Moneta_Aisaros-Pegaso-Kro

Storie dei miti

Raccolta di racconti, poesie, testi, sulle leggende ed i miti di Kroton e del territorio Krotoniate

di Vincenzo Fabiani

La leggenda di “Aisaros”

Aisaros fanciullo (terracotta ritrovata presso una delle sorgenti del fiume). Sopra moneta con Aisaros. Foto GAK.
Aisaros fanciullo (terracotta ritrovata presso una delle sorgenti del fiume). Sopra moneta con Aisaros.

Narra un’antica leggenda, riportata da Eustazio, che “Aisaros” era un giovanetto il quale, trovandosi a caccia, vide una cerbiatta che pascolava tranquilla sulle rive del fiume presso Crotone. Il mansueto animale era consacrato ad Artemide (Diana, la dea della caccia), ma il giovane non aveva notato il nastro di consacrazione che la cerbiatta portava al collo. Alla vista del giovane la cerbiatta si diede alla fuga. Aisaros la inseguì veloce, colpendola con una freccia lanciata dal suo arco. L’animale ferito si rifugiò nella fittissima vegetazione fluviale ed il giovane la inseguì ancora addentrandosi imprudentemente negli alti canneti.

La dea Artemide vendicò il sacrilegio e l’offesa subita facendo annegare il giovane nella melma del fiume. Il fiume da allora, in ricordo del giovane che vi aveva trovato la morte, fu chiamato “Aisaros” (“Esaro” è il nome odierno del fiume).

V. F.

Le vele degli Achei

L’approdo degli Achei

Al tramonto di un giorno di primavera, una piccola flotta di navi, dalle vele purpuree, approdò sulla spiaggia che s’allungava incurvandosi a settentrione, oltre la foce del fiume Aisaros, in direzione del Neaithos.
Dall’alto del bianco colle sabbioso di Kroton, gli abitanti osservarono con ansia la scena che si ripeteva ormai da qualche settimana.
Erano navi degli Achei, discendenti di altri Achei con i quali i loro antenati avevano scambiato doni e commerciato già molte generazioni prima.
Intanto, stormi numerosi di aironi e gru, animali sacri che davano nome al luogo, volteggiavano crocidando rumorosamente sulle ampie paludi, intorno alle quali i Greci avevano acceso i fuochi e costruito alcune capanne.
C’era carestia nella montuosa Acaia e i capi avevano deciso, su consiglio dell’oracolo di Delfi, di consentire la partenza di un gran numero di giovani verso l’occidente.
Il comando della spedizione era stato affidato a Myskellos, un Acheo-Cretese abitante a Rhype, un po’ gobbo, ma esperto nella navigazione e conoscitore della lingua parlata nelle terre del tramonto.
L’oracolo aveva sentenziato più volte, prima ordinando a Myskellos di fondare una grande Kroton nelle belle pianure arabili, poi di tenere come punti di riferimento il promontorio Lakinios, la sacra Krimisa ed il fiume Aisaros.
I capi e gli abitanti di Kroton, sperando in fruttuosi commerci, avevano dato il consenso a ché si insediasse un nucleo di Achei nella pianura paludosa posta oltre il fiume.
Ora, però, cominciava a serpeggiare una certa preoccupazione. Gli Achei giungevano sempre più numerosi e non sembravano interessati al commercio, ma piuttosto ad ingrandire il loro villaggio e già scavavano canali ed aravano terre che mai erano state coltivate”.

(tratto da D. Marino, Le vele degli Achei e il tramonto degli Enotri, 2006)

Tesori Sommersi

La testina di Apollo ritrovata
La testina di Apollo ritrovata

O dei, o terra primigenia, o mare
solcato dalle antiche navi,
le vele gonfie al soffio dei venti
e le ciurme vocianti.

Memorie sepolte
sotto gli strati alluvionali,
nascoste nei fondali sabbiosi,
riemergono alla luce del sole.

…la testina di Apollo ritrovata
su una zolla di terra,
riportata alla luce dall’aratro,
che ha distrutto l’antico sito.

…governava la città
e Pitagora vi eresse un tempio
dedicato alle Muse.

Vincenzo Fabiani

Tramonto

Disco del sole all’ultimo orizzonte
sfavillante di luce, Febo saettante
e tu candida Artemide che sopravvieni
e illumini la notte.
Miticamente, è l’ora, si fa sera,
due cavalli, uno bianco l’altro nero,
calpestan l’alghe della battigia  verso l’Irto,
vanno sul dorso paludati cavalieri.
Intanto il lento sciabordio dell’onda
scioglie allentando il flusso dei pensieri.

