Luigi Cantafora. Scoperte subacquee a Capo Alfieri (Crotone)

Estratto da “L’archeologo Subacqueo” anno II n. 1 – Aprile 1996

Due nuovi rimcnimcnti si sono recentemente aggiunti a quelli che, ormai numerosi costellano il mare Jonio nei pressi di Crotone.

Il subacqueo Luigi Cantafora, che da anni collabora con la Soprintendenza Archeologica della Calabria, ha individuato resti di naufragi a sud del Capo Alfieri. Si tratta di materiali ceramici di epoca tardo antica e basso medioevale, distribuiti su di una vasta area con maggiore concentrazione a ridosso degli scogli, riferibili ai carichi di almeno due distinte imbarcazioni di cui restano tracce del fasciame.

Relitto di Capo Alfieri - Parte di Anfora Keay LII
Relitto di Capo Alfieri – Parte di Anfora Keay LII

Negli interstizi della scogliera sono stati recuperati numerosi colli di anfore tipo Keay LII, i piccoli contenitori fabbricati pnncipalmente nelle aree della Calabria c della Sicilia che gravitano sullo Stretto.

L’ipotesi più accreditata circa il loro contenuto, quella che li vuole destinati al trasporto di vino, trova qui un ulteriore sostegno nelle abbondanti tracce di impeciatura interna. Un solo esemplare ed alcuni puntali vanno invece
ricondotti all’eterogeneo panorama dei “contenitori cilindrici di medie dimensioni”, di produzione tunisina.

E’ possibile che tutte le anfore rinvenute facessero parte di un unico carico data la circolazione contemporanea delle due forme per tutto il IV e la prima metà del V secolo d.C. per quanto la cronologia del Tipo Keay LII scenda fino a tutto il VI sec d.C.

L ‘altro rinvenimento riguarda vari esemplari di piatti e ciotole in ceramica depurata, spesso smaltata e decorata in rosso e manganese di probabile produzione siciliana e databili ai secol i XII e XIII. Alcuni frammenti conservano motivi decorativi.

Capo Alfieri – Piatto di ceramica smaltata di epoca medioevale

Il sito è stato immediatamente segnalato alla Soprintendenza archeologica della Calabria (d.ssa Lattanzi) e tutti i reperti sono stati depositati presso l’Ufficio Scavi di Crotone.

La scoperta di Luigi Cantafora, che da un trentennio conduce ricerche nel mare di Crotone, ed ha individuato oltre 40 siti subacquei, non solo aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza delle rotte antiche, ma ribadisce anche l’importanza della Riserva Naturale Marina “Capo Rizzuto”, recentemente istituita ed estesa 42 km di costa, che favorirà la tutela e la ricerca dell’immenso patrimonio archeologico (terrestre e subacqueo) in essa custodito.

D.M. – M.C.

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