massimo una decina di km l’uno dall’altro e nella stessa provincia (ad. i Parchi archeologici di Paestum e Velia nella Provincia di Salerno), quindi nell’ambito di competenza di una stessa Sabap. L’accorpamento di Crotone a Sibari riguarda invece luoghi distanti 122 km, e considerata la difficile viabilità percorribili in 2 ore e 13. Difficile trovare un sistema perchè un visitatore possa fruire contemporeneamente dei siti culturali della Sibaritide e del Crotonese.
Diversissimi i territori di riferimento dei Musei, poiché il MAN della Sibaritide afferisce a tutta l’area cosentina ionica da Cariati a Trebisacce, mentre il MAN di Crotone e il MAN di Capocolonna hanno come territorio di riferimento l’intera provincia di Crotone, da Crucoli a Cutro e tutti i comuni interni.
Se l’autonomia deve servire anche all’economia dei territori ed al loro progredire, va evidenziato che stiamo parlando di due territori con dinamiche socio-economiche ed esigenze di sviluppo ben distinte, oltre che con diverse necessità di studi e di ricerche scientifiche nel campo storico-archeologico. Certo, ci potrebbero essere delle prospettive comuni dalle quali avviare dei percorsi da portare avanti nel medio periodo per realizzare un polo di area vasta della Magna Grecia, ma ancora siamo ben lontani da questo, e non potrebbe essere promotore solo una struttura periferica (accorpata) del MIC, ma occorrerebbe un programma di azioni politiche e di investimenti ben più più ampio e consistente.
Questa strana scelta della riforma Sangiuliano avviene invece proprio in un momento in cui da Crotone si iniziava a chiedere l’autonomia per i luoghi della cultura della città, mentre il Museo di Sibari – attraverso il suo Direttore Filippo Demma – aggrega tutti i comuni della fascia jonica cosentina verso un unico progetto di sviluppo del sistema dei beni culturali di quel territorio 1.
Nella giornata del 25 luglio 2023, il Consiglio Regionale si era espresso invece espresso all’unanimità in favore della Mozione 60/2023 a sostegno dell’autonomia dei Musei e parchi archeologici di Crotone (consultabile nel sito del Consiglio Regionale od in copia nella BDK, mentre la video-registrazione della seduta è ascoltabile su Youtube). La mozione sostenuta dai consiglieri regionali Antonello Talerico (Forza Italia) e Antonio Lo Schiavo (Gruppo Misto), impegna la Giunta regionale a rendersi promotore presso la Direzione museale Regionale, e quindi al ministero della Cultura, della richiesta di assegnazione di autonomia speciale al Museo archeologico nazionale di Crotone ed al Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del decreto- legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106.
Si tratta di un scelta politica del Consiglio regionale, approvata all’unamità e quindi anche dalla stessa maggioranza, alla quale il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto non potrebbe sottrarsi dall’impegno di sostenere l’autonomia speciale richiesta.
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Nel dibattito sui poli museali interviene anche Filippo Sestito, presidente dell’Arci Crotone:
Crotone e Sibari, «accorpamento inaccettabile»
(Articolo dalla Gazzetta del Sud del 27-08-2023)
L’accorpamento dei poli museali di Capocolonna e di Sibari «è l’ennesima insopportabile mortificazione per tutta la comunità crotonese oramai palesemente ignorata e calpestata anche nei suoi interessi legittimi e basilari».
A dirlo è Filippo Sestito presidente di Arci Crotone Aps. Quando ormai l’iter burocratico sembra andare inesorabilmente verso una direzione, Sestito si pone alcuni interrogativi: «Cui prodest? A chi giova? – si chiede il presidente di Arci – Speriamo che non si ripeta il copione per il quale il futuro della comunità viene svenduto per l’interesse di pochi, ma questo non sarà difficile scoprirlo. L’unica cosa certa è che la classe politica eletta di cittadini crotonesi non fa minimamente gli interessi dei cittadini crotonesi ed è giunto il momento di prenderne atto, affinché ognuno venga richiamato alle proprie responsabilità».
La riforma del ministro Sangiuliano sembra non avere apparentemente un perché e soprattutto si scontra con i diversi “no” ricevuti sul territorio. Dal consiglio comunale di Crotone che si è determinato contrario all’iniziativa, passando per il Consiglio regionale della Calabria e dall’istanza che il presidente della regione Occhiuto ha fatto direttamente al ministro, sono tanti le voci che si sono alzate in questi mesi.
