Abstract
In questo articolo cercheremo di riportare le informazioni delle ricerche archeologiche su Rhypes, città di provenienza di Miscello, ecista di Kroton, che gli archeologi ormai associano al sito archeologico di Trapeza (Τραπεζάς), sovrastante l’abitato moderno di Koumaris (Κούμαρης) una frazione dell’unità municipale di Αίγιο. Le indagini archeologiche proseguono da molti anni, e le ricerche sono ancora lontane da essere del tutto completate, considerata anche l’ampiezza dell’area interessata.
Delle articolate informazioni delle fonti storico-letterarie riguardanti Rhypes e l’Achaja, si è parlato in altro articolo: Ripe (Rhypes), gli Achei e l’Achaia. Sulla figura di Miscello si è già parlato pure in altro articolo, come anche della fondazione di Crotone.
Elementi storici e identificazione della posizione
Ripe (Rhypes, o Rhypae o Rhypai in greco antico Ῥύπες, Ῥύπαι) era una polis dell’antica Achāia, posta 60 stadi (10,6 km) a ovest di Aegium (Aigio, o Aegion, Aigion, Vostitsa; in greco: Αίγιο); l’area in cui oggi si ritiene si trovasse tra l’età arcaica ed ellenistica, erà già abitata in età micenea.
Fu importante soprattutto in epoca più antica (Herodot., I,145), poichè Rhypes era una delle dodici città della lega achea; la lega che aveva il suo centro nel tempio di Poseidone ad Helike. Da est a ovest le dodici città erano: Pellene, Aigeira, Aigai, Bura, Helike, Rhypes, Aigion, Pharai, Patrai, Olenos, Dyme e Tritaia: Olenos, Rhypes e Aigai vennero abbandonate e il territorio fu diviso fra le poleis esistenti; al loro posto vennero incluse Leontion e Keryneia1.
Il fatto che l’ecista Myskellos di Ripe avesse fondato Crotone alla fine dell’VIII sec. a.C., ne indica l’esistenza anche all’epoca delle fondazioni coloniali. Ripe però non è più elencata come membro della Lega Achea al tempo di Polibio (206–118 a.C.).
Nel territorio di Rhypes c’era un sobborgo chiamato Leuctrum (Λεῦκτρον) (Strabone, Geographica. 8.7.5), e anche un porto marittimo chiamato Erineum (Ἐρινεόν o Ἐρινεὸς λιμήν) che è menzionato da Tucidide (Tucidide, Le guerre del Peloponneso, 7.34), e che è descritto da Pausania come posto a 60 stadi da Aegium2. Tale descrizione apparentemente precisa di Pausania è discutibile, poichè egli – vissuto nel II sec. d.C., non ha visitato Rhypes, che era abbandonata da molto tempo; gli viene indicato il sito da lontano, dalla barca che lo porta da Patrasso ad Aigion, e lui si accontenta di questa descrizione. Il Periegete, avaro di dettagli, dice solo che le rovine, ancora visibili, della città erano un po’ più in alto della strada carrozzabile tra Patrasso e Aigion, il famoso léophoros, precisamente ad a distanza di trenta stadi da Aigion, ma anche questa informazione non è corretta3.
Gli archeologi sono oggi concordi nell’identificare il luogo dell’antica Rhypes tra і fiumi Meiganitas e Selinous a 5 km in direzione sud-ovest da Aigio su un altopiano naturale denominato Trapeza (Τραπεζάς), sovrastante l’abitato moderno di Koumaris (Κούμαρης) una frazione dell’unità municipale di Αίγιο del comune di Αιγιαλείας, secondo la moderna e recente suddivisione amministrativa; Trapeza è posto ad un’altezza di 451 mt sul livello del mare si affaccia in direzione nord sul Golfo di Corinto.
Sul significato del termine Trapeza (Τραπεζάς) in greco vedere la seguente nota estesa.
