Strongoli

Strongoli è un comune italiano di 6.435 abitanti della provincia di Crotone in Calabria.

Una certa tradizione storica vuole che il toponimo derivi dal greco-bizantino Στρογγιλος, ossia “rotondo”, poi trasformato in Strongylòn nell’alto medioevo.

Costante la presenza umana nel territorio dal Neolitico Medio (rinvenimenti di schegge di ossidiana ed una punta di freccia di selce) proseguite nell’età del Bronzo (frammenti di ceramica d’impasto della media). Maggiori sono i rinvenimenti inquadrabili nell’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) che ci fanno ipotizzare la presenza di comunità protourbane sul pianoro di Strongoli e sul tavolato delle Murgie.

Strongoli, vista panoramica

E’ proprio sulle Murgie che si vuole localizzata Macalla (o Makalla), una delle città che, secondo la leggenda, sarebbe stata fondata da Filottete – insieme a Krimisa e Chone – reduce da Troia, a 120 stadî a Nord di Crotone.

L’importanza di tale territorio per la frequentazione italica è ulteriormente testimoniata dalla presenza di Petelia, la metropolis dei Lucani (“metropolis tòn Leukanòn“, ove per Lucani oggi intendiamo i Brettii) ricordata da Strabone (VI, 1, 3 C254). I resti della città si trovano sull’ampio terrazzo in località Pianette, dove sorge l’attuale centro di Strongoli, sulla riva sinistra del fiume Neto, nei pressi della foce, che segnava il limite con il territorio di Crotone. L’identificazione con Petelia, oltre che dalla continuità abitativa dal IV a.C. al IV d.C., è confermata dalle epigrafi romane d’età imperiale, in cui è riportato il nome della città. Dell’antico centro restano visibili alcuni tratti delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria, che delimitano la spianata naturale sulla bassa valle del Neto. Dell’abitato, solo parzialmente indagato, affiorano in superficie strutture e resti ceramici databili tra il IV a.C. e il IV d.C.

In località Murge di Strongoli, inoltre, è stata localizzata un’area cultuale relativa ad un santuario e un centro fortificato caratterizzato da due cinte concentriche: all’interno della cinta superiore sono state rinvenute tracce di un abitato organizzato.

Non lontano da Petelia, in località Gangemi, è stata rinvenuta una tomba a camera di una donna con ricco corredo, databile al 325-300 a.C., tra cui fibule e un anello d’argento, coltelli e alari.

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