Ancora di Faillo

Trasferimento reperti archeologici: la soddisfazione di Italia Nostra e Gak per il dialogo con le istituzioni

Il Cippo di Faillo sarà concesso in deposito temporaneo al Museo di Capocolonna, il Cranio neolitico di Carìa verrà restituito a Crotone

Avendo saputo da notizie di stampa del trasferimento di alcuni reperti archeologici dai Museo Archeologici Statali di Crotone e di Capo Colonna al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, le associazioni Gruppo Archeologico Krotoniateed Italia Nostra avevano inviato una lettera con la richiesta di chiarimenti al Direttore Generale Archeologia del MIBACT, Gino Famiglietti, ed al Direttore del Polo Museale della Calabria, Angela Tecce.

Le associazioni si riferivano, tra gli altri, a due reperti molto conosciuti: il Cranio neolitico di Carìa di Girifalco (CZ) – Scavi Armando Lucifero, esposto nel Museo Archeologico Statale di Crotone ed al Ceppo d’ancora con iscrizione in alfabeto acheo, offerto a ZeusMeilichiosdal famoso atleta di Crotone Phayllos, esposto al Museo Archeologico di Capo Colonna.

Le associazioni chiedevano le ragioni e le motivazioni del loro trasferimento, essendo stati tali reperti sempre in esposizione o deposito prima presso il Regio Museo Civico Archeologico e poi presso il Museo Archeologico Statale di Crotone. Infine, chiedevano che i reperti fossero reintegrati nella dotazione dei Musei di Crotone e di Capo Colonna, essendo concreto il timore che potesse essere messo in atto un progressivo processo di spoliazione ai danni di Crotone.

A pochi giorni di distanza, in data 11 gennaio 2016, è arrivata la lunga ed articolata risposta del D.G.Famiglietti, cofirmata dal Direttore Tecce e dal direttore Museo Archeologico di Reggio Calabria, Malacrino.

Dalla lettera apprendiamo, tra l’altro, alcune notizie rassicuranti sulla sorte dei due reperti più rilevanti: il Cippo di Faillo – che risale al 480-470 a.C. – ”pezzo di grande valenza identitaria per Crotone” (ndr. vedere l’articolo Faillo di Crotone), sarà concesso in deposito temporaneo al Museo di Capo Colonna, dove potrà essere esposto, mentre a Reggio Calabria sarà esposta una copia.

Per quanto riguarda il Cranio neolitico di Carìa (Girifalco) – che risale 3500-3000 a.C. -, “insieme ai reperti del suo contesto, verrà restituito alle collezioni espositive di Crotone, così da rispettare le volontà del suo scopritore (Armando Lucifero)”.

Infatti, è scritto nella nota del Polo museale della Calabria, “un’attenta operazione di verifica delle consistenze delle varie raccolte ha confermato l’appartenenza del reperto al museo crotonese. Esso fu donato dal marchese Armando Lucifero al museo locale (allora civico), il quale lo scoprì nel lontano 1899 nella località Carìa del comune di Girifalco (Catanzaro), per poi divenire di proprietà statale allorché le collezioni del Museo Civico passarono in blocco all’odierno Museo Archeologico Nazionale nel momento della sua istituzione nel 1968“.

Gli altri reperti, già in deposito nel Museo di Crotone, saranno esposti nel Museo di Reggio C. dopo attenta valutazione e confronti dei vari responsabili.Italia Nostra e Gruppo Archeologico Krotoniate condividono l’auspicio per la creazione di un “sistema” espositivo tra i Musei della Calabria grazie alla rotazione dei materiali espositivi, così da “trarre giovamento, in termini di affluenza di pubblico e conseguente sviluppo culturale”.

Crano di Caria
Il cranio di Caria

Infine, viene espresso alle due associazioni…”apprezzamento per la sensibilità manifestata rispetto alle vicende complesse… che hanno caratterizzato i passaggi di testimonianze archeologiche da un istituto e l’altro e ci si augura che il nuovo anno possa essere vissuto da tutti all’insegna di una sempre più ampia fruizione del patrimonio culturale regionale, in sinergia e piena collaborazione reciproca”. Italia Nostra e GAK, nell’esprimere gratitudine al Direttore Famiglietti per la sollecita risposta che ha chiarito tante perplessità, auspicano che la linea di buon dialogo con le Istituzioni di tutela prosegua e si rafforzi nel tempo, nell’interesse dei Beni Culturali calabresi.

Teresa Liguori
Italia Nostra
Vincenzo Fabiani
Gruppo Archeologico Krotoniate

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