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Sommario

La Biblioteca Digitale gestita dal Gruppo Archeologico Krotoniate (GAK) offre pubblicazioni digitali da consultare o scaricare sulle tematiche di interesse, cioè la storia e l’archeologia del territorio Krotoniate.
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Numero totale di pubblicazioni presenti: 499.

Vito Capialbi – Di un’ara dedicata alla Giunone Lacinia (1846)
Vito Capialbi – Di un’ara dedicata alla Giunone Lacinia (1846)

CORREVA l'inverno a’principi del 1843 quando in un fondo dell'Arcidiaconia della Cattedrale cotronese, dappresso il così detto Capo delle Colonne, che molti ricchi proprietari per la sua amenità han preso a censimento coll'idea d'inalzar ville e casini di diporto, nello scavar terra a piantar viti per ordine del fu mio buono amico marchese Anselmo Berlingieri in mezzo a vari frantumi di antiche fabbriche usci fuori un marmo letterato colla seguente epigrafe:

HERAE · LACI
NIAE · SACRVM
PRO · SALVTE · MAR
CIANAE · SORORIS
AVG · OECIVS
LIB · PROC

Bella , bellissima , semplicissima ed elegante iscrizione, degna del secolo in cui fu innalzata e dedicata l'ara alla Giunone Lacinia, per la salute di Marciana sorella dell'Augusto cioè dell'Imperatore Ulpio Traiano da Oecio Liberto Procurator imperiale.

Tommaso Tedesco - Formidabili fortezze in provincia di Crotone - Il Crotonese 21-09-2007
Tommaso Tedesco – Formidabili fortezze in provincia di Crotone – Il Crotonese 21-09-2007
Imponenti mura e fortezze per difendersi dagli attacchi da mare dall’entroterra furono erette nel XVI secolo dai regnanti spagnoli a Cotrone e Le Castella, su preesistenti fortificazioni
Paolo Spada - L'ultima colonna (1990), Spazio e Società
Paolo Spada – L’ultima colonna (1990)
Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari
Domenico Marino – Considerazioni sul sito protostorico di Timpa dei Santi e il bronzo recente (1991)

L'importanza dell'insediamento dell'Età del Bronzo recente di Timpa dei Santi risiede nella sua specifica fisionomia che, pur in assenza attualmente di altri dati, lo configura come sito qato e posto a controllo di una fondamentale via di transito dal Mare Ionio al Tirreno, l'asse Neto-Savuto.
Questa via, nata probabilmente già in età protostorica come testimoniano i numerosi rinvenimenti, sarà ripresa e usata dalla pòlis greca di Crotone per raggiungere il cuore della Sila e le sue risorse e da li la costa occidentale della Calabria.
La stazione protostorica di Timpa dei Santi, definibile come sito di "passaggio", è forse la chiara testimonianza archeologica di quei movimenti di popolazioni che sembrano aver caratterizzato la Tarda Età del Bronzo in Italia meridionale e che portarono alla nascita e allo sviluppo della cultura Ausonia di Lipari.

Caccuri, Grotta affrescata della Timpa dei Santi
Elia Fiorenza – La Timpa dei Santi di Caccuri (2021)

Elia Fiorenza, archeologo, è dottorando di ricerca presso l’Università della Calabria. Si occupa prevalentemente di insediamenti rupestri bizantini e del vissuto dei cristiani in Calabria attraverso gli strumenti metodologici.

Battista Sangineto – L’anima allo specchio. Ovvero della percezione e dell’uso delle antichità calabresi (2006)
Battista Sangineto – L’anima allo specchio. Ovvero della percezione e dell’uso delle antichità calabresi (2006)

Il volume ha come tema centrale l’uso che è stato fatto, nel corso dei secoli, delle antichità della Calabria ai fini della costruzione di una identità regionale. Partendo dall’epoca romana si cerca di fare luce sulla percezione che, per due millenni, gli abitanti della Calabria hanno avuto di se stessi e sull’immagine che ne hanno rimandato all’esterno.