L’idea che Miscello dovesse provenire da una città portuale costiera piuttosto che dall’entroterra non è necessariamente corretta. Da un lato, la sua città d’origine, l’antica Rhypes, poteva comunque avere rapporti con il mare nonostante la posizione interna, vista anche la modesta distanza dalla costa. Dall’altro, non si può escludere che anche le poleis della mesogaia partecipassero attivamente ai processi di colonizzazione.4.

Storia delle ricerche archeologiche tra il XIX ed il XX secolo
I resti antichi sulla Trapeza furono individuati per la prima volta dai viaggiatori europei Albert Lebègue5 e Friedrich v. Duhn6, alla fine del XIX secolo. Le ricerche avvenivano spesso attraverso ricognizioni superficiali e raccolte di reperti senza metodo stratigrafico.
Nel 1920 Alexandros G. Alexandropoulos7 identificò i resti con l’antica Rhypes e nel 1939 lo storico tedesco Ernst Meyer8 pubblicò una prima pianta con i resti di un tempio sulla Trapeza.
Resti di una fortificazione a grandi blocchi poligonali sono conservati per una lunghezza di c.a 24 m, con parti di torre sul tratto orientale. Altri resti sono rappresentati da un pavimento a mosaico, da due capitelli dorici e da altri esemplari simili visti da F. von Duhn nel 1877.
Resti di antiche mura sono visibili su tutta l’area della Trapezà di Aigion e massicce pareti protettive possono essere viste in alcuni punti lungo la ripida discesa. L’area urbana è di circa 272.000 m2. Nel 1996 vengono identificati i resti di un tempio.
Campagne scavi tra la seconda meta del XX sec. ed il primo decennio del XX sec.
Tra gli anni 1950 e 1970 furono condotti saggi preliminari che permisero di riconoscere resti architettonici di età geometrica e arcaica, oltre a frammenti ceramici micenei, suggerendo una continuità d’occupazione dal Neolitico fino all’età classica9.
La ricerca archeologica sull’altopiano è ripresa in tempi più recenti da Ioannis Papastopoulou nel 1972, che pubblicò una prima pianta e la foto di una colonna10. Nel 1996, il Ministero della Cultura della Repubblica Greca decise di dichiarare zona archeologica Trapezà. Andreas Vordos nel 1996 avviò la ricerca a Trapezà11.
L’area di Trapeza è sotto protezione del Ministero della Cultura greco dal 200012. Nel 2004 furono avviate le necessarie pratiche amministrative, riuscendo a far espropriare circa 2 ettari di terreno, che andarono a costituire la prima parte della zona archeologica, per approvare l’avvio dello scavo.
Nel 2006 iniziò un ciclo di scavi sistematici diretti da A. G. Vordos, che portarono alla luce un tempio dorico tardo-arcaico (datato intorno a 540‑530 a.C.) situato al centro dell’acropoli fortificata. Il tetto in terracotta, di stile corinzio, fu prodotto in un’officina corinzia e restaurato in età ellenistica con tegole laconiche marchiate dal sigillo civico di Eghion, rivelando le fasi di trasformazione politica e religiosa dell’area13.
https://www.youtube.com/watch?v=XxPBgXxkfw0
La decisione di una città di costruire un tempio e la scelta della sua decorazione scultorea, è in primo luogo un atto di grande importanza religiosa e politica allo stesso tempo. Sul tempio di Trapeza, la Gigantomachia restaurata sul frontone ovest si conforma ad un tempio dedicato ad Atena, situato al centro dell’acropoli, a indicare la prevalenza dell’ordine e la rara unità degli dei. Nel frontone orientale è restaurata una quadriga assiale con Zeus dell’Epifania, presenza di rilievo nella memoria collettiva delle città achee, e su entrambi i lati si evolvono scene del circolo troiano. E’ il periodo della diffusione della Tradizione Epica e per la raffigurazione di scene del circolo troiano è sufficiente la percezione consolidata dei tempi storici che gli Achei di siano gli antenati degli abitanti dell’Acaia. Questa composizione testimonia la prima e decisamente più chiara proiezione di origine, dove l’elemento rappresentativo riflette in aggiunta la coscienza collettiva e l’identità degli Achei14
Dal 2010 il sito è oggetto di un progetto di ricerca sistematica coordinato dall’Università di Udine in collaborazione con il Servizio Archeologico Greco, sotto la direzione di Elisabetta Borgna15. Sono state individuate aree abitative risalenti al Medio e Tardo Elladico, un santuario protogeometrico e una necropoli micenea con tombe a camera databili tra XV e XIV secolo a.C.16. I ritrovamenti comprendono ceramiche d’importazione, utensili in bronzo, resti di focolari rituali e offerte votive, che documentano il passaggio da culto domestico a culto pubblico e la nascita dell’élite aristocratica locale.
