Scheda Bibliografica

Scheda Bibliografica (BDG-Biblioteca Digitale del GAK)

TitoloNotizie di Scavi e Lavori sul Campo: Crotone-Piazza Villaroja, Santa Severina-Quartiere Grecia
Autore(i)
Data rilascio2010
Contenitore, TitoloArcheologia Medioevale XXXVII
Riferimentip. 411
Casa editriceAll'Insegna del Giglio
TipoAtto di convegno
Classificazioni Biblioteca GAK
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Altre Informazioni Biblioteca GAK
ID Archivio: 7904
Data inserimento: 20-05-2020 14:44
Data ultima revisione 20-05-2020 14:44
Permalink: https://www.gruppoarcheologicokr.it/biblioteca/d-marino-m-corrado-notizie-di-scavi-e-lavori-sul-campo-2010/

Crotone, piazza Villaroja. 2010

Nel settore sud-occidentale del centro storico, ampliando la trincea per la metanizzazione aperta a settembre 2009 in piazza Bartolo Villaroja, tra gennaio e maggio del 2010 è stato possibi le chiarire il contesto in cui si collocano la tomba polisoma a cassa, in blocchi di arenaria locale, intaccata in quella occasione dagli operai ltalgas ma anche le numerose e più modeste sepolture circostanti.
Entro un saggio di ca. 5×4,5 m, infatti, sono emerse fosse di spoliazione dei setti murari interni, lacerti di battuti pavimentali e due ossari inerenti alla parrocchiale di San Giorgio, soppressa a fine Cinquecento ma demolita in modo sistematico solo dopo il terremoto del 1783 o, al più tardi, del 1832. Orientata grossomodo est-ovest, sul fini re del XV secolo questa costruzione
aveva sostituito una chiesetta d’impianto medievale assai più piccola, con orientamento opposto e ingresso su uno dei lati lunghi. All’esterno del lato breve sud di quest’ ultima, è stata indagata parte di un fittissimo cimitero bassomedievale, di sole fosse terragne, che si sovrappone ad un lembo di quell’area sepolcra le più antica comprendente la citata tomba a cassa e
altre simili, tutte ‘familiari ‘, databili al Vlll-lX secolo.
Si ignora, per le dimensioni ridotte del saggio (pari a circa un sesto del totale dei ruderi conservati al di sotto della piazza), l’ubicazione dell a chiesa cui fa cevano capo dette sepolture, sovrapposte direttamente ad un livello di tombe monosome e polisome di VII/VIII secolo tagliate negli strati di crollo e disfacimento di una domus d’impianto tardo-repubblicano, abbandonata verso il II/III secolo d.C., che sembra ribadire l’orientamento
nord-sud degli edifici del quartiere greco sottostante.
Sporadici reperti anteriori rimontano fino al VII secolo a.C., dimostrando
lo straordinario potenziale archeologico dell’area .
(D. Marino, M. Corrado)

Santa Severina (KR), quartiere Grecìa. 2010

Sul versante sud della rupe di Santa Severina, il progetto di riqualificazione del quartiere Grecìa, dove Paolo Orsi documentò alcuni casi esemplari di abitazioni di tipo rupestre e la chiesetta dedicata a San Nicola, ha consentito di indagare per la prima volta in modo puntuale, nella primavera-estate del 2010, sia il piccolo tempio mononave di rito latino sia alcune grotte di grandi dimensioni , a pianta sub-rettangolare, che si aprono nella prosecuzione verso est del banco roccioso retrostante, purtroppo intaccato in profondità dalle reti idrica e fognaria.
I dati più interessanti acquisiti sull’edificio di culto riguardano la data d’impianto (tardo XII o all ‘avvio del XIII secolo), la posizione dell’ingresso, aperto sull’asse maggiore nel lato breve ovest, con rampa di soli due gradini addossata alla soglia, la leggera sopraelevazione del presbiterio e l’esistenza, sotto di esso, di una grotta artificiale a pianta quadrangolare che, preesistente, fu inglobata dalla fabbrica in muratura e utilizzata da subito come ossario.
Quanto alle grandi cavità esplorate più ad est, esse non conservavano stratigrafie affidabili, poiché usate come stalle fino a pochi decenni orsono, ma sul terrazzo antistante, oggi brevissimo, restano lembi di strutture murarie da ascrivere a fabbriche che, indipendenti dalle unità rupestri, testimoniano un’armoniosa coesistenza di soluzioni abitative e architettoniche di verse che evidentemente non coinvolgeva solo la chiesa di San Nicola.
(D. Marino, M. Corrado)