Fonte: Zoom24

Sigilli al Marine Park Village di Crotone, il villaggio turistico in costruzione di località Scifo. Il provvedimento, firmato dal pm Gaetano Bono, riguarderebbe alcune violazioni paesaggistiche. Nei giorni scorsi i carabinieri del Noe avevano effettuato un sopralluogo nel cantiere.

I consiglieri comunali del M5s, Ilario Sorgiovanni ed Andrea Correggia esprimono piena soddisfazione e fiducia nelle istituzioni alla notizia del sequestro del costruendo Marine Park Village. “Finalmente l’inarrestabile macchina devastatrice del nostro territorio ha avuto una battuta d’arresto. La notizia del sequestro del Marine Park Village ha risvegliato in tutti noi la fiducia nella giustizia, spesso mortificata e tradita. Il M5S, sempre in prima linea nelle battaglie a difesa del bene comune, non si tira mai indietro quando è in gioco l’integrità e la bellezza del nostro paesaggio”. Soddisfazione è stata espressa anche da Nicola Morra.

Per un approfondimento sugli antefatti, consulatare il memoriale di Margherita Corrado – associazione Sette Soli:
CAPO COLONNA DI CROTONE, LOCALITÀ SCIFO COME IL MARINE PARK VILLAGE HA AGGIRATO L’ART. 9 DELLA COSTITUZIONE (2006-2016)

Prodotto come “ALLEGATO ALLA NOTA DIRETTA AL MIBACT DEL 03.01.2017”

https://www.academia.edu/30722920/M_CORRADO_Capo_Colonna_di_Crotone_localit%C3%A0_Scifo_Come_il_Marine_Park_Village_ha_aggirato_lArt_9_della_Costituzione

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Si tratterebbe di un nuovo sequestro preventivo da parte della magistratura crotonese che ha posto ancora i sigilli al cantiere dove macchine per il movimento terra lavoravano senza interruzione per completare i 79 bungalow in costruzione sul promontorio di Punta Scifo, uno dei posti più incontaminati del Crotonese.

I lavori di costruzione dei 79 bungalow in legno (ma con base in cemento armato) erano stati già bloccati l’anno scorso, quando la Procura di Crotone contestò in particolare l’autorizzazione paesaggistica ponendo il villaggio sotto sequestro preventivo. Le indagini furono avviate nel corso del 2013, all’epoca dell’inizio dei lavori.

Per ordine della stessa magistratura il cantiere venne poi dissequestrato perchè i costruttori avevano in mano tutte le autorizzazioni richieste. Ma le associazioni e i comitati spontanei di singoli cittadini non si sono fermate, hanno proseguito la battaglia contro quello che ai loro occhi (e anche agli occhi del buon senso) appariva essere uno scempio bello e buono.

In attesa delle mosse del sindaco di Crotone Ugo Pugliese, per il quale “se posso lo fermo”, domani ci penseranno i comitati a dichiarare guerra aperta ai chi NON difende il territorio.

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Sigilli a villaggio turistico, indagato sovrintendente. Fonte: Ansa

Il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici della SABAP di di Crotone, Cosenza e Catanzaro, Mario Pagano, ed alcuni amministratori pubblici del Comune e della Provincia di Crotone, sono indagati dalla Procura della Repubblica nell’ambito di una inchiesta che ha portato al sequestro, con decreto d’urgenza, del cantiere del costruendo villaggio turistico Marine Park Village di Punta Scifo, in un’area soggetta a triplice vincolo paesaggistico e a vincolo archeologico.

Il provvedimento di sequestro, emesso dal pm Gaetano Bono e condiviso dal procuratore Giuseppe Capoccia, è scritto in una nota della Procura, “è finalizzato a interrompere la lottizzazione abusiva e a tutelare la struggente bellezza di un’area fino ad oggi rimasta intatta e identica a quella che gli antichi coloni greci avvistarono dalle proprie navi, scegliendola come luogo di fondazione di Kroton“.

I reati ipotizzati, ha reso noto la Procura della Repubblica di Crotone, “non si limitano alla violazione di norme paesaggistiche, ma si estendono alla condotta dei pubblici amministratori i quali, con una serie di abusi d’ufficio, hanno rilasciato un permesso di costruire che non poteva essere rilasciato: innanzitutto il Marine Park Village è un vero e proprio villaggio turistico e non già, come si è tentato di far credere, un agriturismo-campeggio articolato in bungalow. Non solo il Comune di Crotone non avrebbe mai potuto rilasciare il permesso di costruire, ma ha perseverato negli abusi, omettendo di annullarlo dopo avere scoperto che i fratelli Scalise non erano imprenditori agricoli professionali (il provvisorio certificato era stato revocato) e non erano nemmeno proprietari del terreno, ma agivano con un falso contratto col proprietario, già morto all’epoca della domanda“.

E poi, sottolineano i magistrati, “vi sono stati gli abusi d’ufficio della Provincia e della Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici che non solo non avrebbero potuto rilasciare le rispettive autorizzazioni, ma hanno perseverato nella condotta delittuosa omettendo in seguito di annullarli“.

A coronamento della triste pagina scritta dalla pubblica amministrazione – conclude la nota – mancavano soltanto le false attestazioni del Soprintendente Bap, indagato per falso ideologico in atto pubblico per aver comunicato al Ministero (per sostenere l’ineluttabilità dell’abuso perpetrato) che tutti i bungalow erano già stati realizzati, mentre in realtà uno solo è stato costruito parzialmente quale riparo per gli attrezzi del cantiere“.