In estrema sintesi si potrebbe dire che la calabresità, l’identità culturale dei calabresi è stata rappresentata, fino a tutto l’Ottocento ed oltre, dai topoi letterari della tenacia, della sobrietà e dell’onore. Essi hanno costituito l’ossatura di un mito arcaico, di un’identità in parte orgogliosamente cercata, ma, soprattutto, inconsciamente subita dalla cultura nazionale ed europea che, a partire dal XVI secolo, aveva, sì, un atteggiamento d’attenzione, ma in fondo godeva di un sottile divertimento, rispetto a questa cultura “altra”. Il brigantaggio e la povertà, endemica come le malattie, avevano contribuito -in parte grazie anche all’auto-esaltazione letteraria di alcuni valori che l’arretratezza portava con sé- a cristallizzare nell’immaginario culturale europeo questa idea della Calabria e dei calabresi che, del resto, poco o nulla hanno fatto per scrollarsela di dosso.

L’identità culturale dei calabresi non è che, così come ancora si configura dopo tanti secoli, un insieme di invenzioni, perlopiù basate su un uso disinvolto delle antichità, che si ritiene sia necessario seppellire per sempre perché falso e dannoso.

Enotri e Brettii in Magna Grecia. Modi e forme di interazione culturale, a cura di G. De Sensi Sestito e S. Mancuso
Giovanna De Sensi – I Brettii fra Pirro, Roma e Annibale. (2017)
ABSTRACT (del LIBRO). La ricchezza del patrimonio storico e archeologico della Calabria, dalla protostoria all'età ellenistica, non si esaurisce nello splendore della cultura delle città magno-greche fiorite lungo le coste ionica e tirrenica, ma include la serie di insediamenti degli Enotri che con esse avevano in varie forme interagito fino all'epoca classica e di quelli dei Brettii strutturatisi dalla metà del IV secolo a.C. in poi. Disseminati nelle aree collinari, a controllo dei punti di accesso dalla costa e della viabilità interna favorita dal sistema idrografico, tali insediamenti solo negli ultimi decenni hanno cominciato ad essere sistematicamente indagati. Con questo secondo volume si porta a compimento il progetto "Enotri e Brettii in Magna Grecia", avviato un decennio fa allo scopo di favorire la conoscenza e la valorizzazione di tutti questi siti presenti nel territorio regionale in un'ottica di continuità e con attenzione alle modalità di interazione fra Greci e Italici.
Atene e la Magna Grecia dall’età arcaica all’Ellenismo, Atti del 47° convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 2007
Roberto Spadea – La Topografia (di Crotone) (1983, Atti 23° CSMG)
Caterina Pellò – Women in early Pythagoreanism (PhD) (2018)
Caterina Pellò – Women in early Pythagoreanism (PhD) (2018)

ABSTRACT

Le comunità pitagoriche del VI secolo a.C. includevano, come membri, sia maschi che donne.
Questa tesi si concentra sulle donne pitagoriche e mira a esplorare quali ragioni si nascondono dietro l'importanza delle donne nel pitagorico e quali ruoli hanno svolto le donne nelle prime società e pensiero pitagorico.


Nel primo capitolo si analizzano le condizioni sociali delle donne nel Mezzogiorno d'Italia, dove furono fondate le prime comunità pitagoriche.

Nel secondo capitolo si confronta la società di Pitagora con le associazioni politiche e le sette religiose dell'antica Grecia. Rispetto alla Grecia continentale, le donne dell'Italia meridionale godevano di uno status giuridico e socio-politico più elevato. Allo stesso modo, i gruppi religiosi includevano donne iniziate, assegnando loro ruoli autorevoli. Di conseguenza, il fatto che i Pitagorici fondassero le loro comunità a Crotone e oltre, e che per alcuni aspetti queste comunità assomigliassero ad antiche sette, aiuta a spiegare perché all'inizio aprirono le loro porte al genere femminile.

Disegno di anonimo del 1913: Pitagora insegna ad una classe di donne
(tratto da "Evolution of Water Technologies and Corresponding Philosophy and Sciences Focusing on the Hellenic World through the Millennia", di Andreas N. Angelakis, Jens Krasilnikoff, Vasileios Tzanakakis, DOI:10.3390/w14193149)

Il terzo capitolo discute gli insegnamenti di Pitagora e sulle donne. Le dottrine pitagoriche non riguardavano esclusivamente il modo di pensare e le attività pubbliche dei seguaci, ma anche il loro modo di vivere privato. Così, hanno anche regolato aspetti chiave della vita quotidiana femminile, come il matrimonio e la maternità. Ritengo che le donne pitagoriche siano entrate nelle comunità come mogli, madri e figlie. Tuttavia, alcuni di loro furono in grado di acquisire autorità sui loro compagni pitagorici e di impegnarsi in attività intellettuali, superando così i tradizionali ruoli domestici femminili.