Lo stato delle conoscenze delle ricerche al 2015, è riassunto in questo studio di N. Hellner – F. Gennatou, “Il tempio arcaico sulla Trapeza di Eghion. Ricerca e ricostruzione“, ASAtene XCIII, serie III, 15, 2015, 115-133.
Campagne di scavi 2018-2020
Nella campagna di scavo 2018 indagata nell’ambito del progetto archeologico diretto da A.G. Vordos per il Ministero Greco della cultural’esplorazione completa della Tomba 6, che si distingue per alcune caratteristiche dimensionali e costruttive all’interno del gruppo di tombe a camera individuate e parzialmente scavate a partire dal 2012, “ha consentito di verificare e meglio dettagliare i modelli proposti sulla base delle ricerche in corso tanto per quanto riguarda l’occupazione diacronica quanto per riferimenti e relazioni culturali. Diversamente da quanto emerso dall’esplorazione di altre tombe, le evidenze relative al ciclo funerario più antico, riferibile alla prima età palaziale, indicano che la necropoli era utilizzata da un gruppo sociale variegato, comprendente componenti emergenti sul piano sociale, verosimilmente legate alle elites palaziali”.


Secondo un articolo del 24 ottobre 2020 di Liberal.gr, nella necropoli micenea (scavi precedenti al 2020) sono stati rinvenuti vasi di alta qualità, sigilli, gioielli in oro, corniola e vetro, e punte di lancia o armi in contesti tombali elitari, segno di legami con i centri palaziali micenei. La necropoli, attiva già nella fase Tardo Elladico IIIA1 (XIV sec. a.C.), mostra un’intensa riutilizzazione fino all’età Submicenea, con complessi rituali funerari. Trapeza è identificata con l’antica città di Rhypes, metropoli di Crotone (fondata in Magna Grecia nell’VIII sec. a.C.).

La campagna di scavi del 2020 a Trapeza di Aigio, diretta dall’archeologo Andreas G. Vordos (Eforia delle Antichità dell’Acaia), si è concentrata principalmente sull’acropoli, in particolare nell’area dell’agorà antica, e non nella necropoli micenea, dove invece si è svolta attività di studio e documentazione. Gli scavi hanno confermato un grande programma edilizio tra la fine del V e l’inizio del IV sec. a.C., con la costruzione di edifici pubblici, magazzini e un xenon (struttura per ospiti). È stato indagato anche un tempio geometrico (VIII sec. a.C.), poi trasformato in un naos prostilo tetrastilo. Nonostante il rallentamento dovuto alle restrizioni pandemiche, l’équipe ha completato alcune sezioni stratigrafiche cruciali.
Bibliografia essenziale
- Ο αρχαϊκός ναός και η αρχαία νεκρόπολη της Τραπεζάς (Il tempio arcaico e l’antica necropoli di Trapeza), Aigiorama.gr, articolo del 28-12-2018
- Elisabetta Borgna, Gaspare De Angeli, Ordinary people in the flow of history. Tomb 6 from the Trapeza cemetery, Aigion, and the Mycenaeans in Eastern Achaea, pp. 26-57 in Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente, vol. 97, 2019
- Andreas G. Vordos, “Monuments and cult at the sanctuary of Trapeza at Aigion from the 8th century BC” Ed. All’Insegna del Giglio, pp. 143-164, in SAIA : Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente : supplementi : 3, 2019
- Vordos, A.G. (2020). Anaskafikes Ergasies stin Trapeza Aigiou 2020. Comunicato stampa, Eforia delle Antichità dell’Acaia.