Andando verso l’Irto

V .F. – 16 settembre 2000

La domus sulla falesia

Capo Colonna: la domus romana dietro la Chiesetta
Capo Colonna: la domus romana dietro la Chiesetta

Vele bianche e voli di gabbiani
sul mare azzurro, rive assolate,
ottobre e sembra estate. Calde
sabbie calcarenitiche, sul promontorio  
la terra ritorna nuda, rugginosa, riscoperta
con le rovine del quartiere romano,   
a cavallo delle due ere.
La grande domus lungo la falesia,
sopra i dirupi, eleva ancora
le colonne doriche del tetrastilo,
dove l’atrium si animava di ospiti
e la caupona serviva cibi e bevande.

V. F. – 18 ottobre 2004

Forge di Cecita

Scavi alle Forge di Cecita. Di spalle Vincenzo Fabiani con gli archeologi Domenico Marino e Armando Taliano Grasso
Di spalle Vincenzo Fabiani con gli archeologi Domenico Marino e Armando Taliano Grasso

Forge di Cecita sul grande pianoro
lasciato libero dalle acque del lago.
Ritornano in superfice, il sito greco
fortificato, alla confluenza originaria
dei fiumi Mucone e Cecita,
e la strada romana acciottolata.
Grandi sassi segnano ancora 
le strutture scomparse.
Vi ritrovano frammenti di vasi,
monete d’argento e bronzee,
coniate nelle zecche di Terina, Taranto,
Metaponto e dalla Sicilia Siracusa.
Rivede pure la luce una statuetta
della Dea madre, operando sul sito
Domenico, cui si accompagna
Armando, Carmen e tanti altri.

V. F. – 11 ottobre 2006

Ritorno a Corfù

Nuvole tinte di rosa e di viola
sul mare Ionio verso Crotone,
tornando da Corfù, terra di ulivi,
odorosa di fichi e di limoni,
adorna di viti, lussureggiante,
antica terra dei Feaci e del re Alcinoo,
che Odisseo naufrago accolse
la vergine Nausicaa alla corte del Re,
narrando le sue imprese e i pericoli,
ormai vicino alla patria lontana
e per molti anni irraggiungibile…
Itaca petrosa, ricca di armenti.

V.F. – 30 ottobre 2006

Le colline di Crotone

Le colline di Crotone sulla strada per Capo Colonna presso l'Irto  - Foto V.F.
Le colline di Crotone sulla strada per Capo Colonna presso l’Irto – Foto V.F.

O lasciatemi, lasciatemi vedere,
la secca creta delle colline
di Crotone quando va a dormire
dietro i monti il sole,
incendiando i cieli
oscurando il mare d’Odisseo.

O llomi, llomini ty shoh,
ty thaaty bboten e rexevet
Kutronit kuur veety fillor
ddìali mallevet praap,
tue vuur kjìelevet zhiarh,
tue nzistur ddetin t’Odhissit.

Giuseppe Gangale

Effimera

Modellata nella rena bagnata, da autore ignoto, presso l'Hotel Club Casa Rossa (Crotone) - Foto di V.F.
Modellata nella rena bagnata, da autore ignoto, presso l’Hotel Club Casa Rossa (Crotone) – Foto di V.F.

Nata dalla sabbia, mostri
la schiena arcuata natiche e seni nudi:
affondi il viso le mani e i piedi nella rena.
Vivi effimera reclina sulla riva,
sotto la luna imminente dall’ Irto,
una notte di sogno in solitudine.
Non ci sarà risveglio per te domani,
sciolta da un’onda,
nella sabbia che ti ha generato.

V.F. – 27 luglio 2007

Le magie dell’Aurora

Le magie dell'Aurora

Si anima il silenzio notturno,
col suono dell’arpa e la voce suadente
di Cecilia, nell’attesa dell’Aurora,
seguono il violoncello ed altri suoni;
tossisce lo spettatore, canta il gallo.

Citazioni di Pitagora: l’armonia delle sfere,
l’anima anelante, sensazioni e la vita va sù,
volano così lontano le parole, baciano il cielo.

Come d’incanto, sull’orizzonte,
rosso di fuoco, sorge dal mare il sole,
fluiscono, le corde tese, onde sonore,
sotto il tocco delle dita affusolate,
come fluisce l’onda tra gli scogli.

Si illumina la colonna solitaria
ai primi raggi, la natura riveste i suoi colori.
Si inseguono le note dell’arpa in un ritmo
irrefrenabile di danza, con vibrafono e percussioni;
ad Apollo si accompagna Dioniso e il mattino
si innebria nei vortici del Dies Irae

V.F. – Capocolonna, Concerto dell’Aurora, 25 maggio 2007