Il quarto capitolo sostiene che un altro fattore che contribuisce allo status delle donne pitagoriche è la dottrina della metempsicosi. Questa convinzione portò i Pitagorici ad adottare comportamenti simili nei confronti di altri esseri dotati di anima. Pertanto, poiché si credeva che uomini e donne avessero la stessa anima, furono trattati con lo stesso rispetto e ricevettero la stessa educazione.

Infine, il quinto capitolo esplora come le opinioni pitagoriche sulle donne sono riprese e sviluppate nella Repubblica di Platone. Sostengo che, sebbene i Pitagorici non siano mai arrivati ​​al punto di avere regine filosofe e di abolire le famiglie private, hanno fatto il primo passo verso la teoria dell'"uguaglianza di genere" di Platone.

Nel complesso, quello delle donne nel pitagorico è il primo caso documentato di impegno femminile con la filosofia antica: uomini e donne pitagorici vivevano insieme secondo lo stesso stile di vita, erano educati alle stesse dottrine e svolgevano ruoli ugualmente fondamentali nella comunità intellettuale.

Indice

Abbreviations ………………………………………………………………………………………………………….. xiii
Introduction ……………………………………………………………………………………………………………….. 1
I. Status quaestionum and the present study …………………….….………..………..1
i. Women in ancient philosophy ………………………….…………………….…………………1
ii. Pythagoras the shaman vs. Pythagoras the mathematician …………………..…………………4
iii. Women in Pythagoreanism .………….…….………………………………………………….5
II. Synopsis……………………………………………………….……………………..9
III. Methodology and sources .……..…………….……………………………….……12
Chapter 1: Women in Ancient Greece: From Croton to Sparta ……………………………………….. 17
I. The ‘most illustrious’ Pythagorean women …………………………………………17
II. Ionian and Italian women…………………………………………….………..…… 22
III. Spartan women ………………………………………………….……………..…… 29
IV. The ‘unusual’ Pythagorean women ……………………………………………….. 33
V. Conclusions ……………………………….………..…..………………………..…36
Chapter 2: Early Pythagorean Societies ……………………………………………………………………….. 39
I. Greek ἑταιρεῖαι and the Pythagorean twist …………………………………………39
II. Greek θίασοι and Pythagorean sects ……………………..……….……..…..….……53
III. On the Pythagorean way of life …………..………………………….……………..60
IV. Conclusions .………………………………………………………..………………62
Chapter 3: Four Pythagorean Precepts …………………………………………………………………………. 65
I. Different strokes for different folks ……………………………………………………………… 65
II. Source problems ………………………………………………………………………………………… 71
i. The Crotonian speeches …………………………….………………………………….…..…71
ii. The ἀκούσματα ………………..………………………………………..……………..………74
III. Do not chase your wife away ……………………………………………………………………….. 78
IV. Do not adulterate the line …………………………………………………………………………….. 86
V. The temperate and lawful begetting of children ……………………………………………… 93
VI. Women are most suited for piety ………………………………………………………………… 102
VII. Are men and women of the same nature? …………………………………………………….. 110
VIII. Conclusions …………………………………………………………………………………………….. 112
xii
Chapter 4: The Lives of Pythagoras …………………………………………………………………………… 115
I. Questions and context ……………………………………………………………………………….. 115
II. Retribution vs. non-retribution …………………………………………………………………… 119
III. Vitae Pythagorae ……………………………………………………………………………………… 127
IV. Pythagoras the memorious …………………………………………………………………………. 131
V. Women and metempsychosis ……………………………………………………………………… 137
VI. Conclusions ……………………………………………………………………………………………… 140
Chapter 5: Plato and the Pythagorean Women …………………………………………………………….. 143
I. A Pythagorean dialogue …………………………………………………………………………… 143
II. Philosopher queens and common wives …………………………………………………….. 147
i. The guiding principles …………………………….…………………………………..……..148
ii. The first two waves ………………………………….……………………………………….150
iii. Women in the second best city …..……………………………………………………….…156
III. Pythagorean women in the Republic …………………………………………………………… 158
i. The guiding principles …………………………….…………………………………..……..159
ii. Pythagorean philosopher queens ………………………………….……………………….…160
iii. Pythagorean education …..…………………………………………………………….……161
iv. Pythagorean families ……………………………………………………………………….163
IV. Conclusions …………………………………………………………………………………………….. 165
Conclusions …………………………………………………………………………………………………………….169
Appendix A: The Table of Opposites …………………………………………………………………………..171
Appendix B: Who is to be called Pythagorean? …………………………………………………………….175
Bibliography…………………………………………………………………………………………………………….181

Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité
Maurizio Giangiulio – Locri, Sparta, Crotone e le tradizioni leggendarie intorno alla battaglia della Sagra (1983)

La pubblicazione costituisce una complessa analisi anche comparata delle fonti. Una delle difficoltà è la natura spesso propagandistica, sia da parte locrese che krotoniate, delle notizie che arrivano dal passato, rendendo più complesse le valutazioni.

Nel seguito è opportuno riportare alcune informazioni di massima per inquadrate il contesto degli evento.

INTRODUZIONE

La battaglia della Sagra o sul Fiume Sagra è una battaglia combattuta nella metà del VI secolo a.C., fra le poleis di Locri Epizefiri e Crotone lungo il corso del Fiume Sagra, un corso d'acqua non ancora identificato con precisione, ma che doveva segnare il confine tra il territorio di Caulonia e quello di Locri ed è forse da identificare col torrente Turbolo1, ma c'è chi suggerisce forse era l'Allaro un fiume più grande fiume più grande tra con un letto sassoso di mezzo chilometro2.

La battaglia è nota nei suoi essenziali tratti storici nel racconto di Giustino (xx 2, 10-3, 9) che la presenta come una ritorsione di Crotone ad un attacco locrese al tempo delle ostilità contro Siri. Pur nelle incertezza di definizione del casus belli dal resoconto di Giustino risulta con chiarezza che si trattò di una guerra di aggressione promossa da Crotone (senza la solidarietà delle due ex-alleate Sibari e Metaponto), il che vale a giustificare tanto l'intervento di Reggio al fianco dei Locresi (Strab. VI 1, 10, c. 261), forse preoccupata di una eventuale espansione di Crotone fino ai propri confini, tanto la solidarietà 'morale' dimostrata a Locri in quell'occasione dal mondo dorico, dalla madrepatria locrese a Sparta, da Olimpia al santuario di Delfi, tutti variamente chiamati in causa dalle leggende sorte intorno all'incredibile vittoria riportata dal modesto esercito locrese sulle preponderanti forze crotoniati. Se tali leggende di corrispondono ad aiuti reali non è possibile definirlo.

La vittoria locrese valse a bloccare le mire espansionistiche crotoniati, ma non pare avesse comportato per Kroton riduzioni territoriali, anche se la città comiincia attraversare una fase di crisi

La datazione precisa della battaglia è incerta, attualmente gli storici la collocano lo scontro fra il 560 a.C. e il 530 a.C. La prima data viene desunta dall'idea che l'appello dei locresi a Sparta non sembra concepibile se Sparta non fosse già a capo della Lega del Peloponneso, e prima potenza della Grecia, ovvero dopo la conquista di Tegea (560 a.C.). Per il limite inferiore c'è da considerare l'assenza di vincitori Krotoniati ad Olimpia tra il 548 e il 532, che potrebbe rappresentare approssimativamente il periodo di declino dopo la Sagra. Tra il 588 e il 548 i corridori crotoniati vinsero lo stadio sei volte; nel 532 Milone vinse la prima delle sue sei vittorie consecutive. La prima vittoria di Milone è molto vicina alla data di arrivo di Pitagora a Kroton.

