Cave greche di Le Castella

Visita alle cave antiche di Le Castella del 27-01-2019.

Il GAK ha attivato una collaborazione con la condotta Slow Food di Crotone, con lo scopo di avere scambi di esperienze tra le due associazioni. Domenica 27 gennaio scorso ha avuto luogo la prima delle passeggiate archeologiche guidate, presso la Cava antica di Le Castella ed il Castello Fortezza. Le prossime passeggiate avranno luogo presso il sito di Cerenzia Vecchia (10 marzo 2019) e presso le mura di fortificazione di epoca greca, ubicate sulle colline di Santa Lucia (data da concordare).

Si è svolta la mattina 27 gennaio 2019 la già programmata visita alle cave antiche de Le Castella. Vi hanno partecipato soci e simpatizzanti, e gli amici di Slow Food Crotone, che partendo da Crotone, con mezzi propri, hanno raggiunto il porto turistico de Le Castella.

LA CAVA GRECA.

Dal molo interno della darsena, percorrendo tutto il porto turistico, facilitati dalle passerelle in legno, il gruppo è saliti sul banco roccioso che si affaccia all’interno del porto per pescherecci e che conserva i resti di una cava di epoca greca. Da questa cava sono stati estratti in gran parte, in epoca greca, i rocchi di colonne che sono serviti per edificare, nel V sec. a.C., il grande tempio di Hera Lacinia a Capo Colonna, ma anche blocchi squadrati per il suo basamento.

Dell’originale banco roccioso calcarenitico – intaccato in epoca più recente dal funzionamento di una cava moderna per blocchetti da costruzioni – rimane un tratto consistente dove si possono notare i tagli circolari operati nell’antichità e le tecniche per l’estrazione. Sulla destra si possono osservare resti di grossi mattoni di tufo di forma rettangolare e sulla sinistra quelli a forma cilindrica; il sistema di estrazione è evidente in questi, dopo aver scalpellato i cilindri, venivano fatti quattro fori alla base sono evidenti nelle forme rimanenti, i quattro solchi dove venivano inseriti quattro cunei di legno secco, successivamente bagnati, consentivano il distacco del cilindro, ne sono presenti resti di alcuni spezzati al centro, quindi inutilizzabili.

Il banco roccioso e la cava avrebbero dovuto essere demoliti nel corso della costruzione del nuovo bacino portuale, ma è stato salvato per l’intervento della Soprintendenza archeologica della Calabria, in seguito a segnalazioni e sollecitazioni del Gruppo Archeologico Krotoniate.

Insieme all’ammirazione dei partecipanti, che avevano l‘occasione di vedere per la prima volta la cava, c’è da fare notare lo stato di abbandono e di degrado (erbacce, spazzatura e fenomeni di erosione) in cui versa la cava stessa.

Secondo gli archeologi la cava è databile intorno al VI-III secolo a.C., ma sono evidenti nella cava i resti del periodo estrattivo del castello XII-XIII secolo d.C.

Per approfondire l’argomento consultare la pubblicazione di Domenico Marino “Cave di Età Greca nella Chora meridionale di Kroton” (1996)

MURO VECCHIO

SI trova vicino il porticciolo peschereccio, nel luogo che adesso è diventato area parcheggio, è, assieme ad altri muri sparsi per il paese, ciò che resta della cinta muraria che difendeva il paese dalle invasioni, questo tratto murario, costruito su una struttura più antica risalente probabilmente al periodo magnogreco, iniziava dall ‘ accesso principale al borgo (Porta de Fora: uscita che portava fuori città direzione Capo Rizzuto) per finire all ‘accesso meridionale. Dove oggi sono ancora visibili i resti, un tempo venne eretta una piccola troniera di vigilanza a ridosso della scarpata che divideva la campagna dal promontorio castellese.

Sulla posizione e le variazioni le mura di cinta di Le Castella vedere l’articolo di Pino Rende “Cittadini e territorio. Le Castella tra la fine del periodo Aragonese e gli inizi del Viceregno” in Archivio Storico Crotone.

MURA DI EPOCA GRECA

Ci si è spostati poi su un tratto del banco roccioso confinante con il Castello, dove pure sono evidenti segni di cava per blocchi squadrati, raggiungendo quindi la scogliera che circonda il Castello-fortezza. Qui sono stati fatti osservare ai partecipanti i resti di mura di fortificazioni di epoca greca, conservati all’interno della fortezza cinquecentesca.

Notevole il grande muro greco a scacchiera, conservato sempre all’interno ma sul lato posteriore attuale della fortezza, evidenziato alcuni decenni fa da una frana. Anche in questo caso è stato notato lo stato di abbandono e di criticità statica in cui versa tale testimonianza di periodo greco.

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