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Fonte: Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) – Associazione ecologista

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus esprime forte soddisfazione per il provvedimento di sequestro preventivo adottato ieri, 14 febbraio 2017, dalla magistratura crotonese riguardo il cantiere dei lavori in corso di realizzazione del Marine Park Village, sulla costa di Capo Colonna – Punta Scifo, nel Comune di Crotone, a breve distanza dalla nota area archeologica nazionale di Capo Colonna.

A ora non si conoscono ulteriori dettagli.

In precedenza GrIG aveva inoltrato (16 gennaio 2017) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo i lavori in corso di realizzazione del Marine Park Village, sulla costa di Capo Colonna – Punta Scifo, nel Comune di Crotone, a breve distanza dalla nota area archeologica nazionale di Capo Colonna.

La struttura, definita “turistica alberghiera – agrituristica” nel relativo permesso di costruire emanato con atto Comune di Crotone – Settore 4 n. 162/NC del 20 dicembre 2011, dovrebbe prevedere 79 bungalows in legno (3 posti letto ciascuno), piscineservizi turistici, su una superficie complessiva dell’azienda agricola di riferimento di più di 7 ettari, a due passi dal mare.

La realizzazione del complesso ricettivo agrituristico risulta dai mezzi d’informazione anche a carattere nazionale (vds. “Capo Colonna, così un villaggio turistico devasta un gioiello della natura”, Francesca Sironi, L’Espresso, 24 ottobre 2016; “Calabria, a Torre Scifo un Natale con le ruspe. E non è una buona notizia”, Manlio Lilli, Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2016; “I 79 bungalow nell’area vincolata? Ancora non ci sono, ma per lo Stato sì”, Gian Antonio Stella, Il Corriere della Sera, 31 dicembre 2016) aver avuto un iter procedimentale molto complesso, contraddittorio e travagliato, a voler usare degli eufemismi, con vari interventi da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti e procedimenti penali aperti dalla competente Procura della Repubblicasu forte e ammirevole impulso di associazioni e comitati locali, in particolare l’associazione Sette Soli.

Un punto, però, è finora rimasto in ombra rispetto al groviglio di autorizzazioni più o meno disinvolte: non risulta svolto e concluso positivamente il procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).  Infatti, l’Azienda agricola a cui – per legge – non possono non fare riferimento le attività ricettive agrituristiche è estesa più di 7 ettari, e i “villaggi turistici di superficie superiore a 5 ettari” di qualsiasi natura (albergo, residence, agriturismo, case per vacanza, ecc.) devono essere assoggettati al vincolante e preventivo procedimento di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato IV alla parte II, punto 8, lettera a).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi chiesto alle varie Amministrazioni pubbliche coinvolte (Ministero dell’AmbienteMinistero per i Beni e Attività CulturaliRegione CalabriaComune di Crotone) l’adozione degli opportuni provvedimenti di sospensione dei lavori e di annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni emanate.     Alle Istituzioni europee è stata chiesta la verifica sul rispetto della normativa comunitaria in materia di valutazioni di impatto ambientale, mentre è stata, nel contempo, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone.

In seguito all’istanza ecologista, la Regione Calabria – Dipartimento Ambiente e Territorio ha chiesto (nota prot. n. 31107 del 2 febbraio 2017) al Comune di Crotone – Settore 4 Pianificazione e Gestione del Territorio una “dettagliata relazione con la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento assentito”, mentre il Ministero dell’Ambiente – Direzione generale Protezione natura ha attivato (nota prot. n. 2642 del 7 febbraio 2017) le proprie verifiche coinvolgendo anche la Direzione generale Valutazioni ambientali e la Regione Calabria.

Per ora, è arrivata prima la magistratura crotonese.

Calabria, deputati Possibile al governo: Chiarisca su vicenda “Marine Park Village”

Fonte: Agenzia Cult

I deputati Giuseppe Civati, Andrea Maestri, Beatrice Brignone e Luca Pastorino di Possibile (SI-Sel-Pos) hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per chiedere chiarimenti circa il comportamento che il governo ha intenzione di tenere nella vicenda del villaggio “Marine Park Village” di “Punta Scifo” e nei confronti dell’archeologa Margherita Corrado. La vicenda risale a febbraio 2017 quando la procura della Repubblica di Crotone appose i sigilli a tutto il cantiere del villaggio.

Le indagini a carico di sei persone, tra cui imprenditori e tecnici comunali, e a carico del Soprintendente archeologico di Crotone, Cosenza e Catanzaro, Mario Pagano si sono poi chiuse a giugno. Le denunce all’autorità giudiziaria e quelle pubbliche contro la costruzione del mega villaggio “in un’area nota per la sua bellezza naturalistica e paesaggistica, oltre che per il suo inestimabile valore archeologico – sottolineano i deputati  –, hanno avuto origine grazie alla professionalità e alla caparbietà dell’archeologa Margherita Corrado”. La quale, stando a ricostruzioni giornalistiche (Corriere della Calabria 4 settembre 2017) sarebbe stata oggetto di un decreto a firma del Soprintendente Pagano “diretto a tutti i tecnici della Soprintendenza e ai funzionari archeologi, per rendere la Corrado incompatibile con qualsiasi lavoro la cui vigilanza spetti agli uffici cosentini” per, si legge ancora nell’interrogazione, “aver condotto una battaglia a difesa del patrimonio per cui il dottor Pagano e altre cinque persone ora rischierebbero di andare a processo”.

Per questo gli esponenti di Si-Sel-Pos chiedono al governo se “sia a conoscenza dei fatti” e se “non intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, in relazione a quello che appare un comportamento ritorsivo tenuto dal Soprintendente archeologico dottor Mario Pagano a danno dell’archeologa dottoressa Margherita Corrado, e per porre rimedio a una situazione che sarebbe palesemente discriminatoria”.