Le navicelle bronzee nuragiche. All’inizio del I millennio a.C., in Sardegna si assiste a un deciso cambio sociale, politico e organizzativo delle comunità nuragiche. Non si costruiscono più Nuraghi e tombe di giganti. La nuova società si distingue per le capacità artistiche legate alla spiritualità. Insieme ai bronzetti e alle statue di Monte Prama, nei luoghi sacri vengono sistemati preziosi oggetti di devozione che hanno la forma di piccole imbarcazioni. Sono realizzate con il metodo di fusione a cera persa, e le loro forme riproducono simbolicamente le navi che viaggiavano nei fiumi e nel Mare Mediterraneo. Ne sono state portate alla luce oltre 150 e oggi sono visibili nei musei di tutto il mondo.
La navicella nuragica di Crotone è un raro reperto in bronzo di origine sarda rinvenuto nel 1987 presso il santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna, all’interno dell’Edificio B, parte del celebre “Tesoro di Hera”. Il manufatto, databile tra il IX e il VII secolo a.C., rappresenta una delle testimonianze più significative dei contatti tra la civiltà nuragica e le popolazioni del Mediterraneo centrale durante l’Età del Ferro.
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