Ritornando alla battaglia, dopo l'apertura delle ostilità da parte di Crotone, i locresi vista la forte superiorità militare dei crotoniati decisero di non andare incontro al nemico, ma di aspettarlo al guado del Fiume Sagra. Rhegion, che a quel tempo era alleata di Locri, scese in battaglia in sua difesa, inviando un contingente anche per salvaguardarsi da una possibile espansione di Crotone sul territorio locrese, confinante con quello reggino; l'aiuto più importante a Locri comunque fu offerto dalle sue colonie di Hipponion e Medma; Sparta invece, a cui i locresi avevano chiesto soccorso, rispose consigliando loro di chiedere aiuto ai Dioscuri, che secondo la leggenda combatterono al fianco dei locresi permettendo loro di sconfiggere i crotoniati. Le fonti antiche parlano di 10-15.000 uomini tra locresi e reggini, schierati in battaglia e addirittura 130.000 crotoniati.

Le conseguenze della battaglia furono una profonda crisi interna alla città di Crotone - risollevatasi poi grazie al regime di austerità dei pitagorici - che rivolse le proprie ambizioni verso la vicina Sybaris, distrutta dai crotoniati nel 510 a.C.; per Locri invece fu questo l'inizio di una politica sempre più aggressiva verso le città vicine, cosa che in seguito portò ad una rottura dell'alleanza con Rhegion.

Tommaso Tedesco - Archeologia subacquea L'epopea dei marmi a Scifo. Il Crotonese, 2022
Tommaso Tedesco – Archeologia subacquea L’epopea dei marmi a Scifo (2022)
A novembre del 2020 vengono pubblicati in Notizie degli scavi di Antichità dell’Accademia Nazionale dei Lincei una serie di saggi sul relitto “Orsi” di Punta Scifo e gli altri carichi naufragati con marmo nel mare di Crotone”. A distanza di oltre cento anni dai primi epici ritrovamenti viene ripercorsa la storia, le ricerche con le campagne subacquee ed infine gli studi sulla provenienza e la rotta seguita dalla nave per arrivare a Roma, forse alle Terme di Caracalla, come ha ipotizzato qualche studioso. Questa pubblicazione è uno degli ultimi impegni assunti da Elena Lattanzi, prima di andare via dalla Calabria e da Crotone, che ha portato tenacemente a compimento. Un gruppo di ricercatori perlopiù archeologi, tranne me, architetto, hanno cercato di approfondire nelle duecento pagine di testo, con disegni e fotografie, i diversi aspetti di questo grande recupero che ha attraversato il ventesimo secolo crotonese fino al 1983.
Bando appalto integrato: Crotone, Castello Carlo V – Bastione di San Giacomo. Restauro inserito nel PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014/2020
Bando appalto integrato: Crotone, Castello Carlo V – Bastione di San Giacomo. Restauro inserito nel PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014/2020
I lavori sono riferiti al finanziamento relativo a “CROTONE (KR) Castello Carlo V – Bastione di San Giacomo. Restauro” inserito nel PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014/2020, Asse I, Linea di Azione 6c.1.a; Importo finanziamento: € 3.000.000,00. Bando di gara per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori sulla base del progetto definitivo, per l’intervento di “Recupero e ristrutturazione del Bastione di San Giacomo del Castello Carlo V di Crotone”. L’intervento è finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PON (FESR) “Cultura e Sviluppo” 2014-2020) per un ammontare di 3 milioni di euro. L'avviso scadrà il 16/03/2022 14:00
Andrea Pesavento – La Toponomastica di Crotone nei documenti storici
Andrea Pesavento – La Toponomastica di Crotone nei documenti storici
Foglio elettronico dinamico che espone la toponomastica storica della città di Crotone, abbinata ai riferimenti d'archivio.
C.S. Lane – Archegetes oikistes, and new-oikistes : the cults of founders in Greek southern Italy and Sicily
C.S. Lane – Archegetes oikistes, and new-oikistes : the cults of founders in Greek southern Italy and Sicily

ABSTRACT

Questo studio prende in esame le testimonianze archeologiche, epigrafiche, letterarie e numismatiche dei culti dei fondatori nelle colonie greche dell'Italia meridionale e della Sicilia. Si riteneva che diversi dei e dee avessero avuto un ruolo nel processo di colonizzazione; tuttavia, Apollo è considerato il principale dio della colonizzazione. I coloni di questi insediamenti d'oltremare erano guidati dagli oikistes (ecisti), che si credeva fossero stati incaricati da Apollo. 