- Liberal.gr (2020). I archaia poli stin Trapeza Aigiou pou idryse ton Krotona. https://www.liberal.gr/epikairotita/i-arhaia-poli-stin-trapeza-aigioy-poy-idryse-ton-krotona
- Borgna, E. (2021). “Rituali funerari e memoria sociale nella necropoli micenea di Trapeza (Acaia)”. In: Annuario della Scuola Archeologica di Atene, XCVIII.
- Vordos, A.G., Borgna, E. et al.. The Mycenaean Cemetery of Trapeza, Aigion: Preliminary Report.
Campagna scavi 2021
A settembre 2021 è stata annunciato il rinvenimento di tre spade, di fogge caratteristiche delle produzioni micenee palaziali, databili nell’ambito del XIV secolo a.C., ovvero nel periodo di pieno fulgore dei palazzi micenei di Micene, Tirinto e Pilo. I manufatti sono stati messi in luce dagli archeologi dell’Università di Udine, coordinati da Elisabetta Borgna, nello scorso mese di agosto, durante la decima campagna annuale di scavo della necropoli della Trapezà di Eghion in Achāia.
Le spade sono state rinvenute durante l’indagine di una delle tombe apparentemente più semplici e modeste; molto probabilmente erano appartenute ad altrettanti guerrieri residenti in una comunità situata sulle propaggini montane dell’Achāia orientale, da cui si controllavano il centro di Eghion, la pianura costiera e il mar di Corinto.
La deposizione di spade nelle tombe di necropoli periferiche come quella della Trapeza non era frequente. Il sistema politico-sociale ed economico dei regni micenei era rigidamente centralizzato e dunque certi beni strategici come le armi avevano circolazione controllata e accesso limitato. «Prodotte nelle officine centrali – spiega Elisabetta Borgna – esse erano conservate nei magazzini palaziali ed erano per lo più distribuite all’occorrenza agli uomini chiamati alle armi o erano detenute da guerrieri e ufficiali con ruoli specifici nell’ambito dell’amministrazione palatina. E dunque raro che durante la piena eta palaziale, ossia quando era più efficiente e rigoroso il sistema di controllo dei palazzi, nelle tombe, ed in particolare in quelle appartenenti a necropoli periferiche, venissero deposte delle armi; quando avveniva, queste ultime erano certamente incaricate di esprimere indicazioni rilevanti sullo status sul ruolo dei defunti.
L’individuazione, dunque, di un gruppo di guerrieri micenei nella necropoli achea in corso di indagine è un fatto molto significativo per la ricostruzione storica dei confini politici del regno miceneo nella tarda età del bronzo“17.
Questa riflessione si ricollega ai versi 575-576 del catalogo delle navi nell’Iliade:
Τοῖσι δ’ ἄρ’ Ἀτρείδης εὐρὺ κρείων Ἀγαμέμνων
χίλιας ἡγεμόνευε νέας· τῷ δ’ ἕπετο λαὸς
πλεῖστος καὶ κράτιστος, ἐϋκνήμιδες Ἀχαιοί.
Μυκῆναι δ’ ἄρα τῇ γε καὶ ἀφνειὸν Κόρινθον
Κλωνείην τε δόμον τε Ὀρνειάδα τε καλὴν
Ἀρετίρειαν τε· Σικυῶνα δὲ, τῆ φάτο πρῶτα
Ἀδρήστου καθέζεσθαι· Ὑπερησίην τε καὶ ἄκρην
Γονόεσσαν, Πελλήνην τε, Αἴγιον τε, τά τ’ ἀμφὶ Ἑλίκην.