«Una riforma – scrive ancora Sestito – che prevede per strutture museali e parchi archeologici che fanno registrare numeri di visitatori importanti a livello nazionale l’accorpamento con un luogo lontano, senza collegamenti facilmente fruibili, appare totalmente insensata. O forse questa scelta per qualcuno un senso ce l’ha».
Ecco perché l’Arci promette battaglia: «Esprimiamo – conclude il presidente provinciale – tutto il nostro dissenso rispetto a queste scelte e ci opporremo strenuamente, insieme ai cittadini ed a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della comunità, ad ogni tentativo di scippare il nostro futuro».
la. le.
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Dal Gruppo Archeologico Krotoniate si evidenzia invece come un progetto di autonomia dei sistema dei luoghi della cultura del crotonese dovrebbe fare riferimento un ampio sistema di beni culturali del Crotonese da tutelare, valorizzare, studiare, indagare e mettere in rete di fruizione, quali:
- Museo Archeologico Nazionale di Crotone;
- Museo Archeologico Nazionale di Capocolonna;
- Parco Archeologico di Capocolonna;
- Il Castello-fortezza di Crotone;
- La fortezza di Le Castella;
- Area Archeologica di Apollo Aleo a Cirò marina;
- Siti archeologici urbani di Crotone già esistenti (Municipio, Bper, Pal. Foti, Via Acquabona, ecc., Via Napoli) o in fase di indagine con il progetto Antica Kroton, includendo l’area del quartiere settentrionale, meridionale e centrale della città magno-greca;
- nuovo Museo dedicato all’area greco-romana di Makalla-Petelia.
Non si comprende affatto come un mega-direttore localizzato a Sibari (Cassano sullo Jonio), interessato allo sviluppo del già complesso e articolato “Accordo di valorizzazione integrata del Patrimonio Culturale e Ambientale della Sibaritide e del Pollino”, possa anche avere del tempo per lavorare sullo sviluppo del sistema dei beni culturali del Crotonese.
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Sullo sfondo vanno anche evidenziati alcuni dati che arrivano dal Rapporto annuale 2023 della Fondazione Symbola e Unioncamere a proposito dei beni culturali riportati da Agenzia Ansa del 26/ 06/23. Vale 95,5 miliardi di euro il sistema produttivo culturale e creativo del 2022, ovvero il 5,6% del valore aggiunto italiano, attivando complessivamente 271,9 miliardi di euro. Ed è la Lombardia, insieme al Lazio, la regione che produce più ricchezza con la cultura. Milano, Roma, Torino, Arezzo, Trieste, Firenze e Bologna nella top ten delle province, tutte del centro-nord.
Un divario tra Nord e Sud che ricorre nei numeri. Se il 40,2% delle imprese culturali e creative italiane opera nei territori dei siti Unesco, infatti, nel 2022 il valore aggiunto di cultura e creatività al Sud pesa per il 3,9% sul totale dell’economia, contro il 5,6% nazionale.
E’ lo stesso ministro della cultura Gennaro Sangiuliano che nel commentare il documento evidenzia “la distanza tra l’immenso patrimonio culturale del Mezzogiorno e la sua espressione, quello cioè che questo patrimonio riesce ad esprimere anche in termini di organizzazione culturale. Evidentemente su questo fronte bisogna ancora lavorare tantissimo” e d’altra parte che “la cultura appartiene a tutti quanti noi. È parte del nostro essere, ma è anche una grande occasione di sviluppo socio-economico della nazione“.
L’implementazione che si va paventando con la riforma – così come arrivata in CDM – alla luce di quanto sopra non sembra andare affatto nella direzione di un’occasione di sviluppo socio-economico del territorio calabrese.
Note
- Si tratta dell’ “Accordo di valorizzazione integrata del Patrimonio Culturale e Ambientale della Sibaritide e del Pollino”, del quale si parla in questo comunicato del Parco di Sibari del 16-06-2023, che ha anche ricevuto il plauso ed il sostegno del Sen. Rapani che annuncia anche l’interesse di Demma per la Fortezza di Le Castella, come riporta Cosenza Chanel del 26-06-23.[↩]