Il coinvolgimento di Apollo di Delfi nella colonizzazione potrebbe essere stato un fenomeno successivo, poiché le fonti antiche che si riferiscono a lui come un dio della colonizzazione risalgono a un periodo successivo e la maggior parte delle testimonianze degli oracoli della colonizzazione sono postumi. Indipendentemente da ciò, si riteneva che molte delle colonie dell'Italia meridionale e della Sicilia fossero state fondate sotto la guida di Apollo.

Mentre questo studio ha trovato una chiara relazione tra le tradizioni religiose dei culti di Apollo nelle colonie dell'Italia meridionale e della Sicilia, l'influenza di Delfi sull'istituzione e sulla natura di questi culti è più ambigua. Le prove disponibili indicano che Apollo non era comunemente adorato come dio fondatore, ma piuttosto era visto come un simbolico fondatore della colonia. Tuttavia, ci sono prove che l'eroe fondatore morto, l'oikistes, fosse adorato nell'agorà. Mentre il culto del fondatore potrebbe essere stato stabilito all'inizio della storia della colonia, la "sepoltura" di questa figura nell'agorà sembra essere stata un fenomeno successivo, forse introdotto intorno al 600 a.C. Vari sovrani, inclusi i tiranni Deinomenidi, Dionisio II e Timoleone, utilizzarono il culto del fondatore per vantaggi politici.

INDICE

TABLE OF CONTENTS

Abstract ii
Table of Contents iii
List of Tables xiii
List of Figures xiv
List of Abbreviations ix
A Note on Spelling xii
Acknowledgements xvi
Dedication xvii
Introduction 1
The Problem 1
Previous Scholarship and Approaches 2
The Scope of the Présent Project 7
Chapter One 1 -The Process of Colonization 10
Introduction 10
Methodology and Associated Problems 10
The Phenomenon of Colonization 11
Founding Gods 14
i) Apollo 14
ii) Hera 15
iii) Poséidon and Zeus 16
Oracles and Colonization 17
i) The Delphic Oracle 18
ii) The Oracle of Zeus Naios at Dodona 26
iii) The Oracle of Apollo at Didyma 29
iv) The Oracle of Apollo at Delos 31
Greek Gods and Navigation 33
i) Poséidon 38
ii) Hera 41
iii) Zeus 45
iv) Aphrodite 47
v) Athena 48

vi) Apollo 49
vi) Other Gods 52
The Establishment of the Settlement 53
Survival inNewLands 55
i) Agriculture and Procréation 56
ii) Defending the Settlement 57
iii) Interaction with Other Greeks and Native Populations 61
Discussion 62
Conclusions 64
Chapter Two - The Cuits of Apollo in Southern Italy and Sicily 65
Introduction 65
Methodology and Associated Problems 65
Part One - Euboean, Korinthian and Spartan Colonies, Sub-Colonies, and Later
Foundations 69
Euboean Colonies, Sub-Colonies and Later Foundations 69
The Evidence for the Cuits of Apollo in the Metropolis 69
The Foundation of Kyme and Neapolis 72
The Evidence for the Cuits of Apollo at Kyme 74
i) The Sanctuary of Apollo 74
ii) An Oracle of Apollo? 77
iii) Apolline Imagery on Coinage? 78
The Evidence for the Cuits of Apollo at Neapolis 79
i) Inscriptions 79
ii) A Cuit Statue of Apollo 79
iii) Apolline Imagery on Coinage 79
Kyme, Neapolis, and Delphi 80
The Foundation of Naxos, Leontini, and Katane 80
The Evidence for the Cuits of Apollo at Naxos 81
i) Apollo Archêgetës 81
ii) Apolline Imagery on Coinage 83
The Evidence for the Cuits of Apollo atLeonini 83
i) Apolline Imagery on Coinage 83
The Evidence for the Cuits of Apollo at Katane 83
i) Apolline Imagery on Coinage 83
Naxos, Leontini, Katane, and Delphi 84
The Foundation ofRhegion 84
The Evidence for the Cuits of Apollo at Rhegion 85
i) Temples of Apollo? 85
ii) Apollo Daphnêphoros? 88
iii) Extra-Urban Sanctuary of Apollo? 89
iv) Apolline Imagery on Coinage 89