Iliade, Libro II – Il contingente di Agamennone
(Testo greco secondo l’edizione critica di Martin L. West, Homeri Ilias, vol. I, Bibliotheca Teubneriana, 1998)
uuyuiui
A costoro comandava il figlio di Atreo, il potente Agamennone,
con cento navi; e lo seguiva il popolo
più numeroso e valoroso, gli Achei dai bei schinieri.
Da Micene, certo, e dalla ricca Corinto,
da Cleone e da Ornea, la bella città,
e da Aretirea; da Sicione, dove si dice
che per primo regnasse Adrasto; da Iperesia e dall’alta
Gonoessa, da Pellene, da Egio e da quelle intorno a Elice.
Iliade, Libro II – Il contingente di Agamennone
(Testo greco secondo l’edizione critica di Martin L. West, Homeri Ilias, vol. I, Bibliotheca Teubneriana, 1998)
Le città indicare nei suddetti versi sono generalmente attribuite a queste regioni:
Argolide: Micene, Cleone, Ornea, Aretirea, Iperesia, Gonoessa
Corinzia: Corinto, Sicione
Acaia: Pellene, Egio, Elice (e dintorni)
Omero non afferma che Agamennone avesse il suo regno esteso a tutti questi territori, ma che ne era il comandante supremo nella spedizione verso Troia.
Dal Canale YouTube dell’Università degli Studi di Udine
Url: https://www.youtube.com/watch?v=k3ewDG_pZcI
Per approfondire questa notizia:
- La necropoli achea della Trapezà a Eghion restituisce una sorprendente sepoltura (Dium.UniUD del 22 Settembre 2021)
- Necropoli della Trapezà di Eghion: sulle tracce del Regno di Agamennone (Udine Oggi News del 22-09-2021)
- First Excavation Season Of Mycenaean Settlement/Necropolis On Trapeza Plateau Completed (The Archaeology News Network del 11-02-2021)
Campagna scavi 2024
La ricerca si è concentrata principalmente sull’indagine dell’edificio Γ, situato a sud-est del terrazzamento dei templi, nell’area pubblica della città. La ricerca condotta finora sull’edificio Γ ne consente il riconoscimento dello stesso come Heroon della città antica. Al disotto delle parti crollato della sua facciata, sono stati trovati, caduti dalla loro posizione originaria, un leone di marmo in posizione accovacciata, più piccolo delle dimensioni naturali, con la sua base, un secondo leone più grande con una parte della sua base anch’esso in posizione accovacciata, con dettagli anatomici e criniera in leggero rilievo, una testa di un leone di marmo più piccolo con la sua criniera, così come la parte superiore di una grande stele funeraria in marmo raffigurante una figura maschile giovane. Tutte le sculture sono scolpite in marmo pentelico. I leoni erano collocati su basi di pietra separate.
All’interno del monumento, in una fase d’uso successiva, sono state trovate e studiate sepolture intatte che hanno restituito preziosi corredi funerari di particolare valore artistico.
Lo scavo sistematico a Trapeza Aigio-antica Ρύπes, è diretto dal Dr. Andreas G. Vordos dell’Eforato delle Antichità dell’Acaia. La ricerca è finanziata dalla Fondazione A. G. Leventis. È supportato da Olympia Odos SA.
Leggi il comunicato stampa del Ministero della Cultura della Grecia nell’articolo in GAK ARS:
Grandi reperti dalla campagna di scavi 2024 presso Trapexà, l’antica Rhypes
Campagna scavi 2025
Come esposto su Proti Online in un articolo datato 06/05/2025, che resoconta della visita da parte di professori e direttori di scuole archeologiche straniere in Grecia, insieme a gruppi di studenti universitari che svolgevano percorsi di formazione sul campo, accompagnati e guidati personalmente dal Dr. Andreas G. Vordos, archeologo presso l’Eforia delle Antichità dell’Acaia e che dirige le ricerche archeologiche a Trapeza fin dagli anni 2000, l’articolo annuncia che i nuovi scavi 2025 inizieranno il 4 agosto e si articoleranno in due principali linee di ricerca:
- La necropoli micenea e il villaggio preistorico associato, nel settore occidentale del sito;
- Il nucleo urbano antico, nel quale verrà proseguita la ricerca sul “κτίριο Γ” (Edificio C), che i ricercatori identificano con l’heroon della città (un monumento funerario eroico).