Rhegion and Delphi 89
The Late Foundation of Tauromenion 90
The Evidence for the Cuits of Apollo at Tauromenion 91
i) Apollo Archêgetës 91
ii) Apollo Karneios 92
iii) Other Apolline Images on Coinage 92
The Korinthian Colony of Syracuse, her Sub-Colonies, and Later Foundations 92
The Evidence for the Cuits of Apollo in the Metropolis 92
The Foundation of Syracuse and her Sub-Colonies 99
The Evidence for the Cuits of Apollo Syracuse 101
i) The Temple of Apollo on Ortygia 101
ii) Apollo Temenitës 111
iii) Apollo Karneios 116
iv) Apollo Paianos 116
v) Apollo in Achradina? 117
vi) Apollo Musagetës 118
vii) Apollo and the Nymphs 118
viii) Apolline Imagery on Coinage 119
ix) Apollo, the Syracusan Tyrants, and Timoleon 120
The Evidence for the Cuit of Apollo at Akrai 123
The Evidence for the Cuit of Apollo Patroios at Kamarina 125
Syracuse, Helorus, Kamarina, and Delphi 126
The Late Foundation of Tyndaris by Dionysius I of Syracuse 128
The Evidence for the Cuits of Apollo at Tyndaris 128
The Spartan Colony of Taras and her Sub-Colony Herakleia 129
The Evidence for the Cuits of Apollo in the Metropolis 129
The Foundation of Taras and Siris-Herakleia 136
The Evidence for the Cuits of Apollo at Taras 139
i) Apollo Hyakinthos 139
ii) Apollo Aleus 145
iii) Apollo Karneios! 146
iv) Apollo Myopis/Smintheus! 148
v) A Tarantine Dedication to Apollo 149
vi) Artifacts from Taras Possibly Associated with Apollo 149
The Evidence for the Cuits of Apollo at Herakleia 150
i) A Shrine of Apollo? 150
ii) Apollo Hyakinthos 152
Taras, Herakleia, and Delphi 152

Conclusions - The Cuits of Apollo at Euboean, Korinthian, and Spartan Colonies, Sub-
Colonies, and Later Foundations 153

Part Two - Rhodian-Kretan, Achaean, Megarian, and Phokean Colonies, Sub-
Colonies, Later Foundations, and Mixed Settlements 158

The Rhodian-Kretan Colony of Gela, her Sub-Colony, and Later Foundation 158

The Evidence for the Cuits of Apollo in the Metropoleis 158
The Foundation of Gela and Akragas 160
The Evidence for the Cuits of Apollo at Gela 163
i) A Sanctuary and/or Statue of Apollo? 163
ii) Apollo Karneios? 164
The Evidence for the Cuits of Apollo at Akragas 164
i) A Statue of Apollo 164
ii) Apollo Karneios 164
Gela, Akragas, and Delphi 164
The Late Foundation of Phintias 165
The Evidence for the Cuits of Apollo at Phintias 166
i) Apollo Karneios? 166
ii) Apolline Imagery on Coinage 166
Achaean Colonies, Sub-Colonies, and Later Foundations 167
The Evidence for the Cuits of Apollo in the Metropoleis 167
The Foundation of Sybaris, Poseidonia, and Thurii 168
The Evidence for the Cuits of Apollo at Sybaris 170
The Evidence for the Cuits of Apollo at Poseidonia 171
The Evidence for the Cuits of Apollo at Thurii 172
i) The Cuit of Apollo the Founder? 172
ii) Apollo Karneios1

iii) Apolline Imagery on Coinage 173
Sybaris, Thurii, and Delphi 173
The Foundation of Kroton and Terina 174
The Evidence for the Cuits of Apollo at Kroton 176

i) Apollo Pythios and Hyperboreas 176
ii) A Second Apollonion? 179
iii) Other Apolline Imagery on Coinage 179
iv) The Sanctuary of Apollo Alaios 180
The Evidence for the Cuit of Apollo at Terina 188
Kroton and Delphi 189
The Foundation of Kaulonia 190
The Evidence for the Cuits of Apollo at Kaulonia 191
i) The Sanctuary on Faro Hill 191
ii) The Doric Temple and Sanctuary at Punta Stilo 191
iii) Other Apolline Imagery on Coinage 197
The Foundation of Metapontion 197
The Evidence for the Cuits of Apollo at Metapontion 198
i) The Sanctuary of Apollo Lykeios 198
ii) The Sanctuary of Apollo and Aristeas 205
iii) Apollo Karneios 210
iv) Other Apolline Imagery on Coinage 211
v) Apollo Lykeios at Cozzale Pizzarieddo 211
vi) A Statue of Apollo at Marconia 212
Metapontion and Delphi 212

The Megarian Colony of Megara Hyblaia and her Sub-Colony Selinous 213
The Evidence for the Cuits ofApollo in the Metropolis 213
The Foundation of Megara Hyblaia and Selinous 214
The Evidence for the Cuits ofApollo at Selinous 215
i) Temple C and Apollo Paianos 215
ii) An Offering for Apollo: The Temple G Inscription 221
iii) Apolline Imagery on Coinage 222
Selinous and Delphi 223
A Late Phokaean Colony 223
The Evidence for the Cuits ofApollo in the Metropolis 223
The Foundation of Hyele 224
The Evidence for the Cuits ofApollo at Hyele 225
i) Apollo Ouliades/Oulios/Oulisl 225
ii) Apolline Imagery on Coinage 226
The Cuits of Apollo at Mixed Settlements 226
The Cuit of Apollo Lybistinus on the Pachino Promontory 226
The Evidence for the Cuits ofApollo at Alaisa 227
i) A Temple of Apollo Archëgetësl 227
ii) Other Apolline Imagery on Coinage 228
The Foundation of Zankle-Messene and the Mamertine Conquest 228
The Evidence for the Cuits ofApollo Mamertine Era Messene 231
i) A Temple ofApollo? 231
ii) Apolline Imagery on Coinage 233
Conclusions - The Cuits ofApollo at Rhodian-Kretan, Achaean, Megarian, and
Phokean Colonies, Sub-Colonies, Later Foundations, and Mixed Settlements 234
Discussion 238
Conclusions - The Cuits of Apollo in Southern Italy and Sicily 241
Chapter Three - The Cuits of the Oikistës and the New-Oikistës 242
Introduction 242
Methodology and Associated Problems 242
The Phenomenon of Hero Cuits 244
The Founders of Cities and their Cuits 248
Tyrants, Kings, and Political Leaders as Founders and Re-Founders 253
The Evidence for Founders Cuits in Southern Italy and Sicily 255
Naxos 255
Leontini 256
Euboea 257
Rhegion 258
Mikythos of Rhegion's Foundation of Pyxous 259
Zankle-Messene 260
Himera 262
Syracuse 264

Foundations and Re-Foundations by the Syracusan Tyrants 269

i) Hieron P s Re-Foundation ofKatane as Aetna 269
ii) Foundations and Re-Foundations by Dionysius I 272
iii) Foundations and Re-Foundations by Dionysius II 273
iv) Agathokles' Re-Foundation of Segesta as Dikaiopolis 274
Kamarina 274
Taras 276
Herakleia 287
Gela 288
Akragas 293
Phintias of Akragas' Eponymous Foundation 293
Poseidonia 294
Kroton 300
Metapontion 302
Tomb 8 atThapsos 303
Megara Hyblaia 304
Selinous 306
Herakleia Minoa 307
Discussion 308
Conclusions 311
Conclusions 313
Bibliography 318
Appendices 407
One - The Evidence for the Cuits of Apollo at Other Sites in Italy 407
Two - Foundations and Re-Foundations by Dionysius I in the Adriatic 410
Three-Tables 412
Four-Figures 440

Héra: images, espaces, cultes.
Juliette de la Genière – Note sur une muserolle disparue (1997)
La museruola di Vigna Nuova fu trovata da ignoti, sul finire degli anni Settanta, scavando nottetempo mentre erano in corso indagini ufficiali. Benché ‘disperso’ sul mercato antiquario, a vent’anni di distanza Juliette de la Genière ne fece l’oggetto di una nota, corredata di fotografie e disegni ‘d’epoca’, pubblicata nel 1997 in appendice agli atti del convegno Héra. Images, espaces, cultes (Lille 1993). Tale contributo si è rivelato fondamentale perché i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale potessero mettersi sulle tracce del prezioso reperto.

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Bibliografia, Note

  1. Giovanna De Sensi - La Calabria in età arcaica e classica, 1984. p. 35[]
  2. T. J. Dunbabin, The Western Greeks, 1948, p. 359[]