In un Comunicato del 07 dicembre 2024 di resoconto della campagna di scavi del 2024, il Ministero della Cultura greca le ricerche sull’Heroon proseguiranno dopo l’approvazione del nuovo programma quinquennale di scavi.
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Bibliografia, Note
- N. Hellner – F. Gennatou, “Il tempio arcaico sulla Trapeza di Eghion. Ricerca e ricostruzione“, ASAtene XCIII, serie III, 15, 2015, 115-133. Sono citate le seguenti fonti in nota 6: Hdt I 145-146, 1; Paus. VII 24, 5. Sulla divisione del territorio di Rhypes nell’èta augustea fra Aigion e Pharai v. Strabo VIII 7, 5 e anche Patrai v. Paus. VII 18, 7; v. anche Bernstein 2004, 162[↩]
- Dictionary of Greek and Roman Geography (1854) LLD, Ed.[↩]
- Athanassios D. Rizakis, L’Achaie péloponnésienne: structure spatiale et géographie historique, 2002, p. 56[↩]
- Catherine Morgan, Early Greek States beyond the polis, Routledge, 2003, p. 199[↩]
- JA Lebègue, Ruienes de Aigium, BCH 1871, 233 ss.[↩]
- F. v. Duhn, report of a trip to Achaia, AM 1878, 66.[↩]
- Α. Γ. Αλεξανδρόπουλος, Περί τις θέσεως των Ρυπών, Patras 1920.[↩]
- E. Meyer, Peloponnesian migrations. Travel and research on the ancient and medieval topography of Arcadia and Achaia (Zurich – Leipzig 1939) 123.[↩]
- Nikos Petropoulos, The terracotta roof of the Late Archaic Temple at Trapeza in Achaea, 2019, in Deliciae Fictiles V, Networks and Workshops Architectural Terracottas and Decorative Roof Systems in Italy and beyond, Lulof, P. – Manzini, I. – Rescigno C. (edit.), Oxbow – Philadelphia, 63-71[↩]
- Ι. Παπαποστόλου, ArchDelt 1972, Χρονικα 290, taf. 226β.[↩]
- AG Vordos, Τοπογραφικά δεδμένα μετά από επιφανειακή έρευνα στον αρχαιολογικό χώρο Τραπεζάς Αιγίου in: Πρακτικά τίς Α ‘αρχαιολογική συνοδός νότιας και δυτιής Ελλαδώς 9th-12th June 1996, Patras (Athens 2006) 61-70;[↩]
- https://de.zxc.wiki/wiki/Rhypes[↩]
- Nikos Petropoulos, op. cit. 2019[↩]
- Abstract di Vordos, Andreas G. “The pediments of the temple at Trapeza : their religious and political importance“, Ed. All’Insegna del Giglio, 2019 – P. 185-200 in SAIA : Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente : supplementi : 3, 2019[↩]
- Trapezà di Eghion, in sito progetto PRIN 2020 “Mobility, social integration and culture change in the Mediterranean
Bronze Age”: https://mobility-prin2020.uniud.it/ambiti-territoriali/trapeza-di-eghion-acaia-grecia[↩] - Grecia: scoperta necropoli micenea di 3500 anni fa dagli archeologi dell’Università di Udine, articolo in QuiUniUD dell’11 Settembre 2012[↩]
- L’universita friulana sulle tracce del regno di Agamennone: rinvenute tre spade. Messaggero Veneto 23-09-2021[